Economia e Lavoro
“Ladispoli Estate”, il primo brand identity del litorale romano. Ladispoli cambia marcia
Le parole dell’assessore al Turismo di Ladispoli, Marco Porro
di Marco Porro, assessore al Turismo di Ladispoli
Nelle grandi destinazioni turistiche il mare non è soltanto una risorsa naturale, ma un’identità riconoscibile, un sistema e un brand. Da questa visione nasce Ladispoli Estate, il primo progetto di brand identity del litorale cittadino: un’iniziativa che segna un cambio di passo nelle politiche turistiche della città e che, per la prima volta, mette attorno allo stesso tavolo l’Amministrazione Comunale e il comparto balneare per costruire una strategia condivisa. Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto insieme al Presidente dell’Assobalneari Antonello Chiappini, la convinzione era chiara: il mare di Ladispoli meritava una visione comune.

Per anni il litorale è cresciuto grazie alla professionalità delle singole attività; oggi, però, il turismo richiede una capacità nuova: fare sistema, costruire un’identità riconoscibile e promuovere il territorio come una destinazione unitaria. Dieci stabilimenti balneari hanno scelto di aderire volontariamente a un progetto che supera la logica delle iniziative isolate per costruire una cultura della collaborazione, un passaggio che dimostra la volontà degli operatori di investire sul futuro della città in un momento storico di trasformazione e incertezza per il settore.
Uno degli obiettivi principali è contribuire a costruire una nuova percezione del comparto balneare all’interno della comunità cittadina, dimostrando che gli stabilimenti non sono soltanto attività economiche stagionali, ma una componente essenziale dell’economia locale, della capacità attrattiva e della qualità dell’accoglienza che Ladispoli offre ai visitatori. Si tratta di una realtà che genera lavoro, servizi e opportunità, contribuendo concretamente alla crescita del territorio.
Il simbolo di questo percorso è il brand Ladispoli Estate, che identificherà tutte le strutture aderenti attraverso un logo comune esposto negli stabilimenti e nei materiali promozionali. Per la prima volta il mare di Ladispoli si presenta con un’identità condivisa e riconoscibile, come avviene nelle destinazioni turistiche più evolute, un passaggio ormai indispensabile per rafforzare il posizionamento della città e renderla sempre più competitiva sul mercato.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia che negli ultimi anni ha riportato il mare al centro delle politiche di sviluppo cittadino: il restyling del lungomare, la valorizzazione di Torre Flavia, la pista ciclabile diffusa, i grandi eventi e il progetto delle nuove opere di difesa della costa, atteso da oltre trent’anni, rappresentano i tasselli di una strategia che considera il litorale il vero motore dello sviluppo futuro.
Accanto a questa visione, Ladispoli Estate promuoverà azioni dedicate alla comunicazione, alla sostenibilità ambientale, all’inclusione sociale e alla valorizzazione turistica del territorio, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di cittadini e visitatori. Più che un protocollo estivo, questa iniziativa rappresenta una nuova idea di turismo: perché il futuro del mare di Ladispoli non passa soltanto dalle opere o dagli eventi, ma dalla capacità di una comunità di fare squadra e guardare nella stessa direzione.
Economia e Lavoro
Romana Appalti 2: una bella storia
Professionalità e competenza. Da piccola ditta di famigli a leader nel settore
Professionalità e competenza. Da piccola ditta di famigli a leader nel settore
C’è una storia che attraversa i decenni e che lega indissolubilmente il litorale nord alla Capitale. È la storia della Romana Appalti 2, un’azienda risultato di identità, famiglia e continua evoluzione.
Per Litorale Oggi abbiamo incontrato Luigi Vincenzi, Amministratore Unico della società, che ci ha raccontato come un’impresa partita da lontano sia diventata oggi un punto di riferimento per i grandi appalti pubblici e privati.
Le radici della vostra azienda sono profonde. Come nasce la Romana Appalti?
“Tutto è iniziato con mio padre. La prima società risale al 1969. Poi nel ’74 nacque la Romana Appalti SS e nel ’92 la “2SS”. Nel 1998, io e mio fratello abbiamo trasformato tutto nell’attuale Romana Appalti 2 SRL. Per anni la sede legale è stata a Roma, in zona Montagnola, ma dal 2018, dopo la scomparsa di mio fratello, ho deciso di trasferire la sede qui a Ladispoli. È un ritorno a casa: lavoriamo su questo territorio fin dal 1998, anche se oggi operiamo ovunque ci sia bisogno di qualità”.
Cosa vi distingue in un mercato competitivo come quello edile?
“Ad oggi credo che la differenza sta nelle certificazioni e nella responsabilità. Siamo tra le poche aziende in zona ad avere l’attestazione SOA (classifica III-bis), che ci permette di partecipare ad appalti pubblici fino a 3 milioni di euro, e la ISO 9001 per la qualità. Inoltre, da quattro anni riceviamo il premio “Cassa Edile Awards” come impresa ligia nel pagamento dei contributi. Ma la vera garanzia sono io: ci metto la faccia e il nome”.
Avete firmato interventi di grande prestigio. Quali sono quelli che vi rendono più orgogliosi?

“In passato abbiamo lavorato per otto anni all’aeroporto di Fiumicino per l’impermeabilizzazione dei sotterranei. Recentemente, stiamo curando la spa e la piscina dell’Hotel Hassler a Trinità dei Monti, forse l’albergo più lussuoso di Roma. Lavoriamo al Grand Hotel de la Minerve, al Westin Excelsior e perfino per la manutenzione delle ambasciate. Ma il cuore resta anche sul territorio: a Ladispoli abbiamo ristrutturato l’edificio accanto alla biblioteca comunale, un intervento che è un vanto per la città e che ora sta diventando un centro di aggregazione fondamentale”.
Guardando al futuro, ci sono nuovi progetti in arrivo?
“Assolutamente sì. Stiamo diversificando: abbiamo preso le autorizzazioni per il noleggio auto (Rent) e presto apriremo punti a Ladispoli e Fiumicino. Ma il grande obiettivo è trasformare il marchio “RA2” in un franchising, permettendo ad altre imprese di collaborare sotto la nostra guida tecnica e di sicurezza. Oggi coordiniamo circa 160 operai e disponiamo di 130.000 metri di ponteggio. Vogliamo essere un supporto anche per i piccoli artigiani locali: se un professionista serio trova un grosso appalto ma non ha la struttura per gestirlo, noi siamo pronti a fornirgli tutto il supporto tecnico e burocratico necessario”.
Una società che sembra quasi una grande famiglia…
“È esattamente così. Parlo spesso al plurale perché sento mio padre e mio fratello ancora vicini a me in ogni cantiere, anche se oggi loro non ci sono più. Il nostro marchio è registrato a livello mondiale — abbiamo lavorato persino a New York — ma il valore umano resta la nostra base. Voglio che questa realtà continui a crescere per le prossime generazioni di Vincenzi e che resti un punto fermo nel nostro territorio”.

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