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Al via il Warm-Up
Ladispoli: l’organizzazione per la Sagra va alla grande
Ladispoli: l’organizzazione per la Sagra va alla grande
Ci sono momenti dell’anno in cui senti il peso e l’orgoglio della responsabilità più che in altri. Per me, come Assessore al Turismo di Ladispoli, la fase organizzativa della Sagra del Carciofo è uno di questi. Io e il Sindaco Grando siamo praticamente nati e cresciuti a Ladispoli: per noi la Sagra è senza dubbio il momento più evocativo dell’anno.
Siamo nel cuore operativo della 73ª edizione e, mentre la città si prepara alla festa, io vivo l’emozione di vedere una comunità intera mettersi in moto. La Sagra, nei suoi tre giorni, è musica, identità, piazze piene e sculture di carciofi che diventano opere d’arte. Ma dietro tutto questo c’è un lavoro lungo mesi, fatto di riunioni, atti amministrativi, sopralluoghi e verifiche tecniche.
Il riconoscimento di “Sagra di Qualità” conferito dall’UNPLI in Senato non è solo un titolo: è una responsabilità che ci impone di alzare ogni anno l’asticella della sicurezza, dell’organizzazione e dell’accoglienza.
Il ruolo della Pro Loco e la macchina amministrativa
Il primo pilastro di tutto questo è la Pro Loco di Ladispoli: senza la sua passione e la sua capacità di coordinare persone e idee negli anni, la Sagra non sarebbe ciò che è oggi. Il Comune costruisce il quadro amministrativo (la convenzione, gli indirizzi, l’avviso pubblico), ma è nel lavoro quotidiano tra uffici e volontari che l’evento prende forma.
L’ufficio commercio e il progetto dedicato alla Sagra raccolgono centinaia di domande, verificano autorizzazioni, requisiti e titoli abilitativi, assegnando circa 270 stalli che, sommati agli agricoltori, artigiani e Pro Loco provenienti da tutta Italia, portano il totale degli espositori vicino alle 400 presenze.
Ogni spazio assegnato è una responsabilità, ogni planimetria è un equilibrio da rispettare. La gestione degli spazi significa controllare allacci, coordinare carico e scarico merci, raccolta rifiuti e pulizia straordinaria. Significa immaginare il centro cittadino trasformato e far sì che quella trasformazione sia ordinata, funzionale e sicura.
Sicurezza e coordinamento: la Conferenza dei Servizi

Il momento che più rappresenta questa dimensione collettiva è la conferenza dei servizi. Attorno a un tavolo siedono Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, uffici tecnici, Protezione Civile e responsabili della sicurezza.
Il Sindaco Grando presenta il progetto, analizza le criticità emerse nelle edizioni precedenti e si confronta con tutti gli attori coinvolti. In quella sede si discutono e si approvano:
- Il piano di safety e security;
- Il piano sanitario e antincendio;
- Il piano traffico e le vie di fuga;
- La gestione dei flussi.
Ogni osservazione diventa prescrizione operativa. Ogni dettaglio viene valutato prima che la festa abbia inizio.
Una città che si riorganizza
Parallelamente, la città si riorganizza: delimitazioni, vie di fuga, montaggio delle strutture in legno per gli espositori, collaudo del palco di piazza Rossellini e pianificazione dell’ospitalità per gli ospiti dei paesi gemellati.
Amministrazione, uffici, steward, addetti alla sicurezza privata, volontari, tecnici audio e luci, operatori ecologici: ognuno ha un compito preciso. La Sagra è economicamente autosostenuta grazie agli introiti degli stalli, e questo impone rigore nella gestione economica e nella selezione degli espositori.
Oggi la notorietà dell’evento è amplificata dall’effetto “social”. Influencer da tutto il mondo raggiungono Ladispoli per raccontare la Sagra del Carciofo, uno storytelling sincero che fa presa soprattutto sulle nuove generazioni.
Organizzare la Sagra non è soltanto preparare un evento: è trasformare un appuntamento popolare in una scuola di collaborazione istituzionale e civica. Vedere una squadra così ampia gestire eventi di grande portata senza perdere la propria identità è, per me, l’emozione più grande.
Marco Porro Assessore al Turismo di Ladispoli
Arte e Cultura
“Ais”, la sedicenne di Ladispoli pronta a prendersi la scena nella musica pop
Ha solo 16 anni, ma le idee sono già ben definite. Si fa chiamare AIS, vive a Ladispoli e frequenta l’Istituto “Atlante”.
AIS è una rapper emergente, ma ridurla a un’etichetta sarebbe limitante, perché nella sua musica c’è la sua identità. Ogni testo è un pezzo di sé, un modo per trasformare emozioni, pensieri e vissuti in parole che arrivano dritte dove devono arrivare. Scrivere, per lei, non significa soltanto creare canzoni, ma dare forma a ciò che spesso resta dentro: insicurezze, sogni, rabbia e crescita. “Ci metto l’anima” non è una frase fatta, ma un processo reale che significa esporsi, raccontarsi senza filtri e scegliere di essere autentica anche quando sarebbe più facile fingere per raggiungere un obiettivo.

Accanto alla musica, AIS coltiva anche altre passioni creative: si occupa di grafica e design, curando l’estetica e l’immagine con uno stile personale e riconoscibile, ed è inoltre una content creator attiva, capace di muoversi con naturalezza tra piattaforme diverse e di lavorare occasionalmente in eventi legati al mondo della moda, del beauty e dell’immagine. Insomma, è una di quelle persone che non stanno mai ferme, ma sperimenta, crea e costruisce. Sui social è già facile trovarla, in costante crescita, e il 29 aprile è stata ospite di Radio Kaos Italy per un’intervista reperibile online su YouTube.
Per quanto riguarda la musica, al momento è disponibile ancora poco materiale; tuttavia, AIS partecipa molto spesso a eventi live, portando la sua voce sui palchi dei locali di Roma, con un’eccezione per la data di sabato 2 maggio, quando sarà in trasferta al Barrio’s di Milano. Si tratta di una scelta voluta: AIS sta lavorando dietro le quinte a progetti importanti che vedranno la luce nel corso dell’anno attraverso un percorso fatto di studio, scrittura e visione. E se l’inizio è questo, le premesse sono chiare: AIS non ha fretta di bruciare le tappe, ma punta a lasciare il segno.

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