Politica
Ladispoli difende la propria costa
Grando: “Un passaggio storico per la nostra città”
Grando: “Un passaggio storico per la nostra città”
Finalmente ci siamo: dopo tanto impegno e un immane lavoro, Ladispoli è pronta a partire e ad iniziare le opere a difesa della propria costa.
Giovedì 12 febbraio, presso l’Aula consiliare di Palazzo Falcone, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto, che sarà realizzato grazie a un finanziamento complessivo di 9,5 milioni di euro e quindi al fondamentale sostegno economico della Regione Lazio, che ha recentemente incrementato il proprio contributo di ulteriori 3,5 milioni di euro.
Ad aprire l’evento è stato il Sindaco Alessandro Grando, che nel suo intervento di saluto ha spiegato quanto questo progetto fosse “molto atteso”, descrivendolo come “un intervento strategico per il futuro della nostra città”.
Un risultato “frutto di un lavoro lungo, complesso e spesso silenzioso, fatto di studi tecnici, passaggi amministrativi e costante dialogo istituzionale. Un ringraziamento particolare va alla Vicepresidente Roberta Angelilli e all’Assessore Fabrizio Ghera, qui presenti oggi, per l’attenzione dimostrata verso il nostro territorio”.
“L’erosione costiera – ha proseguito il primo cittadino – non è un problema recente: è una sfida che Ladispoli affronta da decenni.

Nel corso degli anni, l’erosione costiera ha mostrato conseguenze sempre più rilevanti, rendendo indispensabile un intervento strutturale capace di tutelare il litorale, la sicurezza e lo sviluppo economico della città.
Per questo motivo, come Amministrazione, abbiamo scelto di affrontare il problema con determinazione, lavorando passo dopo passo per trasformare un’esigenza storica in un progetto concreto.
Quello che presentiamo oggi non è soltanto un’opera pubblica: è un investimento sulla sicurezza, sull’ambiente, sul turismo e sul futuro economico di Ladispoli.
È un progetto pensato per proteggere la nostra costa, ma anche per valorizzarla, nel pieno rispetto degli equilibri naturali e dei criteri di sostenibilità ambientale. Naturalmente il lavoro non finisce oggi, anzi, entra nella sua fase più concreta che ci porterà fino all’apertura dei cantieri.
Nei prossimi mesi sarà quindi necessario allestire le aree di lavoro lungo le spiagge e questo potrà comportare alcuni disagi. Per questo chiediamo fin da ora la collaborazione e la comprensione di tutta la città: dei cittadini, degli operatori turistici e delle strutture balneari, affinché questo importante intervento possa essere accompagnato nel migliore dei modi”.
In conclusione, il Sindaco – con una breve nota personale – ha ricordato: “La prima volta che ho sentito parlare di questo progetto ero un ragazzo.

Da allora sono passati circa vent’anni. Poterlo oggi realizzare in qualità di sindaco della mia città rappresenta per me e per tutta l’Amministrazione comunale un grande orgoglio, ma soprattutto una responsabilità verso i cittadini di Ladispoli e verso il futuro del nostro territorio. Siamo convinti che questo rappresenti un passaggio storico per la nostra città: un traguardo importante, ma anche l’inizio di una nuova fase, fatta di cantieri, di risultati concreti e di benefici per tutta la comunità”.
Alla conferenza, oltre al Sindaco Alessandro Grando e al consigliere delegato al progetto Filippo Moretti, hanno partecipato la Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e l’Assessore regionale Fabrizio Ghera, a testimonianza di un’azione condivisa e coordinata tra le Istituzioni.
“Gli interventi che verranno realizzati a Ladispoli – ha dichiarato l’Assessore alla tutela del Demanio e Territorio, Fabrizio Ghera – rientrano nel Piano di difesa della costa che abbiamo presentato a settembre, che prevede 90 milioni di investimenti.
La novità che abbiamo introdotto è la pianificazione degli interventi, l’attività di monitoraggio e la manutenzione che ci consentirà, grazie anche al supporto dell’Università di Roma Tre, di studiare i cambiamenti climatici e l’impatto sulla costa, individuando di volta in volta la soluzione migliore per contrastare l’erosione costiera”.
“L’intervento di contrasto all’erosione costiera a Ladispoli rappresenta un progetto di eccellenza e di rilevanza strategica per la Regione Lazio”, ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio.
“Un’operazione – ha aggiunto – che coniuga tutela ambientale, salvaguardia dell’oasi naturale e valorizzazione del territorio. Si tratta di un intervento atteso da tempo e considerato una priorità dall’Amministrazione comunale, dal Sindaco Alessandro Grando e dal consigliere delegato Filippo Moretti.
La Giunta Rocca ha reso finalmente operativo questo progetto, intervenendo con una decisiva semplificazione delle procedure amministrative e, soprattutto, rifinanziando l’opera attraverso i fondi europei di sviluppo regionale.
È un risultato concreto che dimostra l’attenzione della Regione Lazio verso la difesa della costa, la protezione dell’ambiente e il sostegno ai territori. Un ringraziamento – ha concluso la vicepresidente Angelilli – va agli uffici comunali e regionali che in questi anni hanno lavorato con impegno e professionalità per portare avanti un intervento di grande valore per la costa ladispolana e per l’intero sistema costiero regionale”.
Durante la conferenza stampa sono stati illustrati nel dettaglio gli elaborati progettuali a cura dei tecnici incaricati. Il video integrale dell’evento è consultabile sul sito web ufficiale del Comune di Ladispoli.
Politica
Ladispoli protagonista in “Storie da bar”: il Tribeca diventa scenario letterario
La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città
La scrittrice Daniela Grandinetti si lascia ispirare dal locale nel cuore della città

