Cronaca
Ladispoli. Continua la crociata contro alcune attività: il PD attacca, Vento risponde
di Ricky Filosa
Il Partito Democratico accende i riflettori sulla movida e solleva il tema di musica, rumori, viabilità e sicurezza. I titolari del Vento respingono le accuse: “Operiamo nel rispetto delle autorizzazioni. Se ci sono irregolarità, vengano indicati gli atti”
È ancora una volta la movida a infiammare il dibattito politico a Ladispoli. Al centro dello scontro finisce il Vento, attività che negli ultimi anni ha investito sul territorio, attirando un pubblico numeroso e creando, secondo quanto riferito dai titolari, oltre sessanta posti di lavoro.
A sollevare la questione è il Partito Democratico di Ladispoli, che denuncia musica protratta fino a tarda notte, rumori, possibili problemi legati alla viabilità e alla sicurezza e chiede maggiori controlli, oltre a una riflessione sugli orari delle attività.
Una posizione che ha immediatamente provocato la reazione dei titolari del Vento, che respingono al mittente le contestazioni e parlano senza mezzi termini di tanta fuffa e “pochissima attenzione ai fatti”. Il Vento: “Abbiamo autorizzazioni e certificazioni”
Il punto centrale della replica riguarda il rispetto delle regole. I titolari dell’attività sostengono infatti di operare sulla base delle autorizzazioni, certificazioni, pareri e prescrizioni rilasciati dagli enti competenti e chiedono che eventuali contestazioni siano accompagnate da elementi concreti. Se esistono irregolarità, dichiarano, vengano indicati gli atti, le norme eventualmente violate e le autorizzazioni che sarebbero state disattese.
In caso contrario, secondo la proprietà, si rischia di trasformare una legittima richiesta di controllo in una serie di accuse e insinuazioni prive di riscontri.
Il nodo della movida
Il tema, naturalmente, è più ampio e riguarda uno dei problemi più delicati per una località turistica come Ladispoli: come conciliare il diritto al riposo dei residenti con il diritto delle attività commerciali a lavorare e quello di cittadini e turisti a vivere la città e divertirsi. Il rispetto delle regole deve essere il punto di partenza. Controlli, limiti e prescrizioni devono valere per tutti e devono essere verificati dalle autorità competenti. Ma allo stesso tempo, sottolineano dal Vento, non si può ignorare il valore economico e occupazionale di un’attività che ha scelto di investire a Ladispoli.
“Parliamo di oltre sessanta persone che lavorano”, è il ragionamento dei titolari. “Sono posti di lavoro reali, famiglie che vivono grazie a questa attività e un investimento importante sul territorio”.
Investire o essere considerati un problema? È proprio questo il punto politico sul quale lo scontro rischia di allargarsi. Da una parte c’è chi chiede maggiore attenzione all’impatto della movida sulla qualità della vita dei residenti. Una richiesta legittima, soprattutto quando si parla di rumore, sicurezza, viabilità e rispetto delle regole.
Dall’altra ci sono gli operatori economici, che chiedono di non essere trasformati automaticamente nei responsabili dei problemi legati alla vita notturna e rivendicano il diritto di lavorare all’interno delle autorizzazioni ottenute. La domanda che emerge dal confronto è quindi semplice: un’attività che investe, crea occupazione e porta persone a Ladispoli deve essere considerata una risorsa da accompagnare e controllare nel rispetto delle regole, oppure un problema da affrontare ogni volta che il suo successo genera discussione? La risposta non può che passare dai fatti e dagli atti amministrativi, non dalle contrapposizioni politiche.
“Se ci sono irregolarità, vengano dimostrate”
Il messaggio del Vento è dunque netto: “Ci accusano? Lo dimostrino. Se ci sono violazioni, vengano indicate chiaramente. Altrimenti rimangono soltanto parole”.
Una posizione che rilancia il confronto e mette il dibattito davanti a una questione fondamentale: controllare è doveroso, così come è doveroso rispettare le regole. Ma in una città che vuole crescere e vivere anche di turismo, commercio e intrattenimento, investimenti e occupazione non dovrebbero diventare un bersaglio politico. La movida di Ladispoli continuerà inevitabilmente a far discutere. La sfida, per amministratori, opposizioni, residenti e imprenditori, sarà – come sempre – trovare un equilibrio tra esigenze diverse.
Perché una città viva ha bisogno di regole, controlli e rispetto. Ma ha bisogno anche di imprese che investono, giovani che lavorano e attività capaci di attrarre persone e creare economia.

Cronaca
Pericolo Aurelia. Il delegato Biagio Camicia chiede ad Anas un piano di prevenzione incidenti
Ancora incidenti, ancora l’attenzione puntata sulla via Aurelia. Una delle arterie più importanti del territorio continua a far registrare episodi che alimentano preoccupazione tra automobilisti e residenti, soprattutto nei mesi estivi, quando il traffico aumenta sensibilmente e sulle strade si concentra un numero maggiore di veicoli.
