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Cerveteri

Cerveteri: rilanciamo il centro storico. L’imprenditore Biagio Camicia su questione cerite

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di Juri Janko

Passeggiare oggi nel centro storico di Cerveteri significa imbattersi in un numero sempre maggiore di serrande abbassate. Negozi chiusi, locali sfitti e attività che, una dopo l’altra, hanno rinunciato a restare aperte raccontano una crisi che non è soltanto economica, ma anche sociale e culturale. Eppure Cerveteri non è una città qualsiasi. È una delle località italiane più prestigiose dal punto di vista storico e archeologico, custode della Necropoli della Banditaccia, patrimonio mondiale UNESCO, un luogo che richiama visitatori da tutto il mondo. Un patrimonio che, se valorizzato con una strategia moderna e ambiziosa, potrebbe trasformare la città in un vero polo internazionale del turismo culturale. Il problema è che un patrimonio di tale valore, da solo, non basta. Occorre costruire intorno a esso un sistema capace di generare economia, occupazione e qualità della vita. Oggi, invece, molti turisti visitano la necropoli e ripartono senza fermarsi nel centro storico, senza trovare un’offerta commerciale, enogastronomica e ricettiva all’altezza del potenziale della città.

Questa situazione produce conseguenze che vanno ben oltre il commercio. Quando un centro storico perde attività diminuisce anche il valore degli immobili. Case e locali commerciali si svalutano perché diminuisce la domanda, mentre un centro vivo, ricco di servizi, eventi e opportunità economiche diventa naturalmente più appetibile. È ragionevole ritenere che un progetto di rilancio efficace possa determinare un significativo incremento del valore del patrimonio immobiliare cittadino. In un contesto di forte riqualificazione urbana e di crescita dell’attrattività turistica, gli immobili del centro storico potrebbero acquisire un valore sensibilmente superiore rispetto a quello attuale, con stime che, in alcuni casi, potrebbero arrivare fino al 40%, naturalmente in funzione delle caratteristiche del mercato e della qualità degli interventi realizzati.

«Io credo in Cerveteri, i fatti lo dimostrano. Cerveteri è una perla che tornerà grande», sostiene Camicia. «Nel lontano 2009, insieme ad altri soci, abbiamo aperto un supermercato che poi ho ceduto agli stessi. Successivamente, con la mia famiglia, abbiamo aperto due negozi, a Valcanneto e al Tyrsenia. Lo scorso marzo, io e un altro socio abbiamo acquistato un locale commerciale nel centro storico, che stiamo cercando di adibire a startup di servizi business e ricettivi, proprio perché crediamo che una città così bella e di grande valore storico possa soltanto rialzarsi e crescere in futuro».

«Ho abitato nel centro storico per sette anni e ho tanti amici in città. Credo che le prossime elezioni saranno importanti. Serve una figura capace di mettere in campo azioni forti e mirate e di creare un piano di sviluppo immediato per la città. A mio avviso, questa figura potrebbe essere Alessandro Grando. Con le sue capacità politiche e la sua determinazione ha dimostrato cosa significa amministrare realtà complesse come Ladispoli, portando a casa risultati importanti in termini di crescita e opere pubbliche».

Ma il rilancio non può essere affidato all’improvvisazione. Serve una visione chiara, accompagnata da una capacità amministrativa forte, autorevole e determinata. Un’amministrazione che sappia programmare, attrarre investimenti, dialogare con imprese e istituzioni e prendere decisioni coraggiose.

Il turismo moderno non cerca soltanto un monumento da visitare: cerca un’esperienza completa. Vuole passeggiare in un borgo vivo, fare acquisti, fermarsi a pranzo o a cena, soggiornare una notte, partecipare a un evento, scoprire le eccellenze locali. È questa l’economia che Cerveteri può costruire. La città possiede già il suo capitale più prezioso: la storia, il patrimonio archeologico, il paesaggio e un’identità unica. Quello che manca è un progetto complessivo che trasformi queste ricchezze in sviluppo economico.

