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LADISPOLI | Lo Guzzo: progetto Cerreto

Il neo consigliere Marco Lo Guzzo in prima linea sulle vicende del quartiere

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Marco Lo Guzzo, Consigliere comunale a Ladispoli

Il neo consigliere Marco Lo Guzzo in prima linea sulle vicende del quartiere

A sei mesi dal mio insediamento in Consiglio Comunale mi sembra doveroso fare il punto della situazione
sul mio impegno nel Palazzo. Da subito ho accolto con grande entusiasmo ed impegno l’incarico che il Sindaco Grando mi ha affidato: la Delega ai rapporti col quartiere Cerreto.

Un’area che mi sta particolarmente a cuore visto che ci sono praticamente cresciuto. Il tempo di capire come funziona la macchina amministrativa e mi sono messo a disposizione di tutti quei cittadini che hanno avuto bisogno di aiuto o di qualche chiarimento.

In concomitanza del comunicato stampa del Sindaco Grando riguardo la ripartenza dei lavori di rifacimento stradale, ho ritenuto opportuno aggiornare tutti i residenti del quartiere circa l’impegno preso
dall’Amministrazione in quell’area specifica. Finiti i lavori per l’istallazione della fibra ottica – altro elemento che qualifica l’area – ripartiranno quelli per il rifacimento del manto stradale a completare una zona fra le più belle, e vivibili di tutta la città.

Un segnale forte dell’Amministrazione, come quello del progetto per la nuova scuola che sostituirà i locali di via Praga, area che per troppo tempo ha subito la congestione della densità scolastica e che finalmente trova sede in uno spazio più idoneo. Il Cerreto è un fiore all’occhiello per la città di Ladispoli, va tutelato e protetto. Un’area che gode di verde, ampi spazi e bassa densità di popolazione.

Un altro tema per cui il mio impegno sarà totale è l’istallazione del metano che attualmente è incagliato in iter burocratici fra Italgas e Eni.

La situazione mi riguarda personalmente e farò tutto il possibile affinché si riesca a risolvere questo problema che crea più di una difficoltà in quell’area. Non prometto di risolvere la questione ma,
da più di sei mesi a questa parte insieme al Sindaco Grando e al mio gruppo – Per Ladispoli – sono vigile sulla situazione e cerchiamo di fare passi in avanti.

Il quartiere si sta sviluppando nel migliore dei modi, anche l’attività del Palazzetto dello sport – il PalaSorbo – è decisamente un valore aggiunto che ha trasformato un’area di pertinenza alla
ferrovia in un punto di riferimento per lo sport in tutta la provincia a Nord di
Roma.

Sono a totale disposizione quindi di tutti quei cittadini che in modo propositivo cercano un confronto con
l’Amministrazione.

Il consigliere comunale Marco Lo Guzzo

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Ladispoli protagonista in “Storie da bar”: il Tribeca diventa scenario letterario

La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città

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La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città

Storie da bar è un’antologia, che raccoglie i contributi di una trentina di autori italiani contemporanei, all’interno della quale compare anche un racconto firmato da Francesco Campagna, ambientato nel Tribeca di Ladispoli. Abbiamo intervistato lo scrittore e la titolare, Desirée Pietropinto, per comprendere il ruolo del locale nella vita della comunità.

L’antologia celebra i bar come luoghi di incontro. In che modo il Tribeca contribuisce a rafforzare il tessuto sociale?

Il Tribeca nasce come un locale intimo e accogliente. La nostra missione è far vivere ai clienti un’esperienza quotidiana unica. Curiamo la qualità dei prodotti con attenzione quasi maniacale, cerchiamo sempre novità e ci mettiamo continuamente in gioco. Ne sono un esempio i due gin artigianali che abbiamo creato, Tribeca e The Mirror, per regalare esperienze senza rivali!

Com’è stato per voi sapere che il Tribeca è diventato protagonista di un racconto?

Sapere che il Tribeca è finito in un’antologia ci riempie di gioia. Significa che siamo riusciti a trasmettere autenticità e valori. Per noi è la conferma che la nostra passione arriva davvero al cliente: non esiste complimento migliore.

Quali aspetti del vostro locale pensate che abbiano ispirato l’autore?

Il Tribeca nasce da anni di sacrifici e di esperienze all’estero, alla ricerca della perfezione. Credo che ciò sia percepito dai nostri ospiti, e forse è anche questo a farci spiccare; ci esponiamo sempre in prima persona, la nostra passione ci rende vivi e unici.

Ma cos’ha realmente spinto Francesco Campagna ad ambientare il suo racconto all’interno di questo bar?

Abito a Ladispoli da circa un anno e mezzo e ho sempre osservato con curiosità le numerose persone che attraversano ogni giorno Viale Italia. In ogni ora è possibile incrociare giovani, anziani, benestanti, meno abbienti, passeggini e carrozzine. L’eterogeneità è fondamentale per il mio racconto breve, perché il protagonista osserva il mondo bevendo un succo di frutta. Il “Tribeca Lounge Bar” mi è sembrato immediatamente lo spazio ideale, uno dei posti più affascinanti, in cui ambientare le vicende di un uomo che prova a ricominciare a vivere.

Qual è una scena che hai visto in un bar e che ha stimolato la tua creatività?

Come ho avuto modo di spiegare durante la presentazione organizzata al Tribeca il 31 gennaio, il bar e le tavole calde sono state fondamentali per la crescita della società occidentale. Dai caffè letterari parigini, in cui è nato l’Illuminismo, ai giorni nostri, questi ambienti hanno rappresentato e continuano a rappresentare un luogo di ritrovo da non sottovalutare. Tuttavia, non ho assistito a una scena in particolare che abbia condizionato il mio processo creativo. Ho voluto, però, sin dal primo momento, legare una storia di rinascita all’atmosfera del bar.

Da dove nasce l’idea di questa antologia? Qual è il suo nodo cruciale?

Il progetto antologico “Storie da bar” nasce dalla Giulio Perrone Editore, sotto la supervisione di Alessio Dimartino, responsabile commerciale, che ha contattato una trentina di autori italiani contemporanei, tra cui il sottoscritto, per la realizzazione di un racconto ambientato in un bar a nostra scelta. Una tra le motivazioni principali è che il bar rappresenta alla perfezione il mondo quotidiano, un piccolo locale in cui convivono, per qualche minuto della giornata, vite diverse. Il nodo cruciale di questa antologia è, a mio avviso, dare la possibilità ai lettori di scoprire emozioni e storie differenti, ambientate in bar ubicati in varie città d’Italia. Secondo il mio parere, il progetto è ottimo e merita più di una lettura.

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