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Riforma giustizia: parola ai giovani

Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

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Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

Quando il direttore Filosa ha chiesto la mia opinione di giovane studente di giurisprudenza sulla riforma della Giustizia, oggetto del prossimo referendum costituzionale, mi è subito venuto in mente che un recente sondaggio ha indicato che quasi il 70% degli under 30 sono propensi a votare Sì.

I motivi per cui questa riforma è fortemente sostenuta dai giovani sono essenzialmente tre.

Il primo è di merito

I giovani vogliono vivere in un Paese più civile e moderno in cui accusa e difesa siano davvero equidistanti davanti a un giudice, in cui chiunque sbagli paghi – compreso il giudice stesso, che ha un ruolo di fondamentale importanza – e in cui l’innocente fino a prova contraria sia tutelato, il che è possibile solo con la separazione delle carriere e con l’istituzione dell’Alta Cortre Disciplinare.

Le nuove generazioni pretendono trasparenza da tutti i poteri dello Stato, dai politici quanto dai magistrati e per questo sono favorevoli al sorteggio dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura per smantellare un sistema correntizio politicizzato in cui i vertici del CSM sono scelti e operano non per competenze ma per appartenenza ideologica.

Il secondo motivo è di contesto

I giovani italiani guardano, spesso giustamente, all’estero per individuare modelli di sviluppo che in Italia mancano, nonostante siano consapevoli delle potenzialità del nostro Paese, che ha da sempre offerto
al mondo ispirazioni epocali e innovazioni all’avanguardia, vedendo in questa riforma una irripetibile occasione di integrazione con i sistemi giudiziari della stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali.

Il terzo motivo è identitario.

Noi giovani siamo innovatori per nostra natura e, dopo anni in cui sentiamo che alcuni tra i più grandi problemi nazionali derivano dalla giustizia, non ne possiamo più dell’ipocrisia di chi osteggia una riforma che può realizzare finalmente i cambiamenti che, tra l’altro, loro stessi hanno sempre promesso
(e che mai hanno concretizzato) solo per perseguire, scavalcando la coerenza, secondi, terzi e quadrupli fini a breve termine senza lungimiranza per il futuro.

I numerosi “Sì” dei giovani il 22 e il 23 marzo saranno il più grande “ok boomer” a chi si ostina a brandire la Costituzione per opporsi ad una riforma che renderebbe lo stesso principio costituzionale
(affermato nell’art. 111) del Giusto Processo raelmente compiuto.

Giovanni Paolo Motzo

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Ladispoli, inclusione e accessibilità. L’Amministrazione Grando investe nelle scuole

Una scuola più accessibile, una città più inclusiva. È questa la direzione scelta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Grando, che nei giorni precedenti alla riapertura degli istituti scolastici ha effettuato un sopralluogo al plesso Ilaria Alpi insieme alla consigliera Franca Asciutto, delegata al Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche.

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di Ricky Filosa

Al centro della visita, un intervento importante e innovativo realizzato per rendere gli spazi scolastici maggiormente fruibili dagli studenti non vedenti. Un’opera che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, rappresenta non soltanto un adeguamento tecnico, ma una precisa scelta politica: investire sull’accessibilità e garantire a ogni studente le stesse possibilità di vivere pienamente la scuola.

“Una città davvero inclusiva è una città che non lascia indietro nessuno”, ha ribadito l’Amministrazione comunale, sottolineando come quello dell’accessibilità sia un impegno concreto portato avanti nel corso degli anni attraverso interventi destinati a migliorare la qualità della vita della comunità.

Quello realizzato all’Ilaria Alpi è un intervento che guarda anche al futuro. Sono state infatti adottate soluzioni tecnologicamente avanzate, tra cui percorsi tattili dotati di microchip, collegati a un’applicazione per smartphone in grado di fornire indicazioni attraverso segnali sonori e accompagnare lo studente nel percorso all’interno dell’edificio.

“Ringrazio la ditta che ha realizzato i lavori, l’Ufficio Lavori Pubblici e, soprattutto, la consigliera Franca Asciutto, delegata al piano di abbattimento delle barriere architettoniche, che ha seguito tutto il progetto dall’inizio alla fine”, ha dichiarato il sindaco Alessandro Grando.

Il primo cittadino ha quindi rivendicato la continuità dell’azione amministrativa: “Continueremo a lavorare fino all’ultimo giorno per rendere Ladispoli una città sempre più accessibile e inclusiva per tutti”.

Parole che sintetizzano una precisa linea politica dell’Amministrazione: intervenire concretamente sui problemi, programmare gli interventi e portare avanti i progetti fino alla loro realizzazione.

Particolarmente soddisfatta la consigliera Franca Asciutto, che ha seguito direttamente il progetto: “Abbiamo realizzato un percorso di ultima generazione, che rispetta tutte le caratteristiche previste per questo tipo di intervento. Siamo di fronte a una delle soluzioni più avanzate oggi disponibili nell’ambito dell’abbattimento delle barriere architettoniche”.

L’intervento rientra nel percorso previsto dal PEBA e, secondo quanto spiegato da Asciutto, rappresenta un primo passo di un programma più ampio che punta a coinvolgere progressivamente gli istituti scolastici cittadini.

“Abbiamo rispettato il PEBA sotto tutti gli aspetti e confermato la volontà dell’Amministrazione di intervenire progressivamente in tutti gli istituti scolastici, partendo da questo plesso, per me adeguarli alle normative vigenti in materia di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche”, ha sottolineato la consigliera.

Il messaggio politico dell’Amministrazione è chiaro: l’inclusione non viene considerata uno slogan, ma un obiettivo da tradurre in opere, investimenti e interventi concreti. La scuola, in questo percorso, rappresenta uno dei luoghi dai quali partire per costruire una Ladispoli più moderna, accessibile e attenta alle esigenze di tutti.

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