OPINIONI
Almirante era un galantuomo. La sinistra è alla frutta
Alessandro #Grando, sindaco di Ladispoli: Giorgio Almirante “è uno dei politici più importanti della storia del nostro Paese”. Ha ragione, senza dubbio.
Non si capisce perché quando c’è da intitolare una strada o una piazza a figure come Gramsci o Berlinguer vada tutto bene, mentre dedicare a una piazza il nome di Almirante viene visto da qualcuno come uno scandalo, qualcosa di inaccettabile.
Secondo noi ancora una volta la sinistra ladispolana – con tutti quei movimenti civici ad essa legati – ha strumentalizzato una vicenda che invece vede l’approvazione della cittadinanza, come migliore ipotesi; nel peggiore dei casi, ai ladispolani non frega nulla del nome dato alle strade; a loro interessa, piuttosto, che le strade non abbiano buche grosse come crateri e non siano ridotte a un colabrodo (come purtroppo lo sono in alcune zone anche a Ladispoli).
La cerimonia di intitolazione di piazza Giorgio #Almirante è prevista per domani sabato 16 marzo alle ore 15 nell’area dell’ex campo sportivo. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
Insomma, fascismo e comunismo appartengono alla Storia. Almirante era un galantuomo. E la sinistra è alla frutta.
OPINIONI
Ladispoli. Sembra che la tolleranza dei senzatetto finisca sotto al balcone di casa nostra
Portateli dovunque, tranne qui. Il confine tra solidarietà e tolleranza del degrado è sottile, ma c’è un principio che non può essere messo in discussione: i cittadini hanno il diritto di vivere in una città decorosa, sicura e vivibile.
di Ricky Filosa
Le immagini dei controlli effettuati dai Carabinieri nei giardini di via Claudia – pubblicate in esclusiva sui canali social di Ladispoli News – raccontano una situazione che, nelle ultime settimane, aveva alimentato le preoccupazioni di residenti e famiglie. Alcuni senza fissa dimora avevano trasformato quell’area pubblica in un luogo di bivacco permanente, con inevitabili conseguenze sul decoro urbano e sulla percezione di sicurezza di chi frequenta quotidianamente il quartiere. Non è un episodio isolato. Il fenomeno dei bivacchi in alcune zone della città è diventato uno dei temi più sentiti dai cittadini, che chiedono interventi concreti e una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio. Proprio in questa direzione si sta muovendo l’amministrazione comunale.
Nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Grando ha convocato un vertice operativo con Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza per definire una strategia condivisa. Da quell’incontro è scaturito un rafforzamento dei controlli, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del vagabondaggio e restituire piena fruibilità agli spazi pubblici. Un’azione che punta a garantire ordine e legalità, senza lasciare che situazioni di degrado si consolidino fino a diventare la normalità.
C’è poi una domanda che puntualmente torna nel dibattito pubblico: se queste persone vengono allontanate, dove andranno? È una riflessione legittima, che richiama temi sociali complessi e responsabilità che vanno ben oltre i confini di un singolo Comune. Ma è altrettanto legittimo ricordare che piazze, giardini e parchi pubblici non possono trasformarsi in accampamenti permanenti, sottratti alla libera fruizione delle famiglie, dei bambini e degli anziani.
La tutela delle persone in difficoltà è un dovere delle istituzioni, ma non può tradursi nell’abbandono del diritto dei cittadini a vivere in una città ordinata e sicura. Per questo i controlli delle Forze dell’Ordine rappresentano un segnale importante. La presenza costante sul territorio, l’intervento tempestivo nelle situazioni di criticità e la collaborazione tra tutti gli organi dello Stato sono strumenti indispensabili per prevenire il degrado e rafforzare il senso di sicurezza della comunità.
Ladispoli sta cercando di dare una risposta concreta a un problema che riguarda molte città italiane. Il messaggio che arriva dall’amministrazione è chiaro: il decoro urbano, la legalità e la sicurezza non sono slogan elettorali, ma diritti che meritano di essere difesi con determinazione.
Il lavoro, naturalmente, non è concluso. Come ha ben sottolineato il Sindaco Grando in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, serviranno continuità, controlli costanti e interventi coordinati. Ma la strada intrapresa sembra rispondere a una richiesta sempre più forte che arriva dai cittadini: quella di poter tornare a vivere serenamente i propri quartieri, i giardini pubblici e gli spazi comuni, senza che il degrado finisca per prevalere sul diritto alla sicurezza.


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