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Politica

Un Centro Anziani incredibile!

Ladispoli, il Centro Anziani di Via Trapani: una seconda famiglia aperta a tutti

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Ladispoli, il Centro Anziani di Via Trapani: una seconda famiglia aperta a tutti

Il Centro Anziani di Via Trapani 20, a Ladispoli, gestito dall’APS “Centro Sociale Terza Età”, si configura come un luogo di accoglienza e un punto di riferimento essenziale per la comunità. Sotto la guida della presidente Liviana Montaldi, il Centro è riuscito a trasformarsi in una vera e propria seconda famiglia per tante persone, dove il concetto di esclusione è totalmente bandito. Tutti, tra soci e nuovi arrivati, vengono accolti indistintamente.

Il lavoro del Centro è fortemente sostenuto dall’Amministrazione comunale, in particolare dalla consigliera Manuela Risso, sempre in prima linea per l’inclusione sociale.

Il sostegno dell’Amministrazione comunale

«Ringrazio l’Assessore alle Politiche Sociali, Gabriele Fargnoli, per la fiducia riposta nel rappresentare l’amministrazione per quanto riguarda questo centro. Sono molto affezionata a tutti coloro che sono passati da qui e sono grata alle persone, come Liviana, che ogni giorno si battono affinché nessuno resti escluso».

Progetti di solidarietà e inclusione

Il dinamismo del Centro Anziani si manifesta attraverso progetti di solidarietà concreti. Grazie all’iniziativa della signora Anita, legata a un corso di uncinetto, è partito il progetto “La mantellina della nonna”, che prevede la realizzazione di manufatti realizzati dalle signore del centro e destinati alla RSA San Luigi Gonzaga di Ladispoli.

Le iniziative natalizie

Il periodo natalizio è scandito da iniziative che favoriscono la condivisione e l’aggregazione. Tra le proposte più attese c’è la gita per ammirare le luminarie di Gaeta, un’occasione per trascorrere tempo insieme, con la possibilità di un pranzo di pesce in compagnia a costi contenuti.

La notte di San Silvestro, invece, il Centro si trasforma in una grande sala festosa, offrendo musica, cibo e compagnia a chi desidera affrontare il Capodanno in un ambiente sereno e familiare.

Attività settimanali e nuovi corsi

Subito dopo le feste riprenderanno con regolarità tutte le numerose attività proposte settimanalmente:

  • corsi di ballo
  • ginnastica
  • uncinetto
  • teatro
  • un innovativo corso di informatica, promosso dal Comune grazie a nuovi computer donati dall’Amministrazione

Il programma include anche attività creative e manuali, il gioco delle carte, il burraco e serate a tema con karaoke, musica e cene organizzate, dando vita a un calendario ricco di stimoli e adatto a tutti i gusti.

Un invito aperto a tutta la città

Il Centro Anziani di Via Trapani, che conta già un nutrito gruppo di frequentatori, è sempre aperto ad accogliere nuovi amici. La consigliera Manuela Risso invita chiunque viva un periodo di solitudine o difficoltà a varcare la soglia del Centro:

«Se ti senti solo o sola, fai un primo, grande passo: vieni qui al centro. Non giudichiamo nessuno. Non escludiamo nessuno. Qui c’è spazio per tutti, anche per te».

Una comunità che non lascia indietro nessuno

Questo luogo è fondato su un principio di accoglienza incondizionata: la tessera associativa ha un costo annuale simbolico di 10 euro, ma nessuno viene mai allontanato. Qui ogni giorno si costruiscono relazioni, si sciolgono paure e le persone ritrovano un ruolo e una voce.

In un mondo frenetico, Ladispoli sceglie di camminare sia al passo dei giovani, con iniziative ed eventi dedicati, sia al passo dei suoi anziani, con rispetto, affetto e attenzione.

A chi ancora non ha trovato il coraggio di entrare, il messaggio è semplice: la porta del Centro Anziani di Via Trapani è aperta, e dietro quella porta c’è una famiglia allargata che vi aspetta.

