Politica
Ladispoli. La formazione come aggregazione: “Arti e Mestieri” arriva al capolinea
Si è concluso nel mese di giugno, con grande successo, il progetto formativo Accademia Arti e Mestieri, che chiude un anno ricco di iniziative dedicate alla formazione nella città di Ladispoli.
di Biagio Camicia, delegato alla Formazione del Comune di Ladispoli
Il percorso dell’Accademia Arti e Mestieri, che negli ultimi mesi ha coinvolto cittadini e giovani in attività formative e culturali di alto livello, ha proposto laboratori di pizza, arte, giornalismo e comunicazione, teatro, tecniche di sala e bar, aperti a tutti: dai più giovani agli adulti, mettendo sempre al centro anche il tema dell’inclusione. Questo progetto ha acceso l’entusiasmo dei partecipanti, offrendo nuovi stimoli per intraprendere percorsi personali, professionali e di crescita. «Solo attraverso questo progetto abbiamo formato 125 persone.
Se allarghiamo lo sguardo a tutte le iniziative formative gratuite organizzate negli ultimi quattro anni, da quando ho ricevuto la delega alla Formazione, sono stati consegnati almeno 600 attestati», dichiara Biagio Camicia, delegato alla Formazione del Comune di Ladispoli. L’Accademia Arti e Mestieri rappresenta l’evoluzione naturale del progetto “Giovani Imprese – Ladispoli si raccontano”, organizzato insieme alla cooperativa sociale Stellantia e al consigliere alle Politiche Giovanili, Riccardo Rosolino. Quel progetto aveva messo in contatto aziende e startup del territorio con gli studenti delle scuole superiori, ponendo le basi per le iniziative formative successive.
Ogni attività organizzata in questi anni ha registrato una grande partecipazione. «Lo straordinario successo dell’Accademia Arti e Mestieri mi ha convinto ancora di più che questo progetto debba diventare un polo formativo permanente, capace di coinvolgere non solo Ladispoli ma anche il territorio circostante. Molti partecipanti, infatti, sono arrivati da Cerveteri, a dimostrazione dell’interesse e del valore che questa iniziativa ha saputo generare.» L’obiettivo è ora quello di dare continuità al progetto.
«Da settembre lavoreremo insieme al consigliere Riccardo Rosolino, con il supporto del sindaco Alessandro Grando, per individuare un luogo fisico permanente dove organizzare almeno un’iniziativa formativa gratuita al mese, aperta ai cittadini di Ladispoli e dei comuni limitrofi. Vogliamo creare un vero polo gratuito dedicato alle arti e ai mestieri, costruito in partnership con le aziende del territorio, che possano mettere a disposizione il proprio sapere, le proprie competenze e le proprie risorse a favore della comunità».

Civitavecchia
Pendolari, il viaggio della speranza. Servono soluzioni: solo da Ladispoli sono circa 10mila al giorno
Sono anni che i pendolari della linea FL5 Roma-Civitavecchia convivono con disagi quotidiani: treni cancellati, corse soppresse, ritardi, guasti e un numero insufficiente di collegamenti. L’Associazione Consumatori Italiani Più Forti ha più volte segnalato queste criticità agli enti competenti, ma gli interventi finora realizzati sono stati insufficienti.
Con l’arrivo dell’estate e l’aumento dei flussi turistici, la situazione è ulteriormente peggiorata. «Andare al lavoro è diventata una lotteria»: è il grido dei pendolari che ogni giorno partono da Ladispoli e Cerveteri diretti a Roma. I convogli sono già pieni dalle prime fermate, i ritardi sono frequenti e gli impianti di climatizzazione spesso non funzionano. A complicare ulteriormente il servizio è il grande afflusso di crocieristi diretti nella Capitale: i bagagli occupano gran parte degli spazi e lavoratori e studenti sono costretti a viaggiare in piedi, in condizioni sempre più difficili.
Per migliaia di persone raggiungere il posto di lavoro o l’università è diventato un percorso a ostacoli. Quando l’aria condizionata è fuori uso, inoltre, aumenta il rischio di malori, soprattutto per anziani e soggetti più fragili.
Sulla vicenda interviene anche Biagio Camicia, presidente dell’Associazione Consumatori Italiani Più Forti. «Servono subito più corse nelle fasce orarie di punta, una gestione più efficiente dei flussi turistici e investimenti concreti per ammodernare la linea e i convogli. I continui guasti penalizzano ogni giorno migliaia di lavoratori e studenti. Il problema non è il turismo, ma la mancanza di una programmazione adeguata. Non è accettabile utilizzare i treni regionali come navette per i crocieristi, penalizzando chi li utilizza quotidianamente per lavorare o studiare. Il servizio è ormai al limite e il viaggio verso Roma è diventato un’incognita.» L’appello alle istituzioni è chiaro: servono interventi immediati per garantire ai pendolari della FL5 un servizio ferroviario efficiente, sicuro e dignitoso.
BC


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