Cerveteri
Ladispoli e Cerveteri, il gossip sotto l’ombrellone (L’editoriale di Ricky Filosa)
L’altra visione del territorio
di Ricky Filosa
La politica non va mai in vacanza. Nemmeno ad agosto. Come l’informazione, del resto. E infatti, eccoci qua. Presenti anche in piena estate.

Nel frattempo, i nostri politici si stanno dando tanto da fare. Quanto meno a parole. Mentre la gente cerca un po’ d’ombra, un tuffo in acqua, una cena sul lungomare o semplicemente qualche giorno di pace dopo un anno di lavoro, c’è chi continua a scambiarsi dichiarazioni, interviste, comunicati, repliche e controrepliche. Un bombardamento quotidiano che, nella testa di molti politici, dovrebbe tenere tutti con il fiato sospeso. Peccato che la realtà sia un’altra. Alla stragrande maggioranza dei cittadini, in questo momento, tutto ciò interessa poco. Anzi, diciamolo senza girarci troppo intorno: non interessa quasi per niente.
Chi ha risposto a chi? Chi ha lanciato l’ultima frecciatina? Chi sta trattando con chi? Per chi vive di politica sono temi appassionanti. Per chi vive la vita vera, molto meno.
Ad agosto la gente vuole sapere se il mare è pulito, se la città è decorosa, se il concerto di stasera vale la pena, se la strada davanti casa verrà finalmente asfaltata, se il proprio figlio troverà una palestra aperta a settembre o se la sanità territoriale è in grado di garantire un servizio dignitoso. Sono queste le cose che riempiono le conversazioni nei bar, sotto gli ombrelloni e sui social. Non l’ennesimo comunicato stampa scritto per essere letto… dagli altri politici e dagli amici degli amici.
Attenzione, però. Questo non significa che la politica non conti. Anzi. Significa semplicemente che esiste una differenza enorme tra la politica che interessa ai cittadini e quella che spesso interessa soltanto agli addetti ai lavori. Quando si parla di opere pubbliche, sicurezza, commercio, turismo, servizi, scuole o qualità della vita, le persone partecipano, commentano, criticano, fanno proposte e ci scrivono ogni giorno. Quando invece il dibattito si riduce a botta e risposta, schermaglie personali e prove di forza interne ai partiti, il pubblico cambia. Restano gli appassionati. Noi siamo tra quelli, ovviamente. A noi la politica piace. Tanto. Forse troppo. Ci piace seguire ogni movimento, ogni indiscrezione, ogni retroscena. Ci piace capire prima degli altri dove sta andando il vento. È il nostro lavoro, ma anche una passione che ci accompagna da sempre. Ed è proprio per questo che continuiamo a raccontarvela ogni giorno su Litorale Oggi e sui canali di Ladispoli News.
In questo momento, però, il quadro è ancora in evoluzione. A Cerveteri le carte sono già in parte scoperte. Alessandro Grando ha ufficializzato la volontà di candidarsi a sindaco. Pochi giorni prima lo aveva fatto Gianluca Paolacci, chiarendo in seguito un concetto: non farà alcun passo indietro, nemmeno se i partiti tradizionali dovessero convergere sul nome di Grando. Una posizione netta, la sua, che rispettiamo. Anche se non condividiamo fino in fondo. Nei prossimi giorni spiegheremo il perché sui canali social di Ladispoli News, seguiteci anche lì. Le settimane che verranno ci diranno se certi equilibri cambieranno oppure no. Di certo la campagna elettorale cerveterana promette spettacolo. Per chi osserva la politica sarà una partita tutta da seguire. A Ladispoli, invece, la domanda è sempre la stessa. La sentiamo ovunque. Nei bar. Nei ristoranti. Tra un lettino e l’altro negli stabilimenti. Persino in palestra. “Chi sarà il candidato sindaco dell’area civica che oggi fa riferimento ad Alessandro Grando?”: questa sì che, senza dubbio, è la domanda dell’estate. Un interrogativo che rimbalza anche oltre la cerchia degli addetti ai lavori, perché la curiosità è del popolo.
La risposta, almeno per ora, è molto semplice: non lo sappiamo. Se lo sapessimo, lo avremmo già scritto a caratteri cubitali, non dubitate. Sarebbe stata la nostra apertura, il nostro titolo principale, il nostro scoop. Il fatto è che, molto probabilmente, quella decisione non è stata ancora presa. Lo stesso Grando, già mesi fa, aveva rinviato ogni discorso a dopo l’estate, spiegando che la priorità era amministrare la città e portare avanti i tanti cantieri aperti, così come il calendario degli eventi estivi.
Certo, nel frattempo i contatti sono proseguiti nel backstage della politica. Le telefonate non sono mancate. Gli incontri riservati nemmeno. Ma, almeno finora, nessuna fumata bianca. La nostra sensazione è che settembre sarà il mese delle decisioni. Sia a Ladispoli sia a Cerveteri. Da quel momento inizierà davvero la lunga corsa verso le elezioni comunali del 2027. Noi, come sempre, saremo lì. A raccontarvela. Con cronache, retroscena, interviste, indiscrezioni, analisi e, quando servirà, anche con qualche opinione e con il coraggio delle nostre idee. Perché fare informazione per noi non significa limitarsi a riportare i fatti. Significa anche interpretarli, contestualizzarli e provare a spiegare ai lettori ciò che spesso accade dietro le quinte della politica. Prima di salutarvi, una raccomandazione. Sfogliate questo nuovo numero di Litorale Oggi. Troverete un’edizione ricchissima: interviste esclusive, approfondimenti, opinioni, politica, cronaca, sport, salute e tante storie del nostro territorio. Ricordate, poi, che il giornale vive anche online. Su www.litoraleoggi.it trovate ogni giorno notizie aggiornate e la nostra nuova edicola digitale, dove potete sfogliare gratuitamente il periodico.
