Cucina e ristorazione
Da Peluso: una storia in cucina
Ladispoli: una nuova apertura che ha tutti gli ingredienti che servono
Ladispoli: una nuova apertura che ha tutti gli ingredienti che servono
A Ladispoli ha recentemente aperto le porte al pubblico “Da Peluso”, il nuovo ristorante di Andrea Peluso, volto noto della ristorazione locale. Dopo trent’anni di esperienza, Andrea ha scelto di tornare nella sua città d’origine, per avviare un nuovo progetto insieme alla moglie. In questa intervista, racconta il suo cammino e gli obiettivi alla base dell’attività.
Hai maturato una lunga esperienza nella ristorazione tra Ladispoli, i comuni limitrofi e Roma. In che modo questo percorso ha contribuito alla nascita del tuo nuovo ristorante “Da Peluso” in Via Cagliari?
La mia famiglia lavora nella ristorazione da più di trent’anni. Io ho iniziato quando avevo sedici anni e oggi, a quarantasei, sono ancora tra i tavoli. In questi anni ho accumulato diverse esperienze, sia gestendo locali miei sia lavorando come dipendente, ma sono i clienti a cambiare la tua esperienza. La passione e la voglia di rimettermi in gioco, però, è rimasta sempre la stessa e non è mai mancata. Oggi posso dire di essere davvero a casa. Sono nato qui, la mia famiglia vive qui e qui ci sono i miei amici.
Qual è la filosofia che guida “Da Peluso”? Che tipo di atmosfera ed esperienza desiderate offrire ai clienti che scelgono di entrare nel vostro locale?

Il locale di via Cagliari è sempre stato nel cuore della mia famiglia: lo frequentavo quando c’era la gestione Grazia Deledda, e nel giugno 2025 sono tornato qui, insieme a mia moglie, per aprire il nostro ristorante. Condividiamo il desiderio di trasmettere tranquillità al cliente, curando i dettagli di una location semplice, pulita, accogliente, pensata sia per i giovani sia per le famiglie.
Parliamo ora del percorso culinario: quali materie prime avete scelto per caratterizzare il menù e cosa rende la vostra selezione diversa rispetto agli altri ristoranti della zona?
La nostra selezione è caratterizzata da prodotti del territorio, che facciamo assaggiare al cliente senza sofisticazioni. La nostra idea è valorizzare la materia prima locale con ricette della tradizione marinara.
Questa nuova apertura rappresenta per te un capitolo importante: quali obiettivi ti sei prefissato con l’avvio di “Da Peluso”?
Il mio augurio è che, con il tempo, i ladispolani e tutti i nostri ospiti possano riconoscere nella nostra attività un punto di riferimento; un luogo d’incontro dove condividere momenti di vita in tranquillità, con la sicurezza di essere accolti con attenzione e rispetto.
di Raffaella Perla Esposito
Cucina e ristorazione
Ladispoli. “Scotti a puntino”, Il laboratorio “diversamente” gastronomico termina la stagione
di Matteo Guglielmino
Si è concluso uno dei progetti più apprezzati degli ultimi mesi a Ladispoli. Scotti a Puntino – Laboratorio Diversamente Gastronomico ha terminato un percorso fatto di passione, tempo condiviso e tante risate.

Ideato da Marco Porro, chef dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food, insieme all’Associazione Nuove Frontiere, guidata dall’instancabile Cesarina Olivan, il laboratorio ha messo alla prova i ragazzi attraverso un percorso concreto, fatto di tecnica, collaborazione, precisione e spirito di squadra. Porro non ha fatto sconti: li ha trattati come una vera brigata di cucina professionale. A tratti dissacrante, severo quando necessario, ma sempre pronto a scherzare, è riuscito a creare un gruppo affiatato. Non è un caso che, alla conclusione del progetto, i ragazzi abbiano manifestato un sincero dispiacere per la fine di questa esperienza.
A differenza di molti altri laboratori, Scotti a Puntino ha scelto un’identità ben precisa: un brand riconoscibile, una comunicazione social ironica, con un pizzico di black humor, un calendario ricco di appuntamenti, laboratori, uscite sul territorio e ospiti d’eccezione. Un format capace di raccontare la disabilità con leggerezza, senza mai perdere autenticità.
Fin dai primi appuntamenti il progetto ha attirato l’attenzione della città. I post pubblicati da Marco Porro e da Nuove Frontiere sono diventati una finestra su una realtà spesso poco raccontata, mostrando il lato più bello dell’inclusione, il tempo dedicato agli altri.
– Mi sono messo a disposizione dell’associazione e sono felice che abbiano accolto il progetto con tanto entusiasmo. I ragazzi sono straordinari e mi sono divertito davvero molto. Spesso queste realtà restano chiuse nelle loro stanze, nella quotidianità complessa delle famiglie, fatta di sacrifici, scadenze e di una società che ha ancora molta strada da fare sul tema dell’accessibilità. Ho scelto di raccontare tutto questo attraverso i social, per mostrare quanto sia bello dedicarsi del tempo. Scotti a Puntino non risolve i problemi di chi vive situazioni difficili, ma può regalare una mattinata di spensieratezza, lavoro, abbracci e soddisfazioni. E a volte basta questo per ricaricare le batterie – racconta Marco Porro.
Un ringraziamento speciale va alla catena Gross, che ha sostenuto il progetto mettendo a disposizione la spesa necessaria ai laboratori; al Bar Caerevetus, che durante le esterne ha fornito friggitrici e cornetti per la colazione; alla scuola MySchool, che ha donato i grembiuli brandizzati; agli ospiti che hanno preso parte alle attività Briga, Sayanbull, Alessio De Persio e la Nazionale Attori Calcio a 5 e a tutti gli amici che, nel corso dei laboratori e degli eventi, sono passati a salutare e sostenere la brigata di Scotti a Puntino. Voci di corridoio dicono che si sta pensando ad una festa di chiusura in piazza Rossellini, noi non vediamo l’ora.

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