OPINIONI
Almirante era un galantuomo. La sinistra è alla frutta
Alessandro #Grando, sindaco di Ladispoli: Giorgio Almirante “è uno dei politici più importanti della storia del nostro Paese”. Ha ragione, senza dubbio.
Non si capisce perché quando c’è da intitolare una strada o una piazza a figure come Gramsci o Berlinguer vada tutto bene, mentre dedicare a una piazza il nome di Almirante viene visto da qualcuno come uno scandalo, qualcosa di inaccettabile.
Secondo noi ancora una volta la sinistra ladispolana – con tutti quei movimenti civici ad essa legati – ha strumentalizzato una vicenda che invece vede l’approvazione della cittadinanza, come migliore ipotesi; nel peggiore dei casi, ai ladispolani non frega nulla del nome dato alle strade; a loro interessa, piuttosto, che le strade non abbiano buche grosse come crateri e non siano ridotte a un colabrodo (come purtroppo lo sono in alcune zone anche a Ladispoli).
La cerimonia di intitolazione di piazza Giorgio #Almirante è prevista per domani sabato 16 marzo alle ore 15 nell’area dell’ex campo sportivo. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
Insomma, fascismo e comunismo appartengono alla Storia. Almirante era un galantuomo. E la sinistra è alla frutta.
OPINIONI
Corona denuncia il sistema
Tra minacce, fake news e verità scomode, Fabrizio stavolta punta in alto
Tra minacce, fake news e verità scomode, Fabrizio stavolta punta in alto
Fabrizio Corona è tornato al centro della scena. Lo ha fatto come sa fare lui: rumorosamente, dividendo, catalizzando l’attenzione. Con il format “Falsissimo”, pubblicato su YouTube, l’ex fotografo dei vip ha scoperchiato quello che ha ribattezzato “il sistema Signorini”, attirando su di sé un’attenzione mediatica che pochi, oggi, riescono a generare.
Ora però arriva lo stop. I giudici hanno bloccato la messa in onda di un nuovo capitolo dell’inchiesta, “Il prezzo del successo”: una puntata che, secondo Corona, conterrebbe prove, testimonianze e documenti inediti non solo sul caso Signorini, ma anche su presunti retroscena che coinvolgerebbero i vertici di Mediaset.
La decisione è chiara: la puntata non può andare in onda. Appello annunciato, trasmissione congelata.

Chiamatela come volete, ma questa decisione ha il sapore della censura preventiva. In un Paese che si definisce libero e democratico, dove dovrebbero valere il diritto di cronaca e la libertà di espressione, si impedisce a qualcuno di parlare prima ancora che un tribunale accerti il falso. O la diffamazione.
Il punto sollevato dalle toghe è noto: Corona non è un giornalista. Ma qui non parla un iscritto all’Ordine, parla un cittadino. E se il diritto di parola fosse riservato solo a chi ha un tesserino, allora nessuno di noi sarebbe davvero libero di denunciare un sistema, anche quando dice di avere documenti a supporto.
La vicenda, quindi, va ben oltre Corona. Riguarda tutti. Riguarda la libertà di informare e di informarsi. E solleva una domanda inevitabile: di cosa hanno paura i vertici Mediaset? Quanto sono pesanti le chat, le foto, i video che Corona sostiene di possedere?
C’è poi il retroscena politico. C’è chi ipotizza una regia più ampia dietro l’operazione, arrivando a tirare in ballo Giorgia Meloni e una presunta strategia per colpire il mondo berlusconiano e, di riflesso, Forza Italia.
Corona nega tutto, ma rilancia una tesi che fa rumore: “È Marina che comanda nel partito”. Vero o no, il sospetto circola e alimenta il caso.
Una cosa, però, appare già evidente: quando il potere si sente minacciato, la prima reazione è chiudere la bocca a chi disturba. Succede da sempre. Succede ancora.
Fabrizio Corona ha un passato ingombrante, che a molti continua a non piacere. Ma oggi mostra un volto diverso, capace di intercettare milioni di persone. I numeri parlano chiaro: milioni di visualizzazioni in poche ore, un consenso che cresce. E mentre il sistema prova a fermarlo, lui rilancia, persino con una provocazione estrema: “Magari fondo un partito e vinco le elezioni. Poi li comando io i giudici”.
Battuta o avvertimento? Lo vedremo. Di certo, questa storia è appena cominciata.

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