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IL FUTURO E’ ADESSO

EDITORIALE | L’ALTRA VISIONE DEL NOSTRO TERRITORIO

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EDITORIALE | L’ALTRA VISIONE DEL NOSTRO TERRITORIO

Cammino per strada e le persone che incontro – amici, conoscenti, cittadini – mi pongono sempre la stessa domanda: chi sarà il prossimo sindaco di Ladispoli?

Succede al bar, davanti a un caffè, come in palestra, durante un allenamento. L’interrogativo è ormai ricorrente: chi raccoglierà l’eredità di Alessandro Grando?

Abbiamo già affrontato questo tema in un precedente editoriale pubblicato su queste pagine, ma riteniamo utile tornarci, perché la discussione sta assumendo, a nostro avviso, una piega potenzialmente fuorviante. Il rischio è che l’ossessione per il “dopo” finisca per distrarci da ciò che oggi conta davvero: proseguire il percorso avviato dall’attuale amministrazione, che ha come obiettivo il miglioramento della città e della qualità della vita di chi a Ladispoli vive ogni giorno.

La curiosità è legittima, tanto per gli addetti ai lavori quanto per i cittadini. Sapere chi guiderà la città non è un dettaglio: da quella figura, dalla sua visione politica e culturale, dipenderà una parte importante del futuro di Ladispoli.

Tuttavia è bene ricordare un fatto talvolta evidentemente dimenticato nel dibattito pubblico: Alessandro Grando è pienamente operativo, in salute, alla guida della città. E il 2026 si preannuncia come un anno ricco di novità concrete.

Basti pensare all’imminente apertura del nuovo teatro-cinema, ai lavori di riqualificazione del parco del Sacro Cuore, al proseguimento dell’asfaltatura delle strade cittadine, fino a completare le vie che necessitano di interventi. Senza dimenticare il rifacimento dei marciapiedi, a partire dal centro e con particolare attenzione alle traverse di viale Italia.

E ancora: la Casa della Salute, l’ospedale di comunità, la nuova pista di atletica leggera, il secondo palazzetto dello sport. Progetti ai quali si affianca l’intervento, non più rinviabile, per contrastare l’erosione delle spiagge, fondamentale per una città che vive anche di turismo estivo.

Alla luce di tutto questo, ha davvero senso arrovellarsi oggi su una risposta che solo il tempo potrà fornire?

Che poi, prima di sapere chi siederà sulla poltrona più alta di Palazzo Falcone, occorrerà capire quali saranno le liste, i candidati, le coalizioni. Nulla è scontato. E soprattutto, il contesto del 2027 sarà molto diverso da quello che accompagnò la ricandidatura di Grando per il secondo mandato.

All’epoca lo scrivemmo chiaramente: la vittoria appariva ampiamente prevedibile. L’entusiasmo, l’unità e la forza organizzativa delle liste civiche e politiche che lo sostenevano rendevano difficile qualsiasi alternativa credibile.

Nel prossimo appuntamento elettorale non sarà così. Non è affatto certo che tutte le forze che hanno sostenuto l’attuale amministrazione lo faranno di nuovo. Tutto è in divenire.

Noi crediamo che quando sarà il momento, il candidato sindaco dell’area di continuità con l’esperienza di Grando dovrebbe emergere – auspicabilmente EDITORIALE – in modo naturale. Anche perché, all’interno dell’amministrazione e della maggioranza, non mancano figure spendibili, capaci di assumersi il peso e la responsabilità di una candidatura.

Mentre il centrodestra guarda avanti con l’ambizione di governare la città per altri dieci anni, a sinistra – con comunisti vecchi e nuovi ancora alle prese con le ferite dell’ultima sconfitta elettorale – prende forma la speranza di un riscatto.

La strategia sembra sempre la stessa: tutti contro Grando e contro chi verrà dopo di lui. Più che un progetto per Ladispoli, emerge una linea fondata sulla critica sistematica e sull’attacco a chi ha governato nelle ultime due consiliature. Una visione alternativa, però, continua a non vedersi.

La vox populi parla anche di un ipotetico centro, di un terzo polo composto da delusi di destra e di sinistra. Ma questa, forse, è davvero un’altra storia.
Di sicuro, è un altro articolo.

Giornalista, editore, fondatore e direttore di Litorale Oggi, Ladispoli News, ItaliaChiamaItalia.it e Azzurro Caribe. Da anni lavora tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, con un passaggio nel governo italiano (Farnesina). Cura la comunicazione di parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni

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EDITORIALE | Un 2026 dal forte sapore politico

L’altra visione del nostro territorio

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L’altra visione del nostro territorio

Un rinnovato augurio di Buon Anno Nuovo a tutti voi, cari lettori. Archiviato per sempre il 2025, questo 2026 si apre come un anno decisivo: è l’ultimo tratto prima del voto del 2027. Sarà, inevitabilmente, un anno politico nel senso pieno del termine: di scelte, di bilanci e di posizionamenti. Un anno in cui si misureranno i risultati e si capirà chi ha davvero lavorato e chi ha solo parlato. Noi non vediamo l’ora di viverlo con curiosità e passione, insieme a voi.

