Connect with us

Turismo

Il triennio dei numeri

Ladispoli: l’ufficio Turismo traccia il bilancio ufficiale

Pubblicato

on

Marco Porro, Assessore al Turismo del Comune di Ladispoli

Ladispoli: l’ufficio Turismo traccia il bilancio ufficiale

Negli ultimi anni il turismo è entrato stabilmente nel dibattito pubblico e politico della città di Ladispoli. Questo dato rappresenta in realtà un profondo cambio di mentalità: per la prima volta nella storia della città il turismo è al centro del presente e del futuro di Ladispoli: dai bar ai commercianti, fino alle istituzioni, si riflette su come sia diventato uno strumento concreto, misurabile e, quindi, dall’impatto valutabile.

Da sempre considerata una cittadina balneare per soggiorni giornalieri, Ladispoli è stata percepita in passato come priva di una strategia orientata alla permanenza e alla gestione dell’offerta ricettiva.

Un simile approccio, seppur legato a un contesto storico diverso, non ha consentito una reale e dettagliata pianificazione turistica. Per superare tale impostazione, l’attuale Amministrazione ha deciso di procedere per gradi: prima il focus è stato rivolto al risanamento delle casse comunali e all’assestamento della macchina amministrativa, poi in seconda battuta si è scelto di guardare al turismo come un sistema che necessita di visione, regole e investimenti sugli spazi, oltre alla capacità di lettura dei dati. Un’aggiunta, quest’ultima, determinante per pesare la bontà dell’azione promossa.

I numeri ufficiali (con accesso agli atti degli uffici preposti) del triennio 2023–2025 confermano che questo approccio ha generato effetti quantificabili.

Nel 2023 Ladispoli ha registrato 74.495 pernottamenti paganti e 6.391 esenti dal pagamento (bambini, anziani, disabili, ecc.), con 102 strutture ricettive e un incasso dell’imposta di soggiorno pari a 115.148,16 euro.

Il 2024 ha rappresentato un anno di transizione e riequilibrio. I pernottamenti paganti sono aumentati a 77.305 (+3,8% sul 2023) e quelli esenti a 7.134; l’incasso complessivo è cresciuto a 135.797,07 euro (+17,9%) e le strutture registrate sono aumentate in maniera significativa, toccando le 167 unità. L’incremento dell’incasso è legato all’ampliamento del numero di strutture dichiaranti e a una migliorata efficacia del sistema di rilevazione, più che agli adeguamenti delle tariffe.

Il 2025 ha segnato un cambio di passo, con i pernottamenti paganti che hanno raggiunto quota 87.136 e quelli esenti 7.666. Le strutture ricettive sono salite a 176, con un incasso in crescita pari a 169.433,33 euro, che equivale a un rialzo del 24,8% rispetto al 2024 e del 47,1% in confronto al 2023. Numeri che confermano una crescita del sistema turistico, basato sulla stabilizzazione dell’offerta e sulla regolarizzazione delle strutture.

Su questo risultato incidono anche fattori esterni, come l’effetto Giubileo e la piena applicazione del Codice Identificativo Regionale (CIR). Tali elementi, tuttavia, non avrebbero prodotto risultati significativi senza una capacità politica in grado di diffondere tra i cittadini un’adeguata concezione del turismo, legata alla consapevolezza che il settore rappresenta per Ladispoli una reale opportunità identitaria, economica e commerciale.

La visione turistica dell’Amministrazione si è articolata lungo tre assi principali: proposta, gestione e spazi.

La proposta: una programmazione di intrattenimento pop/culturale continuativa, concepita come strumento di posizionamento territoriale, al fine di concorrere allo sviluppo di una città che abbia una propria identità turistica.

La gestione: l’eliminazione delle zone grigie nella gestione delle strutture, l’utilizzo dell’imposta di soggiorno e dei registri dei pernottamenti come strumenti di gestione. A questi numeri, inoltre, dovrebbero essere affiancati anche quelli del turismo di prossimità, ovvero il flusso di turisti che non pernotta in città.

Gli spazi: la regolamentazione dell’area ricettiva turistica a cielo aperto più grande del Lazio, sequestrata per sette anni per la malagestione della precedente amministrazione, emersa oggi come fiore all’occhiello della ricezione cittadina; la realizzazione di una pista ciclabile diffusa; la nuova passeggiata sul lungomare che ha restituito alla cittadinanza uno spazio fino ad allora rimasto incolto; l’acquisizione e la riapertura dell’Oasi Naturale del Bosco di Palo; la riqualificazione del piccolo porto dei pescatori; la prossima riqualificazione dell’intero lungomare, il restauro di Torre Flavia, il simbolo della città, e il progetto più significativo, frutto dell’impegno del governo Grando, l’intervento complessivo di protezione della costa.

L’integrazione tra politiche turistiche, urbanistiche e culturali definisce un modello di turismo consapevole.

La conseguenza di quanto elencato finora determina che Ladispoli, oggi, non solo registra numeri in crescita, ma dispone finalmente di una visione, di strumenti e di un dibattito pubblico sul turismo. Ed è questo cambio di passo, prima ancora dei dati, il cambiamento più significativo e promettente per il nostro futuro.

Assessore al Turismo del Comune di Ladispoli. Prof. ITS Academy. Designer creativo. Chef Gluten Free. Esperto in promozione territoriale, eventi & food

Continua a leggere
clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Turismo

Ladispoli, l’entusiasmo di una città in ascesa. Le parole dell’assessore al Turismo Marco Porro

Pubblicato

on

di Marco Porro, assessore al Turismo del Comune di Ladispoli

Come abbiamo già detto, anche con un pizzico di nostalgia, si è chiusa l’ultima stagione estiva per questa squadra di governo. Piazza Rossellini spegne le luci, l’impianto e cala il sipario. Il progetto turistico di questa città è nato da una visione precisa: volevamo che Ladispoli tornasse a splendere, restituendo alla città quella dignità e quel rispetto che pensavamo meritasse. Oggi, dopo questi anni, ne siamo più convinti che mai.