Storie da bar è un’antologia, che raccoglie i contributi di una trentina di autori italiani contemporanei, all’interno della quale compare anche un racconto firmato da Francesco Campagna, ambientato nel Tribeca di Ladispoli. Abbiamo intervistato lo scrittore e la titolare, Desirée Pietropinto, per comprendere il ruolo del locale nella vita della comunità.
L’antologia celebra i bar come luoghi di incontro. In che modo il Tribeca contribuisce a rafforzare il tessuto sociale?
Il Tribeca nasce come un locale intimo e accogliente. La nostra missione è far vivere ai clienti un’esperienza quotidiana unica. Curiamo la qualità dei prodotti con attenzione quasi maniacale, cerchiamo sempre novità e ci mettiamo continuamente in gioco. Ne sono un esempio i due gin artigianali che abbiamo creato, Tribeca e The Mirror, per regalare esperienze senza rivali!
Com’è stato per voi sapere che il Tribeca è diventato protagonista di un racconto?
Sapere che il Tribeca è finito in un’antologia ci riempie di gioia. Significa che siamo riusciti a trasmettere autenticità e valori. Per noi è la conferma che la nostra passione arriva davvero al cliente: non esiste complimento migliore.
Quali aspetti del vostro locale pensate che abbiano ispirato l’autore?
Il Tribeca nasce da anni di sacrifici e di esperienze all’estero, alla ricerca della perfezione. Credo che ciò sia percepito dai nostri ospiti, e forse è anche questo a farci spiccare; ci esponiamo sempre in prima persona, la nostra passione ci rende vivi e unici.
Ma cos’ha realmente spinto Francesco Campagna ad ambientare il suo racconto all’interno di questo bar?
Abito a Ladispoli da circa un anno e mezzo e ho sempre osservato con curiosità le numerose persone che attraversano ogni giorno Viale Italia. In ogni ora è possibile incrociare giovani, anziani, benestanti, meno abbienti, passeggini e carrozzine. L’eterogeneità è fondamentale per il mio racconto breve, perché il protagonista osserva il mondo bevendo un succo di frutta. Il “Tribeca Lounge Bar” mi è sembrato immediatamente lo spazio ideale, uno dei posti più affascinanti, in cui ambientare le vicende di un uomo che prova a ricominciare a vivere.
Qual è una scena che hai visto in un bar e che ha stimolato la tua creatività?
Come ho avuto modo di spiegare durante la presentazione organizzata al Tribeca il 31 gennaio, il bar e le tavole calde sono state fondamentali per la crescita della società occidentale. Dai caffè letterari parigini, in cui è nato l’Illuminismo, ai giorni nostri, questi ambienti hanno rappresentato e continuano a rappresentare un luogo di ritrovo da non sottovalutare. Tuttavia, non ho assistito a una scena in particolare che abbia condizionato il mio processo creativo. Ho voluto, però, sin dal primo momento, legare una storia di rinascita all’atmosfera del bar.
Da dove nasce l’idea di questa antologia? Qual è il suo nodo cruciale?
Il progetto antologico “Storie da bar” nasce dalla Giulio Perrone Editore, sotto la supervisione di Alessio Dimartino, responsabile commerciale, che ha contattato una trentina di autori italiani contemporanei, tra cui il sottoscritto, per la realizzazione di un racconto ambientato in un bar a nostra scelta. Una tra le motivazioni principali è che il bar rappresenta alla perfezione il mondo quotidiano, un piccolo locale in cui convivono, per qualche minuto della giornata, vite diverse. Il nodo cruciale di questa antologia è, a mio avviso, dare la possibilità ai lettori di scoprire emozioni e storie differenti, ambientate in bar ubicati in varie città d’Italia. Secondo il mio parere, il progetto è ottimo e merita più di una lettura.

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