Per quanto riguarda il cielo della politica, sul piano nazionale il quadro è chiaro: il centrodestra resta nettamente avanti rispetto a un’opposizione frammentata, sconclusionata e senza una linea credibile. Fratelli d’Italia continua a trainare la coalizione e Giorgia Meloni consolida il consenso come guida del governo. La stabilità, in una fase storica complessa, è un valore che gli italiani riconoscono. Dall’altra parte, invece, tra Conte e Schlein, la situazione appare confusa, incomprensibile.

Nella vicenda Venezuela, per giorni tra le breaking news a livello mondiale, la liberazione dei detenuti politici italiani si deve sicuramente alla diplomazia di Tajani e Meloni. Certo è, in ogni caso, che senza l’intervento degli Usa e il conseguente arresto del dittatore Maduro i nostri connazionali sarebbero ancora dietro le sbarre a causa delle loro opinioni, delle loro idee. E sinceramente fa un po’ ridere chi ha condannato l’intervento degli Stati Uniti in terra venezuelana e poi gioito per Alberto Trentini libero. Ma questa è la sinistra, da sempre piena di contraddizioni persino nel proprio Dna.

Torniamo in Patria…

A Ladispoli l’Amministrazione Grando entra nel 2026 con un’agenda fitta e concreta. Il primo cittadino l’ha messo nero su bianco nel numero di dicembre di Litorale Oggi: sarà l’anno dei cantieri che si chiudono – e, in altri casi, che si aprono -, delle opere che arrivano a compimento, dei progetti che passano dalla carta alla realtà. Non promesse, ma risultati. È questo che conta, è questo che i cittadini giudicheranno.

A proposito: prosegue senza sosta l’asfaltatura delle nostre strade, dalle zone di campagna fino al centro città, insieme al rifacimento dei marciapiedi, a cominciare da quelli delle traverse di Viale Italia. Certo, il lavoro per essere portato a termine ha bisogno di tempo: ne parliamo nelle pagine interne con un pezzo dedicato che contiene anche le dichiarazioni che l’Assessore alle opere pubbliche Marco Pierini ci ha voluto rilasciare in esclusiva.

Troverete anche l’intervento di Marco Cecchini, delegato del Comune alla comunità sorda, e il focus sulla formazione giovanile che vede protagonisti i giovani del nostro territorio: un progetto che sta avendo grande successo, fortemente voluto dal Consigliere delegato alle nuove generazioni Riccardo Rosolino e dal delegato alla formazione Biagio Camicia.

Nel frattempo, grazie ai fondi stanziati dal Comune, sono state appena dipinte di nuovo le aule e la palestra del complesso scolastico Ladispoli 1, quello in via Castellammare di Stabia: un’operazione seguita minuziosamente da Franca Asciutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e delegata alla manutenzione.

Questo primo numero dell’anno racconta una Ladispoli che cresce e fa di tutto per migliorare; una comunità attiva, che si muove, che investe. Dalle interviste che raccontano i protagonisti della città, alle politiche per il turismo, che dopo un 2025 positivo guardano già a Carnevale e Sagra del Carciofo. Fino ad arrivare, come accennato, alla formazione dei nostri ragazzi, un modo per costruire oggi ciò che sarà la Ladispoli di domani. Senza dimenticare cultura, sport, salute, bellezza, enogastronomia: perché una città vive se è viva in tutti i suoi aspetti.

Siamo un megafono sincero, dalla parte dello sviluppo e delle imprese – e soprattutto – dalla parte di chi non ha voce, per chi resta ai margini, per i più deboli e i dimenticati. Dare voce anche a loro non è un gesto di cortesia: per noi è un dovere civile. Dunque, se avete bisogno di un megafono per farvi sentire, per promuovere la vostra attività o denunciare situazioni che secondo voi non funzionano come dovrebbero, fatevi pure avanti.

Raccontare ciò che funziona ma anche ciò che non va, senza filtro ma anche senza piegarsi alle narrazioni costruite ad arte e alle polemiche sterili. Perché la politica serve se migliora la vita delle persone. E l’informazione serve se aiuta a capirlo. Non vogliamo fermarci al copia e incolla, ma analizzare, approfondire, creare dibattito e confronto. Creare opinione.

Questo è l’impegno con cui entriamo nel 2026. Senza retorica. Con serietà, chiarezza, trasparenza, determinazione. Con la volontà di continuare a essere uno strumento utile per chi ci legge e per gli sponsor che ci scelgono.

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