Cronaca
Ladispoli, Grando: “Non siamo in stato di Polizia, il buonsenso sia alla base di tutto”
Grando: “Basta vandalismi sul lungomare Marco Polo”. Appello al senso civico dei cittadini. Il sindaco annuncia più controlli e nuove telecamere dopo l’ennesimo sopralluogo sulla passeggiata inaugurata un anno fa: “Ladispoli è casa nostra, va rispettata”.
di Ricky Filosa
Un appello al rispetto della città, accompagnato dall’annuncio di nuove misure per contrastare il vandalismo e difendere uno dei luoghi simbolo di Ladispoli. È il messaggio lanciato dal sindaco Alessandro Grando attraverso un video pubblicato nei giorni scorsi sui social, nel quale il primo cittadino è tornato a parlare delle condizioni della passeggiata del lungomare Marco Polo, inaugurata poco più di un anno fa e già più volte oggetto di danneggiamenti. Nel corso di un sopralluogo effettuato lungo il tratto riqualificato del litorale, Grando ha mostrato alcuni dei danni provocati da comportamenti incivili, ribadendo che la tutela del patrimonio pubblico non può ricadere esclusivamente sulle istituzioni.
“Una città più bella e vivibile si costruisce con gli investimenti pubblici, cioè con le risorse di tutti i cittadini, ma si conserva solo con il rispetto e il senso civico”, ha dichiarato il sindaco. Parole che sintetizzano il pensiero dell’amministrazione comunale: gli interventi di riqualificazione urbana rappresentano un investimento per l’intera collettività, ma il loro mantenimento dipende anche dal comportamento quotidiano di chi vive la città.
Per questo motivo il Comune ha annunciato un rafforzamento delle attività di prevenzione. Tra le misure previste figurano l’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza, un incremento dei controlli sul territorio e ulteriori iniziative finalizzate a tutelare il lungomare Marco Polo e gli altri spazi pubblici cittadini.
L’obiettivo è quello di scoraggiare gli episodi di vandalismo che, negli ultimi mesi, hanno interessato una delle opere più importanti realizzate sul litorale, restituendo ai cittadini un’area moderna e completamente riqualificata. Il messaggio del sindaco, tuttavia, va oltre l’aspetto repressivo. Il cuore dell’intervento è infatti un invito rivolto a tutta la comunità affinché ciascuno contribuisca a preservare il decoro urbano.
“Ladispoli è casa nostra”, sottolinea Grando, ricordando come difendere gli spazi pubblici significhi rispettare il lavoro svolto, le risorse investite e, soprattutto, la qualità della vita dell’intera collettività. Un richiamo al senso civico che punta a coinvolgere cittadini, famiglie e giovani nella tutela dei beni comuni, nella convinzione che il rispetto della città rappresenti una responsabilità condivisa.
“Rispettare Ladispoli significa rispettare noi stessi”, conclude il primo cittadino, affidando a questa frase il messaggio simbolo della campagna di sensibilizzazione contro il degrado e gli atti vandalici.

Cronaca
Pericolo Aurelia. Il delegato Biagio Camicia chiede ad Anas un piano di prevenzione incidenti
Ancora incidenti, ancora l’attenzione puntata sulla via Aurelia. Una delle arterie più importanti del territorio continua a far registrare episodi che alimentano preoccupazione tra automobilisti e residenti, soprattutto nei mesi estivi, quando il traffico aumenta sensibilmente e sulle strade si concentra un numero maggiore di veicoli.
Una situazione che, secondo l’associazione Consumatori Italiani Più Forti, non può più essere affrontata soltanto attraverso interventi successivi agli incidenti. Serve invece una strategia preventiva, capace di individuare le situazioni di maggiore pericolo e intervenire prima che possano trasformarsi in nuovi episodi, con conseguenze anche gravi. A rilanciare l’allarme è Biagio Camicia, presidente dell’associazione, che torna a chiedere un intervento concreto da parte di Anas e delle autorità competenti. «Troppi incidenti sull’Aurelia. Abbiamo chiesto più volte che Anas intervenga. Servono limitatori di velocità, nuova segnaletica, maggiori controlli e soprattutto un vero piano di prevenzione».
