SPORT
Una vita da cowboy
Valerio Trizzino, tatuatore e amante del western: la sua avvicente storia
Valerio Trizzino, tatuatore e amante del western: la sua avvicente storia
Di giorno tatuatore, nel tempo libero cavaliere agonista di Team Penning, una delle discipline western più spettacolari e strategiche che esistano. Lui è Valerio Trizzino e a Litorale Oggi ha raccontato qualche curiosità sulla sua passione.
Il Team Penning è una disciplina americana che affonda le radici nel lavoro quotidiano dei ranch: tre cavalieri, una mandria di trenta vitelli, tre numeri uguali da individuare, separare e condurre nel recinto — il pen — nel minor tempo possibile: entro 60 secondi. Velocità, strategia, grande intesa di squadra e una profonda conoscenza del bestiame sono fondamentali.
I protagonisti sono i cavalli americani selezionati per il lavoro con il bestiame, atleti veri e propri che leggono i movimenti dei vitelli e rispondono con precisione alle richieste del cavaliere.
Dalla passione al podio
La passione di Valerio per i cavalli nasce da bambino, insieme all’amore per la cultura western.
“Per anni ho montato a cavallo senza fare agonismo, finché nel 2017 ho comprato la mia prima cavalla, oggi in pensione dalle gare ma ancora al mio fianco” ci racconta Valerio. “Poco dopo è arrivato anche un puledro di sei mesi, che oggi ha sette anni ed è diventato il mio principale cavallo da gara, quello con cui ho raggiunto i risultati più importanti”.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta: è il primo anno vissuto davvero da agonista, con la partecipazione a quasi tutte le tappe del circuito.
The Western Show: una squadra, una famiglia

Valerio fa parte del team The Western Show, una realtà composta da circa 20 ragazzi sparsi in tutto il Lazio. La squadra con cui ha conquistato il titolo regionale è formata da Antonio Urbano, compagno e grande amico, e Benito Tanzillo, altro grande talento della disciplina.
I risultati ottenuti dal team parlano chiaro: Campioni regionali Lazio – categoria Open, con la possibilità di assistere ai mondiali in Texas a Fort Worth con volo e hotel pagati; 3° posto ai Campionati Italiani; ottimi piazzamenti in diversi special event; 4° posto alla fiera di Verona, categoria Limited Open.
Traguardi importanti, conquistati con costanza e spirito di squadra.
Lo sguardo ora è rivolto alla stagione 2026. L’obiettivo è continuare ad allenarsi, crescere come squadra e migliorarsi gara dopo gara. Il sogno? Chiaro, nitido, grande quanto il Texas: gareggiare ai Mondiali di Team Penning in America. E conoscendo la determinazione di Valerio Trizzino, quel sogno sembra tutt’altro che impossibile!
SPORT
Daniele Di Stefano a 1000 km/h
Intervista all’allenatore ladispolano: passione e disciplina portano lontano
Intervista all’allenatore ladispolano: passione e disciplina portano lontano
Daniele Di Stefano è un pattinatore di velocità sul ghiaccio, che rappresenterà l’Italia ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Grazie al delegato allo sport del Comune di Ladispoli, Fabio Ciampa, l’atleta ha accettato questa intervista, offrendo un ritratto dei momenti più significativi della sua carriera.
Di Stefano racconta le enormi emozioni che ha provato, quando ha avuto la conferma ufficiale della qualificazione olimpica. Per lui sarà la prima partecipazione ai Giochi, coronamento di un sogno d’infanzia, che si è intensificato negli ultimi quattro anni. Rivela di aver percepito la qualificazione già dopo le prime due gare, ma ha dovuto attendere l’ufficialità del CONI. Ammette che ancora non ha realizzato del tutto il traguardo raggiunto, ma le recenti interviste lo stanno aiutando a prendere coscienza del fatto che presto sarà al villaggio olimpico.
Tra le sue maggiori soddisfazioni, figurano le tre medaglie di Coppa del Mondo: la prima, ottenuta nel 2023/2024 e le altre due nel 2024/2025. Tuttavia, il percorso di un atleta è costellato anche da sconfitte.
“I gradini del podio sono pochi”, spiega, “e ci si chiede quando sarà il proprio turno.”

Nel 2025, Daniele ha però raggiunto un risultato storico: il record italiano nei 1500 metri, migliorando di 74 centesimi il primato di Enrico Fabris, che resisteva dal 2009. La prestazione è avvenuta sulla pista più veloce al mondo, a Salt Lake City, durante la prima tappa della Coppa del Mondo, che Daniele considera la migliore.
I suoi successi sono frutto di dedizione, viaggi e sacrifici. Fin da piccolo, i suoi genitori sono stati i suoi pilastri e i suoi primi sponsor. “Mio padre sta su una nuvola”, racconta, felice al pensiero che la sua famiglia e il suo migliore amico potranno assistere ai Giochi in Italia.
Fondamentale è stato anche il sostegno dei suoi allenatori; prima Andrea Farris, che lo ha guidato dai sette ai diciannove anni, e ora Maurizio Marchetto.
Infine, Daniele lancia un messaggio, con estrema umiltà, agli aspiranti atleti. Secondo lui, è normale ritrovarsi abbattuti, ma, se si crede davvero in un sogno, bisogna rialzarsi nel migliore dei modi.
“Io sono partito da Ladispoli, per raggiungere un sogno”, racconta, “la mia prima pista era a sei ore di macchina”. Mentre i coetanei uscivano, lui prendeva il flixbus il venerdì, pagandolo con i primi guadagni. Non esistevano scuse valide che lo potessero fermare. A chi gli diceva che stava sprecando tempo, rispondeva che sarebbe stato peggio arrivare a quarant’anni e pentirsi di non aver tentato.
In conclusione, “non bisogna mai accontentarsi, perché la vita è una”.
RAFFAELLA PERLA ESPOSITO

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