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Arte e Cultura

Frappa: cultura, fede e territorio

Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del

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Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del

La cultura a Ladispoli vive un momento di fermento straordinario: abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa sulle ultime esperienze che hanno portato il nome di Ladispoli e della Biennale della Riviera Romana fino al Vaticano.

Assessore, l’udienza con Papa Leone XIV ha rappresentato un momento di altissimo profilo per Ladispoli e per la Biennale. Qual è stata la sensazione più forte nel consegnare personalmente il catalogo e le opere vincitrici nelle mani del Pontefice?

“Essere ricevuta da Papa Leone XIV ha significato portare Ladispoli in un luogo universale, dove cultura, spiritualità e umanità si incontrano. La sensazione più forte è stata quella di rappresentare non solo un evento, ma un’intera comunità. In quell’istante ho percepito che la Biennale della Riviera Romana non è solo una manifestazione artistica, ma un ponte tra culture e sensibilità diverse. È stato un momento solenne e profondamente emozionante: in quelle opere c’era il lavoro, la ricerca e la voce degli artisti. E sapere che tutto questo arrivava al Santo Padre è stato motivo di orgoglio, ma anche di grande responsabilità”.

Il Vaticano ha concesso il patrocinio alla Biennale: in che modo questo legame trasforma la percezione dell’arte nel nostro territorio e quale messaggio spera che arrivi agli artisti coinvolti?

“Il patrocinio del Vaticano rappresenta un riconoscimento di altissimo valore, non solo istituzionale ma culturale e morale.
La Biennale ha ricevuto il sostegno di importanti istituzioni come il Senato della Repubblica, la Camera dei deputati, il Ministero della Cultura e la Regione Lazio. Tuttavia, il patrocinio del Vaticano ha un significato ancora più profondo: evidenzia come l’arte sappia dialogare con i valori universali. Ci ricorda che l’arte non è solo espressione estetica, ma linguaggio capace di costruire ponti, generare dialogo e alimentare speranza.
Questo cambia anche la percezione dell’arte sul territorio: non qualcosa di distante o elitario, ma uno strumento vivo, accessibile, capace di parlare a tutti. Agli artisti voglio dire questo: non state solo esponendo opere, ma contribuendo a una visione più grande. Ogni opera può essere una testimonianza di umanità, di luce e di futuro.
Per Ladispoli è una consacrazione culturale: significa affermare che anche un territorio può esprimere una visione internazionale forte e credibile”. 

Passando alla realtà cittadina, abbiamo chiesto all’Assessore le sue considerazioni circa l’apertura del Cine-Teatro Massimo Freccia, un traguardo tanto atteso dai cittadini che, finalmente, potranno rivivere l’esperienza del cinema nella propria città. 

Lei ha dichiarato che questo non è solo un edificio, ma uno spazio che “crea comunità”. Cosa dobbiamo aspettarci dalla programmazione di questa nuova stagione?

“Il Cine-Teatro Massimo Freccia non è solo una riapertura: è una restituzione alla città. Un luogo in cui le persone si incontrano, si riconoscono e crescono insieme attraverso la cultura. La programmazione dovrà essere plurale e viva: cinema, teatro, incontri, rassegne per giovani e famiglie, in dialogo con scuole e associazioni. Fondamentale sarà il legame con il Centro d’Arte e Cultura: non eventi isolati, ma un ecosistema culturale continuo e partecipato. Una città cresce quando i suoi spazi culturali sono vissuti, non solo aperti. Il cinema e il teatro non si guardano… si vivono.
Oggi siamo abituati a contenuti veloci e solitari, ma la sala offre qualcosa di unico: un’esperienza condivisa. Emozionarsi insieme, nello stesso momento, crea un legame che nessuno schermo domestico può restituire.
Frequentare questi luoghi significa uscire dall’isolamento e tornare a essere comunità. Significa scegliere un’esperienza autentica, fatta di presenza, ascolto e partecipazione.

Il teatro e il cinema non sono solo intrattenimento: sono strumenti di crescita culturale e civile”.cineteatro

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