Buona lettura… e godetevi ancora qualche giorno d’estate. Da settembre la politica tornerà a correre e noi correremo con lei.
Cerveteri
Cerveteri: rilanciamo il centro storico. L’imprenditore Biagio Camicia su questione cerite
di Juri Janko
Passeggiare oggi nel centro storico di Cerveteri significa imbattersi in un numero sempre maggiore di serrande abbassate. Negozi chiusi, locali sfitti e attività che, una dopo l’altra, hanno rinunciato a restare aperte raccontano una crisi che non è soltanto economica, ma anche sociale e culturale. Eppure Cerveteri non è una città qualsiasi. È una delle località italiane più prestigiose dal punto di vista storico e archeologico, custode della Necropoli della Banditaccia, patrimonio mondiale UNESCO, un luogo che richiama visitatori da tutto il mondo. Un patrimonio che, se valorizzato con una strategia moderna e ambiziosa, potrebbe trasformare la città in un vero polo internazionale del turismo culturale. Il problema è che un patrimonio di tale valore, da solo, non basta. Occorre costruire intorno a esso un sistema capace di generare economia, occupazione e qualità della vita. Oggi, invece, molti turisti visitano la necropoli e ripartono senza fermarsi nel centro storico, senza trovare un’offerta commerciale, enogastronomica e ricettiva all’altezza del potenziale della città.
Questa situazione produce conseguenze che vanno ben oltre il commercio. Quando un centro storico perde attività diminuisce anche il valore degli immobili. Case e locali commerciali si svalutano perché diminuisce la domanda, mentre un centro vivo, ricco di servizi, eventi e opportunità economiche diventa naturalmente più appetibile. È ragionevole ritenere che un progetto di rilancio efficace possa determinare un significativo incremento del valore del patrimonio immobiliare cittadino. In un contesto di forte riqualificazione urbana e di crescita dell’attrattività turistica, gli immobili del centro storico potrebbero acquisire un valore sensibilmente superiore rispetto a quello attuale, con stime che, in alcuni casi, potrebbero arrivare fino al 40%, naturalmente in funzione delle caratteristiche del mercato e della qualità degli interventi realizzati.
«Io credo in Cerveteri, i fatti lo dimostrano. Cerveteri è una perla che tornerà grande», sostiene Camicia. «Nel lontano 2009, insieme ad altri soci, abbiamo aperto un supermercato che poi ho ceduto agli stessi. Successivamente, con la mia famiglia, abbiamo aperto due negozi, a Valcanneto e al Tyrsenia. Lo scorso marzo, io e un altro socio abbiamo acquistato un locale commerciale nel centro storico, che stiamo cercando di adibire a startup di servizi business e ricettivi, proprio perché crediamo che una città così bella e di grande valore storico possa soltanto rialzarsi e crescere in futuro».
«Ho abitato nel centro storico per sette anni e ho tanti amici in città. Credo che le prossime elezioni saranno importanti. Serve una figura capace di mettere in campo azioni forti e mirate e di creare un piano di sviluppo immediato per la città. A mio avviso, questa figura potrebbe essere Alessandro Grando. Con le sue capacità politiche e la sua determinazione ha dimostrato cosa significa amministrare realtà complesse come Ladispoli, portando a casa risultati importanti in termini di crescita e opere pubbliche».
Ma il rilancio non può essere affidato all’improvvisazione. Serve una visione chiara, accompagnata da una capacità amministrativa forte, autorevole e determinata. Un’amministrazione che sappia programmare, attrarre investimenti, dialogare con imprese e istituzioni e prendere decisioni coraggiose.
Il turismo moderno non cerca soltanto un monumento da visitare: cerca un’esperienza completa. Vuole passeggiare in un borgo vivo, fare acquisti, fermarsi a pranzo o a cena, soggiornare una notte, partecipare a un evento, scoprire le eccellenze locali. È questa l’economia che Cerveteri può costruire. La città possiede già il suo capitale più prezioso: la storia, il patrimonio archeologico, il paesaggio e un’identità unica. Quello che manca è un progetto complessivo che trasformi queste ricchezze in sviluppo economico.
Rilanciare Cerveteri non significa soltanto aumentare il numero dei turisti. Significa creare lavoro, sostenere le imprese, far crescere il commercio, restituire valore agli immobili, migliorare la qualità della vita dei residenti e offrire nuove opportunità ai giovani, affinché possano costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove. Una città come Cerveteri non può accontentarsi di sopravvivere. Deve tornare ad ambire a essere un punto di riferimento nel panorama turistico e culturale italiano e internazionale. Le potenzialità esistono tutte. Serve la volontà politica di trasformarle in risultati concreti.


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