Arte e Cultura
Musica. Ais, dal litorale romano dritta a Sanremo. La giovane di Ladispoli pronta al Festival
A soli 17 anni, Ais sta trasformando la passione per la musica in un percorso sempre più concreto. Studentessa dell’Istituto Atlante, dove studia Sistemi Informativi Aziendali, porta avanti parallelamente la sua attività artistica e quella sui social, dove è attiva come rapper e content creator con un profilo che conta quasi 30 mila follower.
La sua esperienza nel mondo digitale non si limita però al profilo personale. Parallelamente, Ais si occupa anche della gestione di MyRoma, pagina Instagram dedicata al giornalismo e all’informazione sulla realtà romana, che collabora con importanti testate, tra cui Fanpage.it, e conta oggi oltre 206 mila follower. Un’esperienza che le permette di confrontarsi quotidianamente con la comunicazione digitale, l’informazione e la gestione di una grande community. Una realtà digitale nata dalla voglia di raccontarsi e di creare un rapporto diretto con la propria generazione, ma che per Ais rappresenta anche uno strumento per affrontare temi che vanno oltre la musica. Nei suoi contenuti cerca infatti di raccontare il mondo dei giovani attraverso esperienze, pensieri e situazioni legate anche alla strada, alle difficoltà che può nascondere e alle conseguenze delle scelte che si compiono crescendo. Il suo obiettivo è utilizzare musica e social come due linguaggi diversi ma complementari: da una parte il rap, attraverso cui mettere nero su bianco emozioni, esperienze e realtà vissute; dall’altra i contenuti online, con cui raggiungere e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Il prossimo appuntamento importante è già fissato: Ais ha superato le selezioni per Sanremo New Talent e sarà a Rimini dal 29 settembre al 2 ottobre, per vivere una nuova esperienza all’interno del percorso artistico che guarda a Sanremo. In occasione del Festival della Canzone Italiana, Ais sarà inoltre presente a Sanremo, con l’opportunità di esibirsi nelle aree dedicate alle radio nei pressi del Teatro Ariston, entrando così in contatto con un ambiente che ogni anno riunisce artisti, addetti ai lavori, media e appassionati di musica provenienti da tutta Italia. Un traguardo importante per una ragazza che ha iniziato a costruire il proprio percorso soprattutto grazie alla determinazione e alla voglia di non arrendersi davanti alle difficoltà.
«La musica è il motivo che mi spinge ad andare avanti. Sono sempre stata la bambina più testarda dell’asilo: se mi metto in testa un obiettivo, sono sicura che lo raggiungerò. Perciò, da ora in poi, sentirete spesso parlare di me».
Tra studio, social, informazione, scrittura e musica, la giovane rapper romana sta costruendo una propria identità artistica e professionale, con l’ambizione di parlare soprattutto ai ragazzi della sua età e di dimostrare che anche partendo da una realtà apparentemente lontana dai grandi palchi è possibile inseguire un sogno. Rimini sarà una delle prossime tappe. Sanremo, invece, potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso un obiettivo più grande: fare della musica non soltanto una passione, ma il proprio futuro.

Arte e Cultura
Puffa, la modella “suicidegirl” si racconta sulle pagine di Litorale Oggi
Dalla fotografia alternativa ai contenuti per adulti, passando per il cinema e i social. Marika Puffa racconta a Litorale Oggi il suo lavoro, il rapporto con il proprio corpo, le critiche ricevute e il suo nuovo legame con Ladispoli.
Marika, hai iniziato a fare la modella nel 2010, quando essere “alternative” significava davvero andare controcorrente. Quanto è cambiato quel mondo e quanto, invece, sei rimasta fedele alla Marika di allora?
«In realtà ho sempre fatto foto di nudo. L’unica cosa che è cambiata è il modo in cui lavoro: oggi non mi faccio più fotografare, ma ho spostato il mio business e mi fotografo da sola, creando contenuti per adulti, anche video, che vendo su OnlyFans. Quindi non è cambiata la mia identità: è cambiato il modo di gestire professionalmente la mia immagine.»
Tattoo, look, fotografia e provocazione: quanto della tua immagine è costruzione professionale e quanto rappresenta semplicemente chi sei nella vita di tutti i giorni?
«Tutto rappresenta me. Per fortuna non ho mai dovuto costruire un personaggio. Pubblicizzo esattamente quello che sono.»
Essere una Suicide Girl ti ha dato visibilità, ma inevitabilmente ti ha anche esposto al giudizio degli altri. Qual è il pregiudizio più assurdo che hai dovuto affrontare?
«Amo il mio lavoro. Lo amo così tanto che sono anche consapevole dello scotto sociale che devo pagare. Anni fa ci rimasi male per un commento su Facebook che diceva: “Non sai gestire il tuo corpo da puttana”. Avevo vent’anni. Oggi ne ho 34 e so gestire benissimo il mio corpo. Ormai non mi offende più nulla.»
Il mondo dei contenuti per adulti può essere molto appetibile per ragazze giovani che lo vedono come una possibilità di guadagno facile e come una vera alternativa professionale. Tu che lo conosci da anni, cosa ti senti di consigliare a una ragazza che oggi sta pensando di intraprendere questo percorso?
«Le direi di non farlo se non è pronta ad affrontare le critiche e lo scotto sociale, che può essere pesante. Per iniziare a lavorare nel mondo dell’adult bisogna essere consapevoli che la propria immagine diventa di dominio pubblico. I contenuti vengono rubati e ripubblicati continuamente su internet. Bisogna anche essere consapevoli che non tutte le persone se la sentiranno di stare al nostro fianco a causa della nostra immagine e della nostra reputazione. Non è una scelta da prendere alla leggera.»
Sei una persona molto popolare sui social. Quanto si riflette questa popolarità nella vita reale? Ti capita spesso di essere riconosciuta per strada?
«In realtà raramente mi fermano. Più spesso mi vedono e poi mi scrivono sui social dicendomi che mi hanno incontrata in giro. Quando invece mi fermano arrossisco… sono un po’ timida!»
Guardando indietro alla tua carriera, c’è qualcosa che, potendo tornare indietro, non rifaresti mai? E, al contrario, c’è un progetto o un’occasione a cui oggi dedicheresti molta più energia e passione?
«Forse non farei più porno. Non sono pentita di averlo fatto, assolutamente. Ma con il tempo ho capito che non era la mia strada. Per quanto riguarda i progetti, invece, non ne ho uno in particolare che sento di aver trascurato. Ho una vita piena e sono abbastanza soddisfatta di come vivo.»
Ti vediamo spesso in giro per Ladispoli. Come sei arrivata nella nostra città? Che rapporto hai con Ladispoli e cosa ti piace particolarmente di questo posto?
«Ero stanca dello stress di Roma. Due anni fa mi sono fidanzata con un mio collega di Ladispoli e, anche dopo esserci lasciati, ho deciso di rimanere a vivere qui. Mi piace la tranquillità. La pace di questo posto non ha prezzo.»
Per chiudere: sei arrivata a Ladispoli quasi per caso e oggi hai scelto di restare. Cosa vuoi dire ai tuoi nuovi concittadini?
«Un augurio? Che riescano sempre a trovare un po’ di quella pace che ho trovato io a Ladispoli. E soprattutto di non preoccuparsi troppo di quello che pensa la gente: alla fine, la vita è una sola e bisogna viverla facendo ciò che ci rende felici. Ci vediamo in giro per Ladispoli, buon halloween… e se mi riconoscete, non fatemi arrossire!»
LO


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