Cronaca
Ladispoli punta sulla vigilanza privata: al via il progetto sperimentale “Presidio e Tutela”
Ladispoli compie un nuovo passo sul fronte della sicurezza urbana e del contrasto al degrado pubblico con l’approvazione, da parte della Giunta comunale, del progetto sperimentale “Presidio e Tutela”. Fortemente voluta dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Alessandro Grando, l’iniziativa mira a rafforzare la protezione del patrimonio cittadino attraverso l’impiego di Guardie Particolari Giurate. Pur non sostituendo le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, gli operatori di vigilanza privata garantiranno un presidio attivo sul territorio con compiti di prevenzione dei vandalismi, tutela dei beni pubblici e segnalazione tempestiva delle criticità.
La fase di test avrà una durata di 30 giorni e vedrà i vigilantes operativi quotidianamente dalle ore 17:00 alle 24:00. La presenza sarà prevalentemente a piedi per assicurare un controllo capillare e una maggiore visibilità nelle strade. Gli itinerari di pattugliamento copriranno snodi strategici della città, tra cui Viale Italia, la Stazione ferroviaria, l’area del mercato giornaliero, la sede comunale e i principali parchi giochi di Via Firenze, Via Claudia e Piazza Domitilla.
L’operazione riflette la volontà del Comune di garantire spazi pubblici sicuri, decorosi e vivibili per tutta la cittadinanza. Tuttavia, oltre agli interventi istituzionali e alle nuove misure di controllo, l’Amministrazione richiama l’attenzione sull’importanza della collaborazione dei cittadini, sottolineando come il rispetto del bene comune e il senso civico restino elementi fondamentali per la tutela della città.
Cronaca
IL DIBATTITO. Palme sì o palme no?
In questi giorni si è aperto il dibattito sulle palme del lungomare. L’obiezione più frequente è sempre la stessa: “Non fanno ombra”. Ma viene spontanea una domanda: quanta ombra facevano davvero le vecchie tamerici?
La risposta è semplice: ben poca. Per anni quegli alberi sono rimasti bassi, disomogenei e, in molti casi, non hanno mai sviluppato una chioma in grado di garantire una reale ombreggiatura. A questo si aggiungevano problemi fitosanitari documentati da relazioni tecniche e un altro aspetto spesso dimenticato: la resina rilasciata dalle tamerici, che sporcava costantemente pavimentazione, panchine e arredi urbani, aumentando anche i costi di manutenzione.
La scelta delle palme non nasce quindi da una questione estetica, ma da una valutazione tecnica. Sono piante che resistono meglio alla salsedine e al vento, richiedono minori interventi manutentivi, garantiscono maggiore sicurezza e rappresentano una delle essenze più adatte a un lungomare mediterraneo.
Quando si riqualifica uno spazio pubblico non si deve guardare a ciò che c’era, nè tantomeno pensare che ChatGPT abbia la soluzione a tutto, ma a ciò che funziona meglio oggi e che potrà durare negli anni. Ed è proprio in quest’ottica che la palma rappresenta una scelta razionale, sostenibile e coerente con l’identità di una città di mare.


You must be logged in to post a comment Login