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Cronaca

Ladispoli, due coniugi tossicodipendenti agli arresti domiciliari per tentata rapina

Il provvedimento restrittivo a carico dei due, eseguito dai Carabinieri della Stazione di Ladispoli, è stato avanzato dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia

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I Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno arrestato, in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Civitavecchia, due coniugi tossicodipendenti per tentata rapina.

I due, nei primi giorni di aprile, si sono presentati, in tarda serata, presso il posto di primo soccorso di Ladispoli pretendendo la prescrizione di metadone dal medico di turno. Il rifiuto del medico ha fatto scatenare una violenta reazione da parte dei due i quali hanno iniziato a creare disordini all’interno della struttura sanitaria tanto da far intervenire la guardia giurata. Alla vista della guardia giurata i due lo hanno accerchiato e tentato di sottrargli l’arma in dotazione. Solo con l’arrivo della pattuglia dei Carabinieri i due sono stati identificati e allontanati.

Il provvedimento restrittivo a carico dei due, eseguito dai Carabinieri della Stazione di Ladispoli, è stato avanzato dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, che ha coordinato le indagini sulla base degli elementi raccolti dai militari. Dopo le formalità di rito, i due sono stati accompagnati presso la loro abitazione sottoposti al regime degli arresti domiciliari.

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Cronaca

IL DIBATTITO. Palme sì o palme no?

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In questi giorni si è aperto il dibattito sulle palme del lungomare. L’obiezione più frequente è sempre la stessa: “Non fanno ombra”. Ma viene spontanea una domanda: quanta ombra facevano davvero le vecchie tamerici?

La risposta è semplice: ben poca. Per anni quegli alberi sono rimasti bassi, disomogenei e, in molti casi, non hanno mai sviluppato una chioma in grado di garantire una reale ombreggiatura. A questo si aggiungevano problemi fitosanitari documentati da relazioni tecniche e un altro aspetto spesso dimenticato: la resina rilasciata dalle tamerici, che sporcava costantemente pavimentazione, panchine e arredi urbani, aumentando anche i costi di manutenzione.

La scelta delle palme non nasce quindi da una questione estetica, ma da una valutazione tecnica. Sono piante che resistono meglio alla salsedine e al vento, richiedono minori interventi manutentivi, garantiscono maggiore sicurezza e rappresentano una delle essenze più adatte a un lungomare mediterraneo.

Quando si riqualifica uno spazio pubblico non si deve guardare a ciò che c’era, nè tantomeno pensare che ChatGPT abbia la soluzione a tutto, ma a ciò che funziona meglio oggi e che potrà durare negli anni. Ed è proprio in quest’ottica che la palma rappresenta una scelta razionale, sostenibile e coerente con l’identità di una città di mare.

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