Politica
INTERVISTA ESCLUSIVA | PARLA ALESSANDRO GRANDO
Sicurezza, turismo, opere pubbliche, sport, giovani, cultura e tanto altro ancora: il sindaco Alessandro Grando guarda già al futuro e traccia la rotta per il prossimo mandato. Con una solenne promessa, tra tutte: sarà massimo l’impegno della sua Amministrazione per avere finalmente un ospedale anche nel nostro territorio
Alessandro Grando, Sindaco di Ladispoli: a giudicare dall’ampia partecipazione dei cittadini alla presentazione ufficiale della coalizione che ti sostiene, lo scorso 22 aprile, sei in netto vantaggio rispetto a tuoi competitors… Sei il leader di una coalizione formata da 7 liste, quasi 170 candidati. Parlaci di loro: chi sono queste persone? Quali settori o interessi rappresentano?
Tra i candidati alla carica di consigliere comunale ci sono tante persone conosciute e apprezzate, ognuna di loro ben affermata nel proprio settore. Liberi professionisti, insegnanti, imprenditori, commercianti, uomini e donne della cultura, dello sport, delle istituzioni e del mondo del volontariato. Una squadra di tutto rispetto composta sia da persone con un’esperienza politica di lungo corso che tanti giovani, che per la prima volta intraprendono questo percorso con entusiasmo e determinazione. L’obiettivo è dare a Ladispoli una guida ancora più forte e qualificata.
Ci puoi indicare un obiettivo che sei fiero di avere raggiunto nella consiliatura che sta volgendo al termine e un obiettivo che ti poni come prioritario per i prossimi cinque anni?
Essere riusciti a portare a Ladispoli il Commissariato di Polizia, dopo decenni di tentativi mai riusciti da parte delle precedenti amministrazioni, è stato sicuramente il traguardo più grande della mia amministrazione. Per il prossimo mandato concentreremo le energie per ottenere dalla Regione Lazio la realizzazione di un ospedale per il nostro distretto. Sappiamo che la sanità non è una materia di competenza comunale, ma possiamo comunque incidere collaborando con la Regione, magari mettendo a disposizione un’area in cui realizzare questa importante struttura.
Ben 30 chilometri di strade della nostra città sono state messe a nuovo, non rattoppate, come accadeva in passato: si è rifatto totalmente il manto stradale. E non a fine mandato, come pure eravamo abituati a vedere: i lavori sono cominciati oltre tre anni fa. Un investimento massiccio per le casse del Comune?
La riqualificazione del manto stradale era un punto cardine del nostro programma. Quando siamo entrati in amministrazione le strade della nostra città erano un vero disastro. Nel corso del primo mandato abbiamo investito circa 5 milioni di euro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Entro giugno contiamo di terminare tutti gli interventi, che interesseranno tutti i quartieri di Ladispoli e nel secondo mandato, ovviamente, intendiamo proseguire nelle zone dove non siamo ancora intervenuti.
La tua amministrazione è stata anche quella che ha dotato Ladispoli di un Palazzetto dello Sport. Un progetto che al Comune è costato zero, ce lo confermi?
Assolutamente sì. Il Palazzetto dello Sport è un’opera pubblica fondamentale, che ci è stata richiesta a gran voce da tutte le associazioni sportive della città. La cosa ancora più bella è che il Comune non ha speso un centesimo per la sua costruzione, che è totalmente a carico della società Piazza Grande.
Sei un ex sportivo, sei un padre: quanto è importante lo sport, secondo te, per i nostri ragazzi?
Attraverso la pratica sportiva si acquisiscono i valori che sono alla base della nostra società: la lealtà, la solidarietà, la correttezza, l’uguaglianza e la tolleranza. Lo sport quindi, oltre a contribuire al benessere fisico, riveste un ruolo educativo e sociale fondamentale per i nostri giovani, è un momento di divertimento e di aggregazione e serve come antidoto alla solitudine e alla noia. Dobbiamo fare tutto il possibile per tenere i nostri ragazzi lontani dalla “strada” e lo sport rappresenta sicuramente la più valida tra le alternative.

Abbiamo seguito il tuo incontro con i giovani, erano presenti almeno un centinaio tra ragazzi e ragazze. Com’è andata? Quali sensazioni, messaggi, richieste hai raccolto?
