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Massimo Righini: la mente della TV

Intervista esclusiva all’uomo dietro ai più vincenti format della TV Nazionale

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Intervista esclusiva all’uomo dietro ai più vincenti format della TV Nazionale

Nel suo lavoro è abituato a raccontare le storie degli altri. Qual è una parte della sua storia personale che non è mai entrata in un format, ma che ha inciso più di tutto sul suo modo di lavorare oggi?

La parte più determinante della mia storia è il senso di responsabilità che ho imparato molto presto. Tieni conto che sono entrato a Mediaset a 21 anni. Responsabilità verso le persone. Ho capito presto che dietro ogni storia, ogni format, ogni “personaggio”, c’è qualcuno che si affida a te. Al 100%!

Questo non è mai diventato un racconto televisivo, ma ha inciso profondamente sul mio modo di lavorare: mi ha reso molto attento ai confini, al rispetto, al peso che le immagini e le parole possono avere sulla vita reale. È una consapevolezza silenziosa, ma costante.

Ha lavorato su format di enorme successo e con meccanismi molto precisi. C’è stato un momento in cui ha sentito il bisogno di “disobbedire” alle regole del mercato per restare fedele a se stesso? E cosa le è costato farlo?

Sì, più di una volta. Disobbedire, per me, non ha mai significato rifiutare il mercato o il successo di un format ma rifiutare l’idea che tutto sia sacrificabile in nome dell’efficienza o del risultato immediato.

A volte ho scelto di non semplificare, di non forzare una storia, di non inseguire una scorciatoia narrativa che avrebbe funzionato ma non mi rappresentava. Questo mi è costato tempo, qualche opportunità, e in certi momenti anche una posizione più comoda. Ma mi ha permesso di riconoscermi ancora in quello che faccio.

In un settore dove la velocità e la performance sono centrali, come protegge la sua parte più fragile o creativa dal rischio di diventare solo “funzionale”? Ha dei rituali, dei silenzi, dei luoghi che la aiutano a restare centrato?

Ho imparato che la creatività non si protegge accelerando, ma rallentando. I miei rituali sono molto semplici: il silenzio (spesso ho bisogno di stare in ufficio da solo a pensare), la distanza temporanea dalle decisioni, e alcuni luoghi che mi aiutano a rimettere tutto in scala. Per esempio a casa mia a Tarquinia.

Cerco spazi in cui non devo produrre nulla, né decidere. È lì che la parte fragile — che poi è anche la più autentica — torna a farsi sentire. Se diventi solo funzionale, smetti di essere utile davvero.

Guardando indietro, qual è stato il fallimento che oggi considera un privilegio aver vissuto? E perché senza quello non sarebbe la persona – prima ancora che il professionista – che è oggi?

Il fallimento più importante è stato capire che non tutto ciò che funziona ti fa bene. Ci sono momenti in cui ottieni risultati, consenso, riconoscimento, ma perdi allineamento con te stesso.

Quando questo equilibrio si rompe, prima o poi qualcosa crolla. Averlo vissuto in un periodo particolare a Milano, dopo aver deciso di cambiare “casacca”, mi ha insegnato a distinguere tra successo e coerenza. Senza quel passaggio, oggi sarei forse più veloce, ma sicuramente meno solido.

Se potesse parlare al Massimo Righini di vent’anni fa – o a un giovane che sogna oggi questo mestiere – cosa gli direbbe di non sacrificare mai, anche quando tutto sembra chiedere il contrario?

Gli direi di non sacrificare mai l’umanità. Né la curiosità, né l’empatia, né la capacità di farsi domande.

Questo mestiere ti chiederà spesso di scegliere tra essere efficace e essere onesto con te stesso. La vera sfida è non considerarli opposti. Quando perdi il contatto con ciò che senti, anche il talento prima o poi si svuota.

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FUTURO NAZIONALE CRESCE NEL LAZIO: QUATTRO CONSIGLIERI COMUNALI E UN ASSESSORE A LADISPOLI

Si tratta dei consiglieri Pierpaolo Perretta, Marco Lo Guzzo, Sabrina Fioravanti, Manuela Risso e dell’assessore al turismo Marco Porro

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Futuro Nazionale entra nel Consiglio comunale di Ladispoli

Futuro Nazionale continua a crescere e consolida la propria presenza nel Lazio. Ad annunciarlo il coordinatore regionale di FN Marco Pomarici: a Ladispoli ben quattro consiglieri comunali e un assessore hanno scelto di aderire al partito fondato e guidato da Roberto Vannacci.

Si tratta dei consiglieri Pierpaolo Perretta, Marco Lo Guzzo, Sabrina Fioravanti, Manuela Risso e dell’assessore al turismo Marco Porro.

“L’ingresso dei cinque amici a Ladispoli rappresenta un passaggio politico importante – sottolinea Pomarici -Futuro Nazionale dimostra di essere una realtà in crescita, capace di aggregare amministratori e persone che vogliono partecipare a un nuovo progetto politico. Il gruppo di Ladispoli, con quattro consiglieri comunali di maggioranza e l’assessore al turismo rappresenta un grande risultato per tutto il partito. È un segnale forte che ci spinge a continuare con ancora maggiore determinazione”.

Il coordinatore nazionale di FN, Massimiliano Simoni, da parte sua aggiunge:

“Do il benvenuto agli amici di Ladispoli. È un risultato che ci riempie di soddisfazione e che conferma la bontà del lavoro che stiamo portando avanti, a dimostrazione del buon radicamento sul territorio. Avanti tutta”, conclude.

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