È stato un progetto costruito grazie al lavoro di centinaia di persone: uffici, tecnici, volontari, forze dell’ordine, operatori. Un lavoro enorme, spesso silenzioso, che ha permesso di costruire qualcosa che andava ben oltre il semplice calendario degli eventi.

Ma perché investire così tanto nei concerti? Perché quello, perché quell’altro?

Perché il nostro obiettivo, mio e del Sindaco, è sempre stato molto chiaro: rendere Ladispoli una città viva, attrattiva e soprattutto vissuta. I concerti sono soltanto la parte più visibile di un progetto molto più ampio. Le scelte possono essere criticate, le visioni possono essere diverse e ogni opinione è legittima. Ma governare significa assumersi responsabilità, lavorare con serietà e avere una visione. Investire nell’intrattenimento gratuito in piazza significa anche fare un investimento sociale e culturale. Significa restituire alle persone la possibilità di vivere la propria città, incontrarsi, stare insieme, emozionarsi. Perché il valore di una piazza non si misura soltanto dal nome scritto sul palco, ma dalle persone che riesce a riunire e dal senso di comunità che riesce a creare. In questi anni Piazza Rossellini è diventata una delle piazze più attrattive del litorale. Sul palco sono passati artisti e personaggi straordinari: dal Maestro Giancarlo Giannini a Russell Crowe, da Clementino a Elettra Lamborghini, fino a tantissimi altri artisti, tributi, band locali e spettacoli capaci di parlare a generazioni diverse. Ed è stata proprio questa trasversalità uno degli elementi più importanti del progetto: eventi per i ragazzi, per gli adulti e per gli anziani. Come quest’anno, quando abbiamo ospitato Edoardo Vianello e tantissimi signori di Ladispoli sono rimasti in piazza, incantati davanti al loro beniamino.

Per questo credo sia sbagliato ridurre tutto a un numero, a un costo o alla singola scelta di un artista. Il valore di un progetto del genere si misura anche nella capacità di creare legami e appartenenza.

Ladispoli ha costruito una parte della propria comunità proprio attraverso le serate di Piazza Rossellini. Come ha detto Montesano sul palco: “Ma quanto vale un sorriso? Quanto vale una serata spensierata con tutta la nostra gente? Quanto vale un’emozione?”.

In quelle parole c’è molto del senso di quello che abbiamo cercato di fare. Spesso gli eventi vengono misurati contando quante persone arrivano in città. Io ho una visione diversa: li misuro anche sulla base di quante persone scelgono di rimanere, di vivere la propria città, di considerare Ladispoli una scelta e non un’alternativa. E penso soprattutto ai ragazzi.

Il giorno del concerto di Anna Pepe, un progetto molto contestato da una parte della città, arrivai in piazza molto presto, la mattina, e trovai decine di ragazzi già sotto il palco. Faceva un caldo bestiale. Non venivano da chissà dove. Erano i nostri ragazzi, i nostri figli, i nostri nipoti. Piccoli Ladispolani. Mi sono seduto su una panchina e li ho guardati per un po’. Erano lì con asciugamani, radio e pallone. Ridevano, scherzavano, cantavano. Tutti insieme, proprio sotto casa loro. E i genitori erano tranquilli: tra una commissione e l’altra passavano in piazza a controllare. In quel momento ho capito davvero la forza di un progetto del genere. È stato uno dei momenti più emozionanti di tutto quello che abbiamo fatto.

Perché se vogliamo una città più pulita, più rispettosa, con più senso civico e con persone più innamorate del proprio territorio, dobbiamo partire dai ragazzi. Dobbiamo essere capaci di parlare la loro lingua, di capire cosa li interessa e, soprattutto, di creare per loro occasioni in cui sentirsi parte della comunità. La mia generazione, e quelle prima di noi, probabilmente hanno fallito proprio su questo. Io vengo da una generazione in cui la distanza tra ragazzi e istituzioni era enorme. Una generazione cresciuta nella Ladispoli dormitorio, quella del “non c’è niente da fare”.

Oggi possiamo provare a cambiare questa percezione. Perché una città non diventa attrattiva soltanto quando porta grandi artisti sul proprio palco. Diventa attrattiva quando riesce a costruire un rapporto con chi la vive ogni giorno. Quando un ragazzo sente che quella piazza è anche sua. Quando riconosce il proprio territorio, lo vive, lo ama e comincia a immaginare lì il proprio futuro.

Questo, per me, è il vero significato di quella che abbiamo chiamato “rivoluzione pop culturale”: non soltanto spettacolo, ma radicamento. Non soltanto turismo, ma identità. Non soltanto presenze, ma appartenenza. Per questa grande opportunità, che per me è stata una vera scuola di vita, sono profondamente riconoscente al Sindaco e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto così grande.

Ma soprattutto sono riconoscente alle migliaia di persone che in questi anni hanno affollato Piazza Rossellini. Persone diverse, generazioni diverse, che per una sera hanno scelto di stare insieme, senza distinzioni. Perché alla fine una città non la cambia un palco. La cambiano le persone che scelgono di viverla. E se oggi tanti ragazzi possono guardare Ladispoli non più come il posto dal quale andare via, ma come un posto nel quale vale la pena restare, allora quella rivoluzione pop culturale non è soltanto iniziata. È già diventata parte della nostra città.

Continua a leggere

SEGUICI SU FACEBOOK

Le più lette del mese