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Ladispoli avrà finalmente la sua pista di atletica leggera

Giovedì 25 settembre la Giunta comunale ha dato mandato all’Ufficio Lavori Pubblici di progettare un nuovo impianto sportivo, ovvero una pista di atletica leggera, colmando così una storica carenza per la nostra città

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Ladispoli avrà finalmente la sua pista di atletica leggera

Alessandro Grando, Sindaco di Ladispoli, dopo avere annunciato recentemente lo stanziamento di 200mila euro per riqualificare il parco del Sacro Cuore, apre la settimana politica con l’ennesima notizia positiva: un annuncio che entusiasma i cuori non solo dei tantissimi cittadini appassionati di sport, ma anche di chi ama la propria città e continua a vederla crescere, sotto ogni punto di vista.

Con grande determinazione e visione per il futuro – si legge in un comunicato ufficiale -, giovedì 25 settembre la Giunta comunale ha dato mandato all’Ufficio Lavori Pubblici di progettare un nuovo impianto sportivo, ovvero una pista di atletica leggera, colmando così una storica carenza per la nostra città.

“Sin dal nostro insediamento – sottolinea il Sindaco Alessandro Grando – abbiamo messo lo sport al centro delle nostre priorità, realizzando strutture attese da decenni. Crediamo fermamente che la nuova pista sarà una risorsa straordinaria per i giovani, per gli appassionati e per i professionisti del settore. Con quest’opera compiamo un ulteriore passo avanti dal punto di vista delle strutture sportive presenti sul nostro territorio. L’opera sorgerà in fondo a Viale Mediterraneo, su un terreno di proprietà del Comune e verrà realizzata con un investimento di circa 600 mila euro, che intendiamo finanziare con fondi comunali”.

“La pista – fa sapere il Consigliere Stefano Fierli, delegato ai rapporti con le Federazioni e con gli Enti di promozione sportiva – sarà lunga 200 metri con predisposizione alla futura copertura; non delle dimensioni canoniche da 400 a causa della mancanza di spazi adeguati, ma comunque un impianto innovativo e all’avanguardia, che renderà Ladispoli un vero punto di riferimento per l’atletica leggera nel panorama nazionale. Sarà dotata di spogliatoi, di una tribuna, di un parcheggio dedicato e di un collegamento pedonale con quello esistente in via Nicosia”.

“Finalmente anche a Ladispoli avremo una pista di atletica – ha commentato entusiasta il delegato allo Sport Fabio Ciampa – offrendo ai cittadini una struttura moderna e funzionale che valorizzerà l’intera città. Ancora una volta l’Amministrazione Grando dimostra con i fatti la propria attenzione e il proprio impegno costante per lo sviluppo dello sport a Ladispoli, consapevole che investire in questo settore significa investire nel benessere, nella crescita e nel futuro della comunità”.

Da parte nostra non possiamo che rivolgere i complimenti a tutta l’Amministrazione, perché sta dimostrando di voler continuare a puntare sullo sport, argomento su cui ha messo un importante accento in campagna elettorale. Mantenendo in questo modo un’altra promessa fatta all’elettorato.

Non è così scontato che politici e amministratori, al giorno d’oggi, rispettino la parola data. Beh, qui a Ladispoli evidentemente abbiamo persone che ci tengono davvero a rispettare gli impegni presi con la cittadinanza tutta. Evviva.

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Ladispoli protagonista in “Storie da bar”: il Tribeca diventa scenario letterario

La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città

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La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città

Storie da bar è un’antologia, che raccoglie i contributi di una trentina di autori italiani contemporanei, all’interno della quale compare anche un racconto firmato da Francesco Campagna, ambientato nel Tribeca di Ladispoli. Abbiamo intervistato lo scrittore e la titolare, Desirée Pietropinto, per comprendere il ruolo del locale nella vita della comunità.

L’antologia celebra i bar come luoghi di incontro. In che modo il Tribeca contribuisce a rafforzare il tessuto sociale?

Il Tribeca nasce come un locale intimo e accogliente. La nostra missione è far vivere ai clienti un’esperienza quotidiana unica. Curiamo la qualità dei prodotti con attenzione quasi maniacale, cerchiamo sempre novità e ci mettiamo continuamente in gioco. Ne sono un esempio i due gin artigianali che abbiamo creato, Tribeca e The Mirror, per regalare esperienze senza rivali!

Com’è stato per voi sapere che il Tribeca è diventato protagonista di un racconto?

Sapere che il Tribeca è finito in un’antologia ci riempie di gioia. Significa che siamo riusciti a trasmettere autenticità e valori. Per noi è la conferma che la nostra passione arriva davvero al cliente: non esiste complimento migliore.

Quali aspetti del vostro locale pensate che abbiano ispirato l’autore?

Il Tribeca nasce da anni di sacrifici e di esperienze all’estero, alla ricerca della perfezione. Credo che ciò sia percepito dai nostri ospiti, e forse è anche questo a farci spiccare; ci esponiamo sempre in prima persona, la nostra passione ci rende vivi e unici.

Ma cos’ha realmente spinto Francesco Campagna ad ambientare il suo racconto all’interno di questo bar?

Abito a Ladispoli da circa un anno e mezzo e ho sempre osservato con curiosità le numerose persone che attraversano ogni giorno Viale Italia. In ogni ora è possibile incrociare giovani, anziani, benestanti, meno abbienti, passeggini e carrozzine. L’eterogeneità è fondamentale per il mio racconto breve, perché il protagonista osserva il mondo bevendo un succo di frutta. Il “Tribeca Lounge Bar” mi è sembrato immediatamente lo spazio ideale, uno dei posti più affascinanti, in cui ambientare le vicende di un uomo che prova a ricominciare a vivere.

Qual è una scena che hai visto in un bar e che ha stimolato la tua creatività?

Come ho avuto modo di spiegare durante la presentazione organizzata al Tribeca il 31 gennaio, il bar e le tavole calde sono state fondamentali per la crescita della società occidentale. Dai caffè letterari parigini, in cui è nato l’Illuminismo, ai giorni nostri, questi ambienti hanno rappresentato e continuano a rappresentare un luogo di ritrovo da non sottovalutare. Tuttavia, non ho assistito a una scena in particolare che abbia condizionato il mio processo creativo. Ho voluto, però, sin dal primo momento, legare una storia di rinascita all’atmosfera del bar.

Da dove nasce l’idea di questa antologia? Qual è il suo nodo cruciale?

Il progetto antologico “Storie da bar” nasce dalla Giulio Perrone Editore, sotto la supervisione di Alessio Dimartino, responsabile commerciale, che ha contattato una trentina di autori italiani contemporanei, tra cui il sottoscritto, per la realizzazione di un racconto ambientato in un bar a nostra scelta. Una tra le motivazioni principali è che il bar rappresenta alla perfezione il mondo quotidiano, un piccolo locale in cui convivono, per qualche minuto della giornata, vite diverse. Il nodo cruciale di questa antologia è, a mio avviso, dare la possibilità ai lettori di scoprire emozioni e storie differenti, ambientate in bar ubicati in varie città d’Italia. Secondo il mio parere, il progetto è ottimo e merita più di una lettura.

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