È andata molto bene, meglio di quanto pensassi. Erano presenti molti ragazzi e ragazze e hanno partecipato attivamente portando il loro punto di vista. Hanno posto l’accento su tematiche come l’istruzione, il turismo, il sociale e il mondo del lavoro. In questi anni abbiamo concentrato molte risorse per dare ai nostri giovani delle alternative per lo svago, per la pratica sportiva e per le attività culturali, senza contare i numerosi interventi di riqualificazione dei parchi giochi. Non vediamo l’ora di mettere a disposizione dei nostri ragazzi il Palazzetto dello Sport, ormai prossimo alla conclusione dei lavori, e il Cine-Teatro Massimo Freccia, che aprirà entro il mese di settembre.
Sei stato più volte, anche di recente, al “Giardino di Annalisa” in Via delle delle Viole, nella sede dell’associazione che si occupa di aiutare le persone disabili e di sostenere le loro famiglie. Qual è la sensibilità dell’amministrazione Grando nei confronti del mondo del sociale, del terzo settore, della disabilità? E cosa avete fatto di concreto per quelle persone, per quelle famiglie?
Rispetto a cinque anni fa possiamo affermare, senza timore di smentita, che le politiche sociali sono finalmente tornate al centro dell’azione amministrativa del nostro Comune. Il Sociale era il primo punto del nostro programma, ci eravamo impegnati a garantire risorse sufficienti per prestare assistenza alle categorie più deboli e così è stato. Inoltre abbiamo messo a disposizione delle realtà del terzo settore immobili e spazi comunali in cui stabilire la propria sede per dare stabilità ai progetti in corso. Oltre al “Giardino di Annalisa”, dove è sorto il primo polo delle disabilità del nostro comprensorio, vale la pena di citare anche la “Cittadella della Solidarietà”, realizzata nei locali confiscati alla criminalità organizzata di via Genova che abbiamo messo a disposizione di altre associazioni che si occupano del sostegno alla persona.
Turismo: un capitolo che non può non interessare una città come la nostra. Tuttavia, per attrarre turismo di qualità e promuovere le eccellenze del nostro territorio, mancano strutture ricettive adeguate. Come intendi muoverti, una volta rieletto sindaco, per porre rimedio a questo stato di cose?
In questo settore abbiamo già gettato le basi per una svolta epocale. Con l’approvazione della variante per le strutture turistico-ricettive all’aria aperta abbiamo ripianificato 30 ettari limitrofi alla zona di Torre Flavia in cui sarà finalmente possibile, nel rispetto della legalità e dell’ambiente, realizzare villaggi turistici, campeggi e aree sosta camper. Stiamo inoltre postando avanti le procedure urbanistiche per realizzare due strutture alberghiere con annesso centro sportivo. Nel corso del secondo mandato ovviamente proseguiremo il percorso intrapreso.
Tra guerra e virus micidiali, siamo sempre più convinti che alla fine sarà la cultura a salvare il mondo. Dopo il teatro dedicato all’indimenticato Marco Vannini, è in arrivo un nuovo cinema. Un luogo che mancava a tutti, giovani e meno giovani. Quale sforzo ha messo in atto l’Amministrazione per arrivare a questo risultato?
La riapertura del cinema a Ladispoli è stata una delle prime attività a cui ci siamo dedicati. Abbiamo messo a bando la gestione dell’Auditorium Massimo Freccia che, nonostante fosse stato inaugurato dai nostri predecessori non aveva il certificato di agibilità, affinché un privato potesse metterlo a norma. Il Covid ha purtroppo rallentato il percorso, ma siamo vicini al traguardo. Entro settembre potremo finalmente tornare al cinema a Ladispoli.
Sappiamo che l’Amministrazione avrà a disposizione ottanta giornate durante le quali poter sfruttare le due sale cinema-teatro: come intendete utilizzarle?
Abbiamo pensato di assicurarci un numero di giornate sufficienti per organizzare eventi e rassegne teatrali. Inoltre potremo mettere la struttura a disposizione delle scuole e delle associazioni del territorio, che da tempo chiedono di avere a Ladispoli un luogo dove poter organizzare saggi e manifestazioni.
