Cronaca
Salvato al largo di Ladispoli un velista in pericolo di vita
Durante il trasferimento, al naufrago e’ stata fornita ogni assistenza necessaria e sono state applicate le manovre per normalizzare la temperatura corporea
Un velista, in pericolo di vita, e’ stato soccorso e salvato da una motovedetta della guardia costiera di Fiumicino a largo di Ladispoli, sul litorale nord di Roma. La Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Roma – Fiumicino e’ stata allertata, ieri pomeriggio, per una richiesta di soccorso, pervenuta mediante numero blu 1530, da parte di una signora che ha riferito di suo marito, diportista, in grave pericolo di vita con la propria imbarcazione da diporto in avaria, in presenza di condizioni meteo particolarmente avverse.
La Sala Operativa ha continuato a mantenere il contatto telefonico con il naufrago per tranquillizzarlo e infondergli coraggio. La motovedetta ha intercettato il naufrago, lo ha recuperato a bordo nonostante la presenza di pessime condizioni meteorologiche e si e’ diretta per il rientro nel porto di Fiumicino. Durante il trasferimento, al naufrago e’ stata fornita ogni assistenza necessaria e sono state applicate le manovre per normalizzare la temperatura corporea utilizzando anche la coperta termica in dotazione all’unita’.
Ad attenderlo, in banchina, il Servizio sanitario 118, precedentemente allertato dalla Capitaneria. L’operazione di soccorso e’ stata anche sotto il coordinamento dalla Direzione Marittima di Civitavecchia. (ANSA).
Cronaca
IL DIBATTITO. Palme sì o palme no?
In questi giorni si è aperto il dibattito sulle palme del lungomare. L’obiezione più frequente è sempre la stessa: “Non fanno ombra”. Ma viene spontanea una domanda: quanta ombra facevano davvero le vecchie tamerici?
La risposta è semplice: ben poca. Per anni quegli alberi sono rimasti bassi, disomogenei e, in molti casi, non hanno mai sviluppato una chioma in grado di garantire una reale ombreggiatura. A questo si aggiungevano problemi fitosanitari documentati da relazioni tecniche e un altro aspetto spesso dimenticato: la resina rilasciata dalle tamerici, che sporcava costantemente pavimentazione, panchine e arredi urbani, aumentando anche i costi di manutenzione.
La scelta delle palme non nasce quindi da una questione estetica, ma da una valutazione tecnica. Sono piante che resistono meglio alla salsedine e al vento, richiedono minori interventi manutentivi, garantiscono maggiore sicurezza e rappresentano una delle essenze più adatte a un lungomare mediterraneo.
Quando si riqualifica uno spazio pubblico non si deve guardare a ciò che c’era, nè tantomeno pensare che ChatGPT abbia la soluzione a tutto, ma a ciò che funziona meglio oggi e che potrà durare negli anni. Ed è proprio in quest’ottica che la palma rappresenta una scelta razionale, sostenibile e coerente con l’identità di una città di mare.


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