L'EDITORALE
LADISPOLI E’ CIVICA
EDITORIALE | L’altra visione del nostro territorio
EDITORIALE | L’altra visione del nostro territorio
Una sala gremita, oltre duecento presenze, un clima partecipato e consapevole. Lunedì 2 marzo, al Gotha di Ladispoli, le liste civiche del centrodestra, insieme a Noi Moderati — il partito presieduto da Maurizio Lupi — hanno dato vita a un incontro pubblico che, numeri alla mano, segna un passaggio politico significativo nel dibattito cittadino sul referendum relativo alla giustizia.
L’iniziativa, promossa da Noi di Ladispoli, Cuori Ladispolani, Per Ladispoli, Unione Civica Ladispoli Città, Noi Moderati, Verso Ladispoli e Lista Grando, è stata organizzata con cura e attenzione ai dettagli: un appuntamento ben strutturato, scandito da interventi puntuali e da un confronto diretto con il pubblico. In platea non solo cittadini, ma anche esponenti delle istituzioni, rappresentanti del mondo politico e delle associazioni locali. Un segnale chiaro di quanto il tema della giustizia sia avvertito sul territorio. Al centro dell’incontro, le ragioni del SÌ al referendum: una riforma che i promotori definiscono necessaria per rendere la giustizia più efficiente, più equa e più vicina ai cittadini.
L’intervento del Sindaco Alessandro Grando

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Alessandro Grando, che ha illustrato i punti chiave della riforma, sottolineando come il progetto — già approvato dal Parlamento — in passato abbia raccolto consensi anche in ambienti politici oggi critici. Al nostro giornale, il primo cittadino ha evidenziato quella che considera una contraddizione politica:
“La riforma che prevede la separazione delle carriere era vista con favore anche da esponenti della sinistra. Oggi però, siccome al governo c’è Giorgia Meloni, per alcuni non va più bene”.
Poi la stoccata all’opposizione: “È un atteggiamento che vediamo anche a Ladispoli, dove certe scelte amministrative — sull’urbanistica, per esempio — vengono contestate a prescindere, anche se in passato la sinistra in più occasioni ha preso decisioni simili”. Una riflessione, quella del Sindaco, che fotografa con chiarezza il clima politico attuale.
La forza del civismo locale verso il 2027
Al di là dei contenuti, l’evento del Gotha ha messo in evidenza un dato politico: la capacità delle civiche di centrodestra di mobilitare consenso e organizzare momenti di confronto partecipati, anche in un giorno feriale. Un risultato che assume ancora più rilievo se si considera che il sabato precedente si era svolta un’iniziativa sullo stesso tema promossa da Fratelli d’Italia, con una partecipazione numericamente inferiore. Non si tratta di una competizione interna al centrodestra, né di una gara di forza.
Il punto è un altro: a livello locale, il civismo continua a dimostrare una forza attrattiva particolare. In una realtà come Ladispoli, dove i problemi concreti contano più delle bandiere, le liste civiche di centrodestra sembrano intercettare meglio il bisogno di rappresentanza diretta e radicata nel territorio. I partiti restano un riferimento nazionale, ma spesso appaiono distanti dalle dinamiche quotidiane delle comunità locali. È qui che il civismo trova spazio, colmando vuoti e offrendo un modello politico più aderente alle esigenze della città.
Il referendum sulla giustizia si avvicina, ma lo sguardo è già rivolto anche oltre. Il 2027 non è lontano: i movimenti di queste settimane raccontano di una politica locale in fermento. Dopo l’inaugurazione delle sedi dell’Udc e di Forza Italia, cresce l’attesa per uno spazio che possa ospitare stabilmente la coalizione civica di centrodestra: un gruppo di amministratori e cittadini che, al di là delle appartenenze partitiche, rivendica la volontà di impegnarsi per Ladispoli con un’identità autonoma e riconoscibile.
Per tutto il resto, nelle pagine interne del numero di Litorale Oggi che hai tra le mani, troverai analisi, opinioni, interviste e approfondimenti. Mi raccomando, per restare quotidianamente informato seguici sui canali social di Ladispoli News: Facebook, Instagram, YouTube e TikTok. Siamo ovunque. E ti aspettiamo.
L’ALTRA VISIONE DEL NOSTRO TERRITORIO
Cammino per strada e le persone che incontro – amici, conoscenti, cittadini – mi pongono sempre la stessa domanda: chi sarà il prossimo sindaco di Ladispoli?
Succede al bar, davanti a un caffè, come in palestra, durante un allenamento. L’interrogativo è ormai ricorrente: chi raccoglierà l’eredità di Alessandro Grando?
Abbiamo già affrontato questo tema in un precedente editoriale pubblicato su queste pagine, ma riteniamo utile tornarci, perché la discussione sta assumendo, a nostro avviso, una piega potenzialmente fuorviante. Il rischio è che l’ossessione per il “dopo” finisca per distrarci da ciò che oggi conta davvero: proseguire il percorso avviato dall’attuale amministrazione, che ha come obiettivo il miglioramento della città e della qualità della vita di chi a Ladispoli vive ogni giorno.
La curiosità è legittima, tanto per gli addetti ai lavori quanto per i cittadini. Sapere chi guiderà la città non è un dettaglio: da quella figura, dalla sua visione politica e culturale, dipenderà una parte importante del futuro di Ladispoli.
Tuttavia è bene ricordare un fatto talvolta evidentemente dimenticato nel dibattito pubblico: Alessandro Grando è pienamente operativo, in salute, alla guida della città. E il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità concrete.
Basti pensare all’imminente apertura del nuovo teatro-cinema, ai lavori di riqualificazione del parco del Sacro Cuore, al proseguimento dell’asfaltatura delle strade cittadine, fino a completare le vie che necessitano di interventi. Senza dimenticare il rifacimento dei marciapiedi, a partire dal centro e con particolare attenzione alle traverse di viale Italia.
E ancora: la Casa della Salute, l’ospedale di comunità, la nuova pista di atletica leggera, il secondo palazzetto dello sport. Progetti ai quali si affianca l’intervento, non più rinviabile, per contrastare l’erosione delle spiagge, fondamentale per una città che vive anche di turismo estivo.
Alla luce di tutto questo, ha davvero senso arrovellarsi oggi su una risposta che solo il tempo potrà fornire?

