Cerveteri
EDITORIALE | PICCHETTATI ALLE SEDIE
L’altra visione del nostro territorio
L’altra visione del nostro territorio
A Cerveteri si consuma un paradosso. La sindaca Elena Gubetti – chiamata dalla minoranza a rendere conto della propria azione amministrativa – sceglie di rimanere appiccicata al ruolo politico come se fosse un salvagente, nonostante sia evidente che la fiducia verso il suo operato sia seriamente compromessa.
La mozione di sfiducia nei suoi confronti è stata presentata con chiarezza: tra i motivi, la gestione definita “opaca e discutibile” delle risorse pubbliche, i ritardi sistematici nei lavori, l’esclusione di componenti dell’amministrazione dalle commissioni e la mancata condivisione degli indirizzi con la maggioranza.
Eppure Gubetti non accenna a mollare. Non solo non si dimette, ma rimane aggrappata – con le unghie e con i denti – al suo incarico come se fosse l’ultima trincea.
Perché restare ad ogni costo alimenta la delegittimazione della figura istituzionale: la sindaca diventa simbolo di resistenza al cambiamento anziché promotrice.

Se governare significa servire la comunità, in questo caso appare evidente che l’atto più coerente sarebbe un passo indietro. Restare così, nel pieno della bufera, manda un messaggio pericoloso: che la carica politica sia più importante dell’interesse pubblico. Perché quando la fiducia – base stessa del mandato – vacilla, insistere a restare diventa un atto di arroganza, non di servizio.
Le motivazioni della mozione parlano chiaro: paralisi nella realizzazione delle opere pubbliche, carenza di progetti che portino sviluppo, gestione delle risorse poco trasparente.
Invece di affrontare queste criticità guardando avanti, l’amministrazione si cristallizza in una logica autoreferenziale: la sindaca resta, i problemi restano. È il segnale che il “governo della città” è diventato “mantenimento del potere”.
Una comunità che attende risposte, che ha diritto a concretezza, vede invece un’amministrazione che appare più impegnata a non cedere che a progredire.
Perché governare significa avere mandato chiaro, sostegno politico e fiducia sociale: quando nessuna delle tre è più reale, la continuità diventa insostenibile.
Perché scegliere di andarsene, non perché sconfitta, ma perché il contesto richiede una nuova fase, sarebbe un gesto di responsabilità.
Perché la città merita un’amministrazione focalizzata sul futuro, non su rimanere in sella fino a logorarsi.
Elena Gubetti ha ancora la carica, ma non pare avere più la condizione politica per esercitarla con efficacia. Il persistere al suo posto appare meno come scelta di servizio e più come atto di tenacia personale. Ma la politica non è (o non dovrebbe essere) questione di affezione alla poltrona: è chiamata a fare, cambiare, avanzare.
Cerveteri – vale la pena ribadirlo – merita un cambio di passo, i suoi cittadini meritano un’Amministrazione trasparente, attenta alle necessità della comunità e non alle proprie; capace di guardare ai prossimi dieci, vent’anni. Ed è evidente che l’Amministrazione barcollante di Gubetti non è assolutamente in condizione di farlo.
Per queste ragioni, è giunto il momento che la sindaca prenda atto della situazione e sua sponte rassegni le dimissioni. Senza la necessità di un formale voto di sfiducia, perché la sfiducia della città nei suoi confronti è ormai conclamata. A Cerveteri si sta rasentando il ridicolo, è ora di staccare la spina. Cara Gubetti, se davvero ami Cerveteri lascia adesso. Fallo quanto prima, se ancora ti rimane un briciolo di dignità.
Poi potrebbe essere troppo tardi.
Cerveteri
Gioventù Nazionale Cerveteri, “Votiamo Sì!”
Referendum Giustizia: a Cerveteri successo per il convegno di Gioventù Nazionale e SIRIFORMA
Referendum Giustizia: a Cerveteri successo per il convegno di Gioventù Nazionale e SIRIFORMA
Si è svolto con grande partecipazione il convegno dedicato al referendum sulla giustizia, organizzato dai ragazzi di Gioventù Nazionale Cerveteri insieme al Comitato SIRIFORMA. La sala gremita e il confronto attento e approfondito hanno dimostrato quanto il tema sia sentito anche nella nostra città.
L’iniziativa ha visto la presenza di relatori tecnici e politici di alto profilo, che hanno illustrato con chiarezza e competenza le ragioni del Sì, offrendo ai cittadini strumenti concreti per comprendere l’importanza della riforma.
Un momento di spessore politico e culturale che ha contribuito ad arricchire il dibattito pubblico locale, promuovendo un confronto serio e informato su una materia centrale per il futuro del Paese.
Un ringraziamento particolare va al Sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro per il suo intervento autorevole e appassionato.

Un sentito grazie anche al professor avvocato Lungarini, all’avvocato Veroni, al deputato Volpi e al deputato Battilocchio per i loro contributi qualificati e per la qualità degli interventi che hanno arricchito il dibattito. Ringraziamo inoltre tutti i relatori intervenuti e i consiglieri comunali presenti, il cui contributo ha impreziosito ulteriormente l’iniziativa.
Un ringraziamento speciale va inoltre alla Fondazione Principe Ruspoli, nella figura di Ugo Ricci, per aver ospitato questa importante manifestazione e per il prezioso lavoro che quotidianamente svolge per la valorizzazione e la tutela storica e artistica di Cerveteri. Un impegno che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la nostra comunità.
Per Gioventù Nazionale Cerveteri questo evento rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio e strutturato: l’obiettivo è portare nella nostra città personalità politiche di rilievo nazionale e tecnici qualificati, con la volontà di elevare il livello del dibattito politico e affrontare con serietà, competenza e visione sia le grandi questioni nazionali sia le tematiche territoriali che interessano direttamente la nostra comunità.
In vista del referendum, invitiamo tutti i cittadini a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e a votare Sì per una giustizia più libera, equilibrata e realmente indipendente.

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