Cronaca
CASO VANNINI | La Cassazione: “Se Ciontoli e famiglia avessero agito in tempo Marco sarebbe ancora vivo”
“La morte di Marco Vannini sopraggiunse” dopo il colpo di pistola “ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli” che “rimase inerte ostacolando i soccorsi”
Caso Vannini, si aggrava in vista dell’appello bis la posizione dei familiari coimputati di Antonio Ciontoli che “presero parte all’omicidio di Marco Vannini”: dovra’ essere esaminato anche a loro carico l’elemento del “dolo” per la consapevolezza che ritardando i soccorsi il giovane, che sapevano colpito da uno sparo tanto che avevano cercato “il foro d’uscita”, sarebbe morto. A scriverlo è la Cassazione.
“Antonio Ciontoli – scrivono i giudici -, consapevole di avere esploso un colpo di pistola, di aver colpito con un proiettile che era rimasto all’interno del corpo della vittima, e rappresentandosi la probabilità della morte, fece di tutto per occultare le proprie responsabilità, prima rifiutandosi di chiamare i soccorsi e poi, a fronte della chiamata fatta dal figlio, rassicurando i soccorritori sul fatto che non serviva un loro intervento”.
“La morte di Marco Vannini sopraggiunse” dopo il colpo di pistola “ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli” che “rimase inerte ostacolando i soccorsi”, e fu “la conseguenza sia delle lesioni causate dallo sparo che della mancanza di soccorsi che, certamente, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l’effetto infausto”. Insomma, se Ciontoli e i suoi familiari avessero agito in tempo, Marco oggi sarebbe ancora vivo.
Cerveteri
L’Associazione Consumatori: treni e caro gasolio. L’intervento di Biagio Camicia
di Raffaella Perla Esposito
La mobilità continua a rappresentare uno dei temi più sentiti dai cittadini del litorale nord del Lazio, a causa delle ricadute economiche e sociali che interessano l’intera comunità.
Nei prossimi mesi verranno mantenuti ancora gli orari della viabilità ferroviaria estiva, gravando sulla routine dei viaggiatori.
La stazione di Ladispoli-Cerveteri si conferma uno dei principali nodi ferroviari del territorio. Per molti residenti il treno rimane il mezzo preferito per raggiungere Roma a scopi lavorativi o di studio, grazie alla rapidità del collegamento, ma gli orari estivi e i costi degli spostamenti incidono direttamente sulla vita quotidiana dei pendolari.
Parallelamente, il tema della mobilità si intreccia con quello dell’aumento del costo dei carburanti. Nelle ultime settimane il rincaro di benzina e gasolio è tornato al centro del dibattito locale, interessando non soltanto automobilisti, ma anche il comparto produttivo del territorio. La questione è stata sollevata dagli agricoltori del litorale nord tra Civitavecchia e Cerveteri con proteste e manifestazioni in cui hanno messo in luce l’impatto dei maggiori costi energetici sulle attività economiche.
Biagio Camicia, presidente dell’associazione Consumatori Italiani Più Forti Ladispoli-Cerveteri, si è espresso contro il caro-gasolio: «Per un’azienda la nafta non è soltanto quella necessaria a portare la merce al mercato. Serve a far lavorare i mezzi nei campi e incide sul costo delle operazioni affidate a imprese esterne. Bisogna dire basta alla speculazione da parte delle compagnie petrolifere. Questi rincari sono ingiustificati stanno danneggiato tutti i lavoratori, non solo gli agricoltori».
Per una parte dei pendolari, l’automobile è una valida alternativa, soprattutto per raggiungere aree non servite direttamente dai collegamenti ferroviari. In questo contesto, l’aumento dei prezzi dei carburanti contribuisce a mantenere alta l’attenzione sul tema della mobilità e sulla necessità di garantire soluzioni efficienti e sostenibili.
Tra treni con orari non ancora adeguati alle esigenze dell’utenza e il peso crescente del caro-carburante, il diritto alla mobilità continua a rappresentare una sfida che richiede interventi mirati per garantire collegamenti efficienti e sostenibili.


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