Che poi, prima di sapere chi siederà sulla poltrona più alta di Palazzo Falcone, occorrerà capire quali saranno le liste, i candidati, le coalizioni. Nulla è scontato. E soprattutto, il contesto del 2027 sarà molto diverso da quello che accompagnò la ricandidatura di Grando per il secondo mandato.
All’epoca lo scrivemmo chiaramente: la vittoria appariva ampiamente prevedibile. L’entusiasmo, l’unità e la forza organizzativa delle liste civiche e politiche che lo sostenevano rendevano difficile qualsiasi alternativa credibile.
Nel prossimo appuntamento elettorale non sarà così. Non è affatto certo che tutte le forze che hanno sostenuto l’attuale amministrazione lo faranno di nuovo. Tutto è in divenire.
Noi crediamo che quando sarà il momento, il candidato sindaco dell’area di continuità con l’esperienza di Grando dovrebbe emergere – auspicabilmente EDITORIALE – in modo naturale. Anche perché, all’interno dell’amministrazione e della maggioranza, non mancano figure spendibili, capaci di assumersi il peso e la responsabilità di una candidatura.
Mentre il centrodestra guarda avanti con l’ambizione di governare la città per altri dieci anni, a sinistra – con comunisti vecchi e nuovi ancora alle prese con le ferite dell’ultima sconfitta elettorale – prende forma la speranza di un riscatto.
La strategia sembra sempre la stessa: tutti contro Grando e contro chi verrà dopo di lui. Più che un progetto per Ladispoli, emerge una linea fondata sulla critica sistematica e sull’attacco a chi ha governato nelle ultime due consiliature. Una visione alternativa, però, continua a non vedersi.
La vox populi parla anche di un ipotetico centro, di un terzo polo composto da delusi di destra e di sinistra. Ma questa, forse, è davvero un’altra storia.
Di sicuro, è un altro articolo.

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