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Politica

FOTO | Gradita visita a Ladispoli: l’On. Alessandro Cattaneo omaggia la “Capitale del Litorale”

Ex Sindaco di Pavia e big di Forza Italia: “Sono qui per rafforzare il legame con Ladispoli e dare una mano, perché credo fortemente nelle grandi potenzialità di questa città”

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L'On. Alessandro Cattaneo, Forza Italia, a Ladispoli. L'incontro con il Sindaco Alessandro Grando

Una splendida sorpresa oggi a Ladispoli. L’On. Alessandro Cattaneo – deputato di Forza Italia, già sindaco di Pavia e figura di spicco del partito guidato da Antonio Tajani – ha scelto di dedicare parte della sua intensa agenda politica alla nostra città, incontrando il Sindaco Alessandro Grando e una rappresentanza della Giunta comunale.

Nella cornice esclusiva del Gotha, illuminata da un sole di fine settembre, il parlamentare azzurro si è confrontato con il Sindaco Grando sui temi di politica nazionale e locale, ma soprattutto sulle esigenze concrete del nostro territorio, con uno sguardo pragmatico e costruttivo.

«Ho colto con piacere l’invito del Sindaco Grando, di alcuni amici e della mia cara amica Alessandra Feduzi – Assessore alla Sanità», ha dichiarato Cattaneo a Ladispoli News.

«Per me la buona politica significa partire dai territori, ascoltare i cittadini, dialogare con i Comuni e sostenerne lo sviluppo. Ho fatto il sindaco da giovane, so cosa significa amministrare e affrontare le difficoltà quotidiane. Oggi sono qui per rafforzare il legame con Ladispoli e dare una mano, perché credo fortemente nelle grandi potenzialità di questa città. Mi piace essere considerato un amico che lavora per il futuro del territorio».

All’incontro hanno preso parte, oltre al primo cittadino, il Presidente del Consiglio comunale Carmelo Augello, l’Assessore al Commercio Daniela Marongiu, l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa, l’Assessore alla Sanità Alessandra Feduzi e il Capo Ufficio Stampa del Comune di Ladispoli Ricky Filosa.

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Giovani

Riforma giustizia: parola ai giovani

Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

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Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

Quando il direttore Filosa ha chiesto la mia opinione di giovane studente di giurisprudenza sulla riforma della Giustizia, oggetto del prossimo referendum costituzionale, mi è subito venuto in mente che un recente sondaggio ha indicato che quasi il 70% degli under 30 sono propensi a votare Sì.

I motivi per cui questa riforma è fortemente sostenuta dai giovani sono essenzialmente tre.

Il primo è di merito

I giovani vogliono vivere in un Paese più civile e moderno in cui accusa e difesa siano davvero equidistanti davanti a un giudice, in cui chiunque sbagli paghi – compreso il giudice stesso, che ha un ruolo di fondamentale importanza – e in cui l’innocente fino a prova contraria sia tutelato, il che è possibile solo con la separazione delle carriere e con l’istituzione dell’Alta Cortre Disciplinare.

Le nuove generazioni pretendono trasparenza da tutti i poteri dello Stato, dai politici quanto dai magistrati e per questo sono favorevoli al sorteggio dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura per smantellare un sistema correntizio politicizzato in cui i vertici del CSM sono scelti e operano non per competenze ma per appartenenza ideologica.

Il secondo motivo è di contesto

I giovani italiani guardano, spesso giustamente, all’estero per individuare modelli di sviluppo che in Italia mancano, nonostante siano consapevoli delle potenzialità del nostro Paese, che ha da sempre offerto
al mondo ispirazioni epocali e innovazioni all’avanguardia, vedendo in questa riforma una irripetibile occasione di integrazione con i sistemi giudiziari della stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali.

Il terzo motivo è identitario.

Noi giovani siamo innovatori per nostra natura e, dopo anni in cui sentiamo che alcuni tra i più grandi problemi nazionali derivano dalla giustizia, non ne possiamo più dell’ipocrisia di chi osteggia una riforma che può realizzare finalmente i cambiamenti che, tra l’altro, loro stessi hanno sempre promesso
(e che mai hanno concretizzato) solo per perseguire, scavalcando la coerenza, secondi, terzi e quadrupli fini a breve termine senza lungimiranza per il futuro.

I numerosi “Sì” dei giovani il 22 e il 23 marzo saranno il più grande “ok boomer” a chi si ostina a brandire la Costituzione per opporsi ad una riforma che renderebbe lo stesso principio costituzionale
(affermato nell’art. 111) del Giusto Processo raelmente compiuto.

Giovanni Paolo Motzo

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