Il problema, secondo l’associazione, non riguarda soltanto il numero degli incidenti, ma anche le caratteristiche di una strada particolarmente trafficata e utilizzata quotidianamente da migliaia di persone. A rendere ancora più delicata la situazione è il fatto che, in alcuni casi, gli incidenti vedono coinvolti anche giovanissimi, riportando inevitabilmente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e della prevenzione. Tra i punti che destano maggiori preoccupazioni c’è il tratto dell’Aurelia all’altezza dei Monteroni, dove soprattutto durante la stagione estiva il volume di traffico cresce considerevolmente. Ci vengono segnalate frequenti inversioni e sorpassi azzardati. L’aumento dei flussi di automobili, unito alla velocità e alle caratteristiche della viabilità, rende necessario, secondo l’associazione, un monitoraggio costante della situazione.
Da qui la richiesta di valutare interventi concreti: dalla revisione e dal potenziamento della segnaletica fino a una maggiore presenza di controlli e a sistemi in grado di favorire il rispetto dei limiti di velocità.
L’obiettivo non è soltanto sanzionare chi commette infrazioni, ma soprattutto prevenire comportamenti pericolosi e rendere più sicura la circolazione.
L’attenzione dell’associazione si concentra però anche sul territorio di Cerveteri, e in particolare sul bivio tra via Aurelia e via Fontana Morella. Un punto considerato particolarmente delicato, nonostante la presenza dei semafori. È lo stesso Camicia a descrivere la situazione con parole molto dure: «Una vera roulette russa, nonostante la presenza dei semafori, con una corsa allo scadere dell’arancione e lunghe code a ridosso del nuovo Eurospin e del negozio Orizzonte».
Un’immagine che rende bene il livello di preoccupazione di chi chiede da tempo un intervento sulla sicurezza di quel tratto. La presenza della segnaletica e degli impianti semaforici, infatti, non sarebbe sufficiente, secondo l’associazione, se non accompagnata da un controllo effettivo del comportamento degli automobilisti e da una valutazione complessiva delle condizioni della strada. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi». Il punto centrale della richiesta è proprio questo: non aspettare il prossimo incidente per intervenire.
La sicurezza stradale, soprattutto su una strada come l’Aurelia, dovrebbe essere affrontata attraverso una programmazione che tenga conto dei flussi di traffico, dei punti maggiormente esposti al rischio e delle criticità che emergono nel corso dell’anno. Per l’associazione Consumatori Italiani Più Forti occorre quindi mettere in campo una serie di azioni coordinate: maggiore sicurezza, controlli più frequenti, segnaletica adeguata e strumenti di prevenzione della velocità.
Un appello che assume un peso ancora maggiore quando a essere coinvolti negli incidenti sono ragazzi e giovani automobilisti. L’Aurelia è una strada fondamentale per i collegamenti del territorio, utilizzata quotidianamente da pendolari, residenti, lavoratori e turisti. Proprio per questo, secondo l’associazione, non può essere considerata soltanto un’arteria sulla quale intervenire dopo che si è verificato un incidente.
La richiesta è dunque quella di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi» è, in sostanza, il messaggio lanciato da Biagio Camicia. Un appello rivolto ad Anas e agli enti competenti affinché vengano valutate tutte le possibili soluzioni per aumentare il livello di sicurezza della strada: dalla segnaletica ai controlli, dalla riduzione della velocità alla verifica dei punti più pericolosi. Perché dietro ogni incidente non ci sono soltanto numeri e statistiche, ma persone e famiglie. E quando sulle strade sono coinvolti anche i più giovani, la necessità di fare prevenzione diventa ancora più urgente.
Più sicurezza, più controlli, segnaletica adeguata e soprattutto prevenzione. Sono queste le richieste che tornano a essere messe sul tavolo. Ora l’auspicio dell’associazione è che l’allarme non rimanga inascoltato e che si possa intervenire sulla via Aurelia prima che sia necessario contare un’altra vittima o un altro grave ferito.
ASS. CONSUMATORI ITALIANI

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