Una situazione che, secondo l’associazione Consumatori Italiani Più Forti, non può più essere affrontata soltanto attraverso interventi successivi agli incidenti. Serve invece una strategia preventiva, capace di individuare le situazioni di maggiore pericolo e intervenire prima che possano trasformarsi in nuovi episodi, con conseguenze anche gravi. A rilanciare l’allarme è Biagio Camicia, presidente dell’associazione, che torna a chiedere un intervento concreto da parte di Anas e delle autorità competenti. «Troppi incidenti sull’Aurelia. Abbiamo chiesto più volte che Anas intervenga. Servono limitatori di velocità, nuova segnaletica, maggiori controlli e soprattutto un vero piano di prevenzione».
Il problema, secondo l’associazione, non riguarda soltanto il numero degli incidenti, ma anche le caratteristiche di una strada particolarmente trafficata e utilizzata quotidianamente da migliaia di persone. A rendere ancora più delicata la situazione è il fatto che, in alcuni casi, gli incidenti vedono coinvolti anche giovanissimi, riportando inevitabilmente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e della prevenzione. Tra i punti che destano maggiori preoccupazioni c’è il tratto dell’Aurelia all’altezza dei Monteroni, dove soprattutto durante la stagione estiva il volume di traffico cresce considerevolmente. Ci vengono segnalate frequenti inversioni e sorpassi azzardati. L’aumento dei flussi di automobili, unito alla velocità e alle caratteristiche della viabilità, rende necessario, secondo l’associazione, un monitoraggio costante della situazione.
Da qui la richiesta di valutare interventi concreti: dalla revisione e dal potenziamento della segnaletica fino a una maggiore presenza di controlli e a sistemi in grado di favorire il rispetto dei limiti di velocità.
L’obiettivo non è soltanto sanzionare chi commette infrazioni, ma soprattutto prevenire comportamenti pericolosi e rendere più sicura la circolazione.
L’attenzione dell’associazione si concentra però anche sul territorio di Cerveteri, e in particolare sul bivio tra via Aurelia e via Fontana Morella. Un punto considerato particolarmente delicato, nonostante la presenza dei semafori. È lo stesso Camicia a descrivere la situazione con parole molto dure: «Una vera roulette russa, nonostante la presenza dei semafori, con una corsa allo scadere dell’arancione e lunghe code a ridosso del nuovo Eurospin e del negozio Orizzonte».
Un’immagine che rende bene il livello di preoccupazione di chi chiede da tempo un intervento sulla sicurezza di quel tratto. La presenza della segnaletica e degli impianti semaforici, infatti, non sarebbe sufficiente, secondo l’associazione, se non accompagnata da un controllo effettivo del comportamento degli automobilisti e da una valutazione complessiva delle condizioni della strada. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi». Il punto centrale della richiesta è proprio questo: non aspettare il prossimo incidente per intervenire.
La sicurezza stradale, soprattutto su una strada come l’Aurelia, dovrebbe essere affrontata attraverso una programmazione che tenga conto dei flussi di traffico, dei punti maggiormente esposti al rischio e delle criticità che emergono nel corso dell’anno. Per l’associazione Consumatori Italiani Più Forti occorre quindi mettere in campo una serie di azioni coordinate: maggiore sicurezza, controlli più frequenti, segnaletica adeguata e strumenti di prevenzione della velocità.
Un appello che assume un peso ancora maggiore quando a essere coinvolti negli incidenti sono ragazzi e giovani automobilisti. L’Aurelia è una strada fondamentale per i collegamenti del territorio, utilizzata quotidianamente da pendolari, residenti, lavoratori e turisti. Proprio per questo, secondo l’associazione, non può essere considerata soltanto un’arteria sulla quale intervenire dopo che si è verificato un incidente.
La richiesta è dunque quella di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi» è, in sostanza, il messaggio lanciato da Biagio Camicia. Un appello rivolto ad Anas e agli enti competenti affinché vengano valutate tutte le possibili soluzioni per aumentare il livello di sicurezza della strada: dalla segnaletica ai controlli, dalla riduzione della velocità alla verifica dei punti più pericolosi. Perché dietro ogni incidente non ci sono soltanto numeri e statistiche, ma persone e famiglie. E quando sulle strade sono coinvolti anche i più giovani, la necessità di fare prevenzione diventa ancora più urgente.
Più sicurezza, più controlli, segnaletica adeguata e soprattutto prevenzione. Sono queste le richieste che tornano a essere messe sul tavolo. Ora l’auspicio dell’associazione è che l’allarme non rimanga inascoltato e che si possa intervenire sulla via Aurelia prima che sia necessario contare un’altra vittima o un altro grave ferito.
ASS. CONSUMATORI ITALIANI

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