Politica
Fargnoli: “Cerveteri è impantanata”
L’Assessore ai servizi sociali Gabriele Fargnoli per Litorale Oggi
L’Assessore ai servizi sociali Gabriele Fargnoli per Litorale Oggi
Servizi sociali e assetti politici sul litorale: intervista a Gabriele Fargnoli
Il coordinamento dei servizi sociali tra i comuni del litorale nord e l’avanzamento dei progetti PNRR restano al centro del dibattito amministrativo locale. Abbiamo approfondito questi temi con Gabriele Fargnoli, Assessore alle Politiche Sociali di Ladispoli, che ha analizzato lo stato della collaborazione con Cerveteri e l’andamento dei cantieri dedicati all’inclusione.
La questione del Consorzio Sociale tra Ladispoli e Cerveteri resta una ferita aperta nel coordinamento tra i due comuni. L’Assessore Fargnoli è netto nel delineare la situazione: Ladispoli ha già fatto la sua parte votando all’unanimità la delibera necessaria. Cerveteri, invece, resta in “zona grigia”.
“Ladispoli ha votato la delibera a tempo debito,” dichiara l’Assessore Fargnoli, “ma a Cerveteri la situazione appare ferma. L’atto non viene portato in Consiglio Comunale e questa fase di incertezza rischia di tradursi in disservizi per l’utenza del territorio. L’auspicio è che l’Assise Cerite si esprima quanto prima “.
Sul fronte interno, il completamento di alcune opere chiave finanziate nell’ambito dell’inclusione sociale e del PNRR si traduce in motivo di orgoglio da parte dell’Assessore: “I lavori dei progetti Stazione di Posta e Housing First procedono verso la conclusione, prevista tra i mesi di maggio e giugno” dichiara Fargnoli. “Per quanto riguarda il progetto Dopo di Noi, è stata individuata l’area in zona Caere Vetus per la costruzione della struttura dedicata all’autonomia delle persone con disabilità, progetto che vedrà la partecipazione di ASL e Regione”.
Proprio accanto alla struttura del “Dopo di Noi”, il Comune ha previsto il terreno per la futura sede del Consorzio, con economie già predisposte, in attesa che Cerveteri sblocchi la situazione politica.
Rumors politici e scenari futuri

Spazio anche alle recenti dichiarazioni di Alessio Pascucci su una possibile corsa elettorale di Grando a Cerveteri. La risposta di Fargnoli è stata affidata a una massima che non lascia spazio a repliche: “Non disturbo mai un avversario che sbaglia“.
L’Assessore ha poi difeso il “modello Ladispoli”, citando il risanamento dei conti pubblici operato dall’attuale amministrazione come possibile motivo di interesse per i comuni limitrofi. In merito a un possibile futuro di Grando verso la Regione Lazio, Fargnoli sostiene: “Qui non abbiamo un rappresentante in Regione da troppi anni. Se Alessandro vorrà intraprendere un percorso del genere, credo che la spinta delle persone che votano potrebbe portarlo ben oltre il livello locale”.
C’è sul tavolo una partita politica che va ben oltre i confini comunali. Resta da capire se la ‘zona grigia’ in cui si trova Cerveteri verrà finalmente illuminata o se i confini tra le due città continueranno a essere ancora più marcati.
Giovani
Riforma giustizia: parola ai giovani
Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”
Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”
Quando il direttore Filosa ha chiesto la mia opinione di giovane studente di giurisprudenza sulla riforma della Giustizia, oggetto del prossimo referendum costituzionale, mi è subito venuto in mente che un recente sondaggio ha indicato che quasi il 70% degli under 30 sono propensi a votare Sì.
I motivi per cui questa riforma è fortemente sostenuta dai giovani sono essenzialmente tre.
Il primo è di merito
I giovani vogliono vivere in un Paese più civile e moderno in cui accusa e difesa siano davvero equidistanti davanti a un giudice, in cui chiunque sbagli paghi – compreso il giudice stesso, che ha un ruolo di fondamentale importanza – e in cui l’innocente fino a prova contraria sia tutelato, il che è possibile solo con la separazione delle carriere e con l’istituzione dell’Alta Cortre Disciplinare.
Le nuove generazioni pretendono trasparenza da tutti i poteri dello Stato, dai politici quanto dai magistrati e per questo sono favorevoli al sorteggio dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura per smantellare un sistema correntizio politicizzato in cui i vertici del CSM sono scelti e operano non per competenze ma per appartenenza ideologica.
Il secondo motivo è di contesto

I giovani italiani guardano, spesso giustamente, all’estero per individuare modelli di sviluppo che in Italia mancano, nonostante siano consapevoli delle potenzialità del nostro Paese, che ha da sempre offerto
al mondo ispirazioni epocali e innovazioni all’avanguardia, vedendo in questa riforma una irripetibile occasione di integrazione con i sistemi giudiziari della stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali.
Il terzo motivo è identitario.
Noi giovani siamo innovatori per nostra natura e, dopo anni in cui sentiamo che alcuni tra i più grandi problemi nazionali derivano dalla giustizia, non ne possiamo più dell’ipocrisia di chi osteggia una riforma che può realizzare finalmente i cambiamenti che, tra l’altro, loro stessi hanno sempre promesso
(e che mai hanno concretizzato) solo per perseguire, scavalcando la coerenza, secondi, terzi e quadrupli fini a breve termine senza lungimiranza per il futuro.
I numerosi “Sì” dei giovani il 22 e il 23 marzo saranno il più grande “ok boomer” a chi si ostina a brandire la Costituzione per opporsi ad una riforma che renderebbe lo stesso principio costituzionale
(affermato nell’art. 111) del Giusto Processo raelmente compiuto.
Giovanni Paolo Motzo

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