Politica
LADISPOLI | Avanti tutta, Comandante Virgili!
Intervista a Danilo Virgili, nuovo comandante della Polizia locale di Ladispoli
Intervista a Danilo Virgili, nuovo comandante della Polizia locale di Ladispoli
Danilo Virgili, ladispolano DOC, è stato nominato nuovo Comandante della Polizia Locale di Ladispoli. Ringraziando per l’impegno chi lo ha preceduto, siamo contenti di dare il benvenuto a chi da anni, praticamente da sempre, ricopre il suo incarico non solo con rigore, ma anche mettendosi a disposizione.
Un punto di riferimento in prima linea, operativo e competente. Non ci poteva essere dunque una figura migliore per la città di Ladispoli: l’uomo giusto al momento giusto.
Ringraziamo Danilo per queste quattro chiacchiere, siamo fiduciosi che Litorale Oggi sarà lo strumento giusto per raccontare tutte le attività in cui la Locale è coinvolta e che troppo spesso non vengono raccontate.
Comandante Virgili, cosa l’ha spinta ad accettare questa nuova sfida a Ladispoli e quali emozioni prova nell’indossare la divisa qui per la prima volta?
Naturalmente, essendo nato a Ladispoli e avendo iniziato nel lontano 1982 a indossare questa divisa, non può che essere motivo di orgoglio per chi come me ha sempre svolto questo lavoro con professionalità e passione.
La sua carriera è ricca di esperienze: quali insegnamenti porta con sé e che valore aggiunto pensa di poter offrire alla comunità di Ladispoli?
39 anni di servizio sono tanti e in tutto questo tempo trovare qualcosa in particolare sarebbe riduttivo. Posso solo dire che la cosa che mi è rimasta nei ricordi più belli è stata l’attività di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le materne. Alla comunità cercherò di portare la mia esperienza sul campo e la voglia di vedere una Ladispoli sicura in ogni angolo di strada con la presenza attiva e costante di tutta la Polizia Locale.
Il ruolo di comandante richiede non solo disciplina ma anche capacità di ascolto: qual è la sua filosofia di leadership e come intende trasmetterla al corpo della Polizia Locale?
La Polizia Locale deve essere un punto di riferimento di tutti i cittadini, soprattutto per le complessità di lavoro in ogni ambito: dalla strada, al commercio, alla tutela degli animali e alla sicurezza stradale e all’ascolto del cittadino. Cercherò di trasmettere il mio entusiasmo a tutto il Corpo della Polizia Locale di Ladispoli stando sempre al loro fianco in ogni esigenza di lavoro.
Guardando al futuro, quale immagine della Polizia Locale di Ladispoli sogna di costruire insieme ai suoi agenti e ai cittadini?
L’immagine di una Ladispoli sicura, dove i cittadini possano trovare un punto di riferimento nella Polizia Locale, contribuendo insieme a noi alla crescita e allo sviluppo della città.
Arte e Cultura
Frappa: cultura, fede e territorio
Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del
Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del
La cultura a Ladispoli vive un momento di fermento straordinario: abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa sulle ultime esperienze che hanno portato il nome di Ladispoli e della Biennale della Riviera Romana fino al Vaticano.
Assessore, l’udienza con Papa Leone XIV ha rappresentato un momento di altissimo profilo per Ladispoli e per la Biennale. Qual è stata la sensazione più forte nel consegnare personalmente il catalogo e le opere vincitrici nelle mani del Pontefice?
“Essere ricevuta da Papa Leone XIV ha significato portare Ladispoli in un luogo universale, dove cultura, spiritualità e umanità si incontrano. La sensazione più forte è stata quella di rappresentare non solo un evento, ma un’intera comunità. In quell’istante ho percepito che la Biennale della Riviera Romana non è solo una manifestazione artistica, ma un ponte tra culture e sensibilità diverse. È stato un momento solenne e profondamente emozionante: in quelle opere c’era il lavoro, la ricerca e la voce degli artisti. E sapere che tutto questo arrivava al Santo Padre è stato motivo di orgoglio, ma anche di grande responsabilità”.

Il Vaticano ha concesso il patrocinio alla Biennale: in che modo questo legame trasforma la percezione dell’arte nel nostro territorio e quale messaggio spera che arrivi agli artisti coinvolti?
“Il patrocinio del Vaticano rappresenta un riconoscimento di altissimo valore, non solo istituzionale ma culturale e morale.
La Biennale ha ricevuto il sostegno di importanti istituzioni come il Senato della Repubblica, la Camera dei deputati, il Ministero della Cultura e la Regione Lazio. Tuttavia, il patrocinio del Vaticano ha un significato ancora più profondo: evidenzia come l’arte sappia dialogare con i valori universali. Ci ricorda che l’arte non è solo espressione estetica, ma linguaggio capace di costruire ponti, generare dialogo e alimentare speranza.
Questo cambia anche la percezione dell’arte sul territorio: non qualcosa di distante o elitario, ma uno strumento vivo, accessibile, capace di parlare a tutti. Agli artisti voglio dire questo: non state solo esponendo opere, ma contribuendo a una visione più grande. Ogni opera può essere una testimonianza di umanità, di luce e di futuro.
Per Ladispoli è una consacrazione culturale: significa affermare che anche un territorio può esprimere una visione internazionale forte e credibile”.
Passando alla realtà cittadina, abbiamo chiesto all’Assessore le sue considerazioni circa l’apertura del Cine-Teatro Massimo Freccia, un traguardo tanto atteso dai cittadini che, finalmente, potranno rivivere l’esperienza del cinema nella propria città.
Lei ha dichiarato che questo non è solo un edificio, ma uno spazio che “crea comunità”. Cosa dobbiamo aspettarci dalla programmazione di questa nuova stagione?
“Il Cine-Teatro Massimo Freccia non è solo una riapertura: è una restituzione alla città. Un luogo in cui le persone si incontrano, si riconoscono e crescono insieme attraverso la cultura. La programmazione dovrà essere plurale e viva: cinema, teatro, incontri, rassegne per giovani e famiglie, in dialogo con scuole e associazioni. Fondamentale sarà il legame con il Centro d’Arte e Cultura: non eventi isolati, ma un ecosistema culturale continuo e partecipato. Una città cresce quando i suoi spazi culturali sono vissuti, non solo aperti. Il cinema e il teatro non si guardano… si vivono.
Oggi siamo abituati a contenuti veloci e solitari, ma la sala offre qualcosa di unico: un’esperienza condivisa. Emozionarsi insieme, nello stesso momento, crea un legame che nessuno schermo domestico può restituire.
Frequentare questi luoghi significa uscire dall’isolamento e tornare a essere comunità. Significa scegliere un’esperienza autentica, fatta di presenza, ascolto e partecipazione.
Il teatro e il cinema non sono solo intrattenimento: sono strumenti di crescita culturale e civile”.cineteatro

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