Salute e Benessere
Alimentazione e scuola: una sfida
I consigli della Dott.ssa, PHD Viviana De Martino, biologa nutrizionista
I consigli della Dott.ssa, PHD Viviana De Martino, biologa nutrizionista
Ogni mattina la stessa scena: sveglia che suona, colazione di corsa, scarpe da allacciare e la campanella che incombe.
In mezzo a questa frenesia, il cibo dei bambini diventa un dettaglio di cui occuparsi al volo. È così in tante famiglie: la buona notizia è che non servono rivoluzioni, ma piccoli gesti costanti.
Dietro a queste abitudini comuni si nascondono piccoli ostacoli quotidiani che, se trascurati, possono influenzare energia, concentrazione e serenità in famiglia.
Colazioni frettolose o inesistenti: molti bambini vanno a scuola a stomaco vuoto o con un biscotto mangiato al volo.
Il risultato? Calo di attenzione, stanchezza precoce e nervosismo.
Una colazione semplice ma completa – latte o yogurt, un frutto, una fetta di pane – è già un grande passo avanti.
Merende troppo dolci: snack confezionati e succhi di frutta sembrano pratici, ma creano picchi glicemici che lasciano i bambini più affamati e meno concentrati.
Una merenda equilibrata può essere altrettanto veloce: frutta fresca, frutta secca, pane con olio o una piccola fetta di torta fatta in casa.
Mensa e lunch box, tra capricci e selettività: c’è chi non ama la mensa e chi, con la schiscetta da casa, mangia sempre le stesse cose.
La “selettività alimentare” (niente verdure, no al pesce) è un ostacolo frequente.
Qui serve pazienza: proporre varietà con gradualità e senza trasformare il pasto in un campo di battaglia.
I pomeriggi pieni di impegni: tra sport, compiti e attività, gli spuntini del pomeriggio diventano spesso troppo pesanti o, al contrario, insufficienti.
Programmare la merenda in base agli orari aiuta a evitare cali di energia o abbuffate serali.
Quando il cibo diventa premio o punizione:
“Se mangi la verdura ti do il gelato.”
“Se non fai i compiti, niente merenda.”
In questo modo il cibo smette di essere nutrimento e diventa ricatto, creando un rapporto sbilanciato che può durare negli anni.
Non esiste la perfezione in cucina, soprattutto con i bambini. Quello che conta è la costanza: una colazione fatta ogni giorno, una merenda equilibrata, una cena in famiglia quando possibile.
Piccoli gesti, ripetuti nel tempo, costruiscono la loro salute molto più di qualsiasi “regola rigida”.
E ricorda: educarli a mangiare bene oggi significa regalare loro strumenti che porteranno per sempre.
Dott.ssa, PhD Viviana De Martino
Biologa nutrizionista
Salute e Benessere
Boom di frutta realistica. Sorprende gli occhi, prima ancora del palato
Ci sono estati in cui basta una fetta d’anguria per sentirsi in vacanza. E poi ce ne sono altre in cui anche la frutta decide di cambiare prospettiva. Negli ultimi anni, infatti, sempre più locali stanno trasformando la frutta in un vero elemento di esperienza, non solo per il gusto, ma anche per ciò che riesce a raccontare con la sua estetica. È quella che molti chiamano “frutta realistica”: composizioni curate nei minimi dettagli, tagli scenografici, accostamenti cromatici e presentazioni che sembrano uscite da una fotografia più che da un banco frigo. Una tendenza sempre più diffusa nel mondo della mixology e dell’ospitalità.
di Desireé Pietropinto
Anche a Ladispoli questa filosofia ha trovato spazio. Al Tribeca, infatti, la frutta viene proposta con un’attenzione particolare alla sua forma naturale, ai colori e alla stagionalità, diventando parte di un modo diverso di vivere un aperitivo o una pausa estiva. Non è una semplice decorazione, ma un invito a rallentare e a riscoprire il valore della materia prima. In fondo, negli ultimi anni abbiamo imparato a fotografare tutto ciò che mangiamo. Ma forse il punto non è ottenere un’immagine perfetta da condividere sui social.
Il vero valore sta nel fatto che una pesca continui a sembrare una pesca, un fico mantenga le sue imperfezioni e una fetta di melone conservi il profumo dell’estate. La bellezza, quando è autentica, non ha bisogno di essere costruita.
È una piccola rivoluzione culturale. Per molto tempo siamo stati abituati a scegliere la frutta solo per l’aspetto impeccabile. Oggi, invece, cresce l’attenzione verso la stagionalità, la freschezza e il rispetto del prodotto. Perché un frutto racconta il territorio, il clima e il momento dell’anno molto più di qualsiasi ingrediente artificiale.
Forse è proprio questo il fascino della frutta “realistica”: ricordarci che la natura è già perfetta così com’è. Non serve modificarla per renderla interessante. Basta osservarla con occhi diversi.
Perché, in fondo, l’estate non ha bisogno di effetti speciali. Le basta il profumo di un frutto appena tagliato, il rumore del ghiaccio in un bicchiere e il tempo di una chiacchierata che si allunga fino al tramonto.


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