Rilanciare Cerveteri non significa soltanto aumentare il numero dei turisti. Significa creare lavoro, sostenere le imprese, far crescere il commercio, restituire valore agli immobili, migliorare la qualità della vita dei residenti e offrire nuove opportunità ai giovani, affinché possano costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove. Una città come Cerveteri non può accontentarsi di sopravvivere. Deve tornare ad ambire a essere un punto di riferimento nel panorama turistico e culturale italiano e internazionale. Le potenzialità esistono tutte. Serve la volontà politica di trasformarle in risultati concreti.

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Ladispoli e Cerveteri, nuova realtà associativa. Un domani senza barriere con “A un passo da te”

Ladispoli e Cerveteri si arricchiscono di una nuova e fondamentale realtà del Terzo Settore. Nata lo scorso ottobre ma operativa a pieno regime dall’inizio del 2026, “A un passo da te” è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) fondata dall’iniziativa e dalla determinazione di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con spettro autistico. Il punto di incontro iniziale è stato lo sport, tra i campi e le palestre della Gym Ladispoli. Lì è scattata la scintilla: la consapevolezza che, per garantire un futuro migliore ai propri figli, bisognava rimboccarsi le maniche e mettersi in gioco in prima persona.

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di Nicole Ceccucci

A differenza delle tante realtà che si concentrano prevalentemente sull’età adulta, l’associazione nasce con un focus specifico sull’infanzia e sull’adolescenza. I fondatori spiegano infatti come spesso ci si preoccupi molto degli adulti con spettro autistico e meno dei bambini, perché si tende a vederli già protetti e sostenuti dalle famiglie. La loro intuizione è stata comprendere che intervenire da piccoli è fondamentale: sfruttare la plasticità cerebrale di questa età attraverso la socializzazione permette di ottenere risultati straordinari. In questo percorso, una delle chiavi vincenti è il coinvolgimento attivo di ragazzi normotipici coetanei nel ruolo di tutor, poiché lo scambio sociale tra pari risulta molto più naturale e spontaneo, stimolando una crescita reciproca e un’inclusione reale.

Nonostante la giovane età dell’associazione, i risultati ottenuti hanno già superato ogni aspettativa. Tra le prime iniziative ci sono state le domeniche di gioco in piazza a Ladispoli per far conoscere i ragazzi e abbattere i pregiudizi, oltre ai laboratori pratici e di cucina organizzati presso il ristorante Il Camoscio. All’appuntamento presso Il Camoscio hanno preso parte anche i genitori dei tutor, concretizzando un momento di inclusione e confronto fondamentale per sensibilizzare sul tema dell’autismo anche chi non lo conosce direttamente.

A luglio si è poi svolto il Progetto Mare: un centro estivo di 8 incontri presso lo stabilimento DLF, dove ogni ragazzo è stato affiancano da un assistente dedicato in rapporto 1 a 1 e da tutor coetanei per l’animazione. Un’iniziativa resa possibile grazie alla disponibilità del DLF e al contributo dei commercianti di zona, che si affianca ad altre catene di solidarietà come la recente campagna di crowdfunding legata alla sfida ciclistica dell’atleta olimpico di Ladispoli Daniele Di Stefano.

Con una comunità composta in gran parte da adolescenti, l’obiettivo principale diventa ora accompagnare i ragazzi verso l’età adulta. Come sottolineano Vanessa e Stefano, fondatori dell’associazione, il percorso parte dalla socialità per trasformarsi in autonomia e, infine, in competenze concrete. I prossimi passi prevedono infatti un corso di alfabetizzazione informatica con tutor coetanei e percorsi di formazione nel settore ristorativo, grazie alla disponibilità di diverse attività commerciali locali e di genitori pronti a mettersi a disposizioni in qualunque modo gli sia possibile.

Il traguardo più ambizioso, raccontato da Carmine e dagli altri genitori, guarda direttamente al futuro, con il sogno del co-housing: creare abitazioni condivise dove 3 o 4 ragazzi possano vivere insieme con un’assistenza personalizzata, conquistando una vita parzialmente autonoma e valorizzata dal lavoro. Le famiglie di “A un passo da te” guardano avanti con grande ottimismo, mosse dall’ingrediente più importante: l’impegno e la dedizione di genitori determinati a donare ai propri figli una vita serena e indipendente.

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