Cronaca
Ladispoli, stretta sulla sicurezza. Il sindaco: “La città è sicura e deve restare sicura”
Operazioni coordinate tra Carabinieri e Polizia sul litorale: contrasto allo spaccio, verifiche sulla sicurezza e maggiore presidio nelle aree più sensibili della città.
di Ricky Filosa
Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno intensificato la loro presenza sul litorale romano con una vasta operazione di controllo che ha interessato anche Ladispoli, nell’ambito di un piano straordinario predisposto per garantire maggiore sicurezza a residenti e turisti durante la stagione estiva.
L’attività, coordinata tra Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e Polizia di Stato, ha riguardato numerosi aspetti: dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti ai controlli sulla circolazione stradale, fino alle verifiche negli stabilimenti balneari e nelle aree considerate più sensibili del territorio.
Il bilancio complessivo è significativo: quattro persone arrestate, sei denunciate, numerose dosi di droga sequestrate e diversi provvedimenti eseguiti su disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’operazione rappresenta un ulteriore tassello del rafforzamento dei controlli richiesto dall’amministrazione comunale.
Nelle scorse settimane, infatti, il sindaco Alessandro Grando aveva incontrato i rappresentanti delle forze dell’ordine sollecitando una maggiore presenza sul territorio e un’intensificazione delle attività di prevenzione, soprattutto nelle zone più frequentate durante il periodo estivo.
Tra gli interventi di maggiore rilievo, i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 48 anni trovato in possesso di cocaina, materiale per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione e circa 28 mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio.
Nel corso dei controlli è stato inoltre individuato un sedicenne che avrebbe tentato di occultare un involucro contenente hashish nel passaruota di un’auto parcheggiata. Altri due uomini, di 37 e 38 anni, sono stati invece fermati mentre cedevano una dose di crack. Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza sulle strade. Due automobilisti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza, mentre cinque persone sono state segnalate alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti, tra cocaina, marijuana e crack.
Le attività investigative hanno consentito inoltre di dare esecuzione a quattro provvedimenti dell’Autorità giudiziaria nei confronti di persone destinatarie di ordini di carcerazione per reati che comprendono violenza sessuale, rapina, furto aggravato, spaccio di droga e violazione delle misure alternative alla detenzione.
I controlli non hanno riguardato esclusivamente il contrasto alla criminalità. Nell’ambito delle verifiche effettuate lungo il litorale è stata infatti ispezionata anche una struttura balneare, dove sono emerse diverse irregolarità in materia di sicurezza, tra cui il brevetto del bagnino scaduto, carenze nelle dotazioni di primo soccorso, strumenti di avvistamento non conformi e problemi amministrativi nella gestione dell’attività. Al gestore sono state contestate sanzioni amministrative superiori ai seamila euro.
A Ladispoli l’attenzione si è concentrata anche sull’area della stazione ferroviaria, da tempo al centro delle segnalazioni dei residenti per episodi di degrado, risse, molestie e presunti fenomeni di spaccio. Nel corso di uno specifico servizio straordinario, gli agenti del Commissariato di Polizia hanno allontanato dal territorio comunale alcuni senza fissa dimora ritenuti responsabili di comportamenti che avevano alimentato un diffuso senso di insicurezza tra cittadini e pendolari.
L’obiettivo resta quello di garantire un presidio costante del territorio, contrastare i fenomeni di illegalità e offrire maggiori condizioni di sicurezza sia ai cittadini sia ai tanti visitatori che, in questi mesi, scelgono il litorale romano come meta delle proprie vacanze.

Cronaca
Ladispoli. Continua la crociata contro alcune attività: il PD attacca, Vento risponde
di Ricky Filosa
Il Partito Democratico accende i riflettori sulla movida e solleva il tema di musica, rumori, viabilità e sicurezza. I titolari del Vento respingono le accuse: “Operiamo nel rispetto delle autorizzazioni. Se ci sono irregolarità, vengano indicati gli atti”
È ancora una volta la movida a infiammare il dibattito politico a Ladispoli. Al centro dello scontro finisce il Vento, attività che negli ultimi anni ha investito sul territorio, attirando un pubblico numeroso e creando, secondo quanto riferito dai titolari, oltre sessanta posti di lavoro.