Regionali, il prossimo anno. Ma veramente direte al candidato del centrodestra che non lo voterete se non vi assicurerà massimo impegno per la costruzione di un ospedale nel nostro territorio?
L’ho detto durante la presentazione della coalizione lo scorso 22 aprile e lo confermo. Pretendiamo per iscritto l’impegno del candidato del centrodestra di realizzare un ospedale per il distretto Ladispoli-Cerveteri, altrimenti non lo voteremo.
Sindaco, diciamoci la verità. Questa storia dell’ospedale a Ladispoli è un po’ come quelle del porto turistico: se ne parla da decenni, ad ogni tornata elettorale, ma poi questi due argomenti tornano sempre nel dimenticatoio. Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Perché questa volta i cittadini dovrebbero credervi?
Anche del Commissariato si parlava da decenni, ma noi non ci siamo arresi e siamo riusciti a portare a Ladispoli la Polizia di Stato. Faremo lo stesso con l’ospedale. La differenza tra noi e gli altri è che se noi prendiamo un impegno lo portiamo a termine. Sono i fatti a dimostrarlo.
Cosa ti lascia dentro, a livello professionale e politico, ma soprattutto umano, questa tua prima esperienza da sindaco?
Essere il sindaco della città in cui sei cresciuto è un’esperienza entusiasmante. Ovviamente le responsabilità sono molte e non ci si può improvvisare. Per essere all’altezza ho studiato e mi sono applicato molto, crescendo sia a livello professionale che umano. Non ringrazierò mai abbastanza tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di ricoprire questo ruolo così prestigioso. In questi anni ho cercato di onorare la loro fiducia con il massimo impegno. Spero di averli rappresentati degnamente e che abbiano apprezzato il mio operato.
Giovani
Riforma giustizia: parola ai giovani
Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”
Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”
Quando il direttore Filosa ha chiesto la mia opinione di giovane studente di giurisprudenza sulla riforma della Giustizia, oggetto del prossimo referendum costituzionale, mi è subito venuto in mente che un recente sondaggio ha indicato che quasi il 70% degli under 30 sono propensi a votare Sì.
I motivi per cui questa riforma è fortemente sostenuta dai giovani sono essenzialmente tre.
Il primo è di merito
I giovani vogliono vivere in un Paese più civile e moderno in cui accusa e difesa siano davvero equidistanti davanti a un giudice, in cui chiunque sbagli paghi – compreso il giudice stesso, che ha un ruolo di fondamentale importanza – e in cui l’innocente fino a prova contraria sia tutelato, il che è possibile solo con la separazione delle carriere e con l’istituzione dell’Alta Cortre Disciplinare.
Le nuove generazioni pretendono trasparenza da tutti i poteri dello Stato, dai politici quanto dai magistrati e per questo sono favorevoli al sorteggio dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura per smantellare un sistema correntizio politicizzato in cui i vertici del CSM sono scelti e operano non per competenze ma per appartenenza ideologica.
Il secondo motivo è di contesto

I giovani italiani guardano, spesso giustamente, all’estero per individuare modelli di sviluppo che in Italia mancano, nonostante siano consapevoli delle potenzialità del nostro Paese, che ha da sempre offerto
al mondo ispirazioni epocali e innovazioni all’avanguardia, vedendo in questa riforma una irripetibile occasione di integrazione con i sistemi giudiziari della stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali.
Il terzo motivo è identitario.
Noi giovani siamo innovatori per nostra natura e, dopo anni in cui sentiamo che alcuni tra i più grandi problemi nazionali derivano dalla giustizia, non ne possiamo più dell’ipocrisia di chi osteggia una riforma che può realizzare finalmente i cambiamenti che, tra l’altro, loro stessi hanno sempre promesso
(e che mai hanno concretizzato) solo per perseguire, scavalcando la coerenza, secondi, terzi e quadrupli fini a breve termine senza lungimiranza per il futuro.
I numerosi “Sì” dei giovani il 22 e il 23 marzo saranno il più grande “ok boomer” a chi si ostina a brandire la Costituzione per opporsi ad una riforma che renderebbe lo stesso principio costituzionale
(affermato nell’art. 111) del Giusto Processo raelmente compiuto.
Giovanni Paolo Motzo

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