A sollevare la questione è il Partito Democratico di Ladispoli, che denuncia musica protratta fino a tarda notte, rumori, possibili problemi legati alla viabilità e alla sicurezza e chiede maggiori controlli, oltre a una riflessione sugli orari delle attività.
Una posizione che ha immediatamente provocato la reazione dei titolari del Vento, che respingono al mittente le contestazioni e parlano senza mezzi termini di tanta fuffa e “pochissima attenzione ai fatti”. Il Vento: “Abbiamo autorizzazioni e certificazioni”
Il punto centrale della replica riguarda il rispetto delle regole. I titolari dell’attività sostengono infatti di operare sulla base delle autorizzazioni, certificazioni, pareri e prescrizioni rilasciati dagli enti competenti e chiedono che eventuali contestazioni siano accompagnate da elementi concreti. Se esistono irregolarità, dichiarano, vengano indicati gli atti, le norme eventualmente violate e le autorizzazioni che sarebbero state disattese.
In caso contrario, secondo la proprietà, si rischia di trasformare una legittima richiesta di controllo in una serie di accuse e insinuazioni prive di riscontri.
Il nodo della movida
Il tema, naturalmente, è più ampio e riguarda uno dei problemi più delicati per una località turistica come Ladispoli: come conciliare il diritto al riposo dei residenti con il diritto delle attività commerciali a lavorare e quello di cittadini e turisti a vivere la città e divertirsi. Il rispetto delle regole deve essere il punto di partenza. Controlli, limiti e prescrizioni devono valere per tutti e devono essere verificati dalle autorità competenti. Ma allo stesso tempo, sottolineano dal Vento, non si può ignorare il valore economico e occupazionale di un’attività che ha scelto di investire a Ladispoli.
“Parliamo di oltre sessanta persone che lavorano”, è il ragionamento dei titolari. “Sono posti di lavoro reali, famiglie che vivono grazie a questa attività e un investimento importante sul territorio”.
Investire o essere considerati un problema? È proprio questo il punto politico sul quale lo scontro rischia di allargarsi. Da una parte c’è chi chiede maggiore attenzione all’impatto della movida sulla qualità della vita dei residenti. Una richiesta legittima, soprattutto quando si parla di rumore, sicurezza, viabilità e rispetto delle regole.
Dall’altra ci sono gli operatori economici, che chiedono di non essere trasformati automaticamente nei responsabili dei problemi legati alla vita notturna e rivendicano il diritto di lavorare all’interno delle autorizzazioni ottenute. La domanda che emerge dal confronto è quindi semplice: un’attività che investe, crea occupazione e porta persone a Ladispoli deve essere considerata una risorsa da accompagnare e controllare nel rispetto delle regole, oppure un problema da affrontare ogni volta che il suo successo genera discussione? La risposta non può che passare dai fatti e dagli atti amministrativi, non dalle contrapposizioni politiche.
“Se ci sono irregolarità, vengano dimostrate”
Il messaggio del Vento è dunque netto: “Ci accusano? Lo dimostrino. Se ci sono violazioni, vengano indicate chiaramente. Altrimenti rimangono soltanto parole”.
Una posizione che rilancia il confronto e mette il dibattito davanti a una questione fondamentale: controllare è doveroso, così come è doveroso rispettare le regole. Ma in una città che vuole crescere e vivere anche di turismo, commercio e intrattenimento, investimenti e occupazione non dovrebbero diventare un bersaglio politico. La movida di Ladispoli continuerà inevitabilmente a far discutere. La sfida, per amministratori, opposizioni, residenti e imprenditori, sarà – come sempre – trovare un equilibrio tra esigenze diverse.
Perché una città viva ha bisogno di regole, controlli e rispetto. Ma ha bisogno anche di imprese che investono, giovani che lavorano e attività capaci di attrarre persone e creare economia.


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