Cronaca
Ladispoli è sporca, e noi? Poniamoci una domanda: che tipo di cittadini siamo?
Venti frustate agli incivili, come a Singapore. Vincenzo De Luca, con il suo solito stile senza troppi giri di parole, ha tirato fuori una provocazione destinata a far discutere: quando l’educazione non basta, servirebbe una bella “lezione” per chi continua a trattare la città come una discarica.
di Ricky Filosa
Naturalmente non siamo a Singapore e, per fortuna, siamo in Occidente. Niente frustate, dunque. Ma una domanda possiamo farcela: siamo sicuri che quando vediamo una strada sporca, un’aiuola degradata o un marciapiede pieno di rifiuti la colpa sia sempre e soltanto di chi deve pulire? Prendiamo Ladispoli. È giusto pretendere una città pulita. È giusto chiedere servizi efficienti, controlli e interventi puntuali.
Chi ha il compito di pulire deve farlo, nel modo migliore possibile. Ma c’è un problema che nessun servizio di pulizia potrà mai risolvere da solo: il cittadino incivile. Quello che lascia la bottiglia di vetro sul marciapiede perché “tanto qualcuno passerà a raccoglierla”. Quello che abbandona il sacchetto della spazzatura dove capita. Quello che spegne la sigaretta e lascia la cicca per terra, a pochi centimetri da un cestino.
Quello che porta a spasso il cane e poi considera le deiezioni dell’animale un problema collettivo. E magari, qualche ora dopo, lo stesso cittadino pubblica sui social la foto della strada sporca e scrive: “Vergogna, Ladispoli è una discarica”.
Qui il paradosso diventa quasi comico. Perché se di notte si pulisce e di giorno si sporca, siamo davanti a una sorta di filo di Arianna: si può continuare a pulire all’infinito, ma non si arriverà mai alla fine del labirinto.
Una città pulita non nasce soltanto dalla quantità di operatori che lavorano per mantenerla tale. Nasce anche dal comportamento di chi quella città la vive ogni giorno.
Invece delle frustate evocate provocatoriamente da De Luca, ci vorrebbe qualcosa di molto più civile e, soprattutto, molto più efficace: educazione civica.
La nostra proposta è semplice: perché non organizzare a Ladispoli dei veri e propri corsi di educazione civica dedicati ai cittadini, magari nelle scuole, nei quartieri, nei centri anziani, nelle associazioni e negli spazi pubblici?
Non lezioni moralistiche, ma momenti concreti per spiegare che cosa significa vivere in una comunità: rispettare gli spazi comuni, conferire correttamente i rifiuti, raccogliere ciò che lascia il proprio cane, non trasformare un marciapiede in un posacenere e capire che il bene pubblico appartiene a tutti, quindi è responsabilità di tutti.
Perché possiamo avere più cestini, più controlli, più telecamere e più operatori. Ma se c’è chi continua a sporcare appena qualcuno ha finito di pulire, avremo sempre una città che corre dietro alla propria sporcizia.

Cronaca
Pericolo Aurelia. Il delegato Biagio Camicia chiede ad Anas un piano di prevenzione incidenti
Ancora incidenti, ancora l’attenzione puntata sulla via Aurelia. Una delle arterie più importanti del territorio continua a far registrare episodi che alimentano preoccupazione tra automobilisti e residenti, soprattutto nei mesi estivi, quando il traffico aumenta sensibilmente e sulle strade si concentra un numero maggiore di veicoli.
Una situazione che, secondo l’associazione Consumatori Italiani Più Forti, non può più essere affrontata soltanto attraverso interventi successivi agli incidenti. Serve invece una strategia preventiva, capace di individuare le situazioni di maggiore pericolo e intervenire prima che possano trasformarsi in nuovi episodi, con conseguenze anche gravi. A rilanciare l’allarme è Biagio Camicia, presidente dell’associazione, che torna a chiedere un intervento concreto da parte di Anas e delle autorità competenti. «Troppi incidenti sull’Aurelia. Abbiamo chiesto più volte che Anas intervenga. Servono limitatori di velocità, nuova segnaletica, maggiori controlli e soprattutto un vero piano di prevenzione».
Il problema, secondo l’associazione, non riguarda soltanto il numero degli incidenti, ma anche le caratteristiche di una strada particolarmente trafficata e utilizzata quotidianamente da migliaia di persone. A rendere ancora più delicata la situazione è il fatto che, in alcuni casi, gli incidenti vedono coinvolti anche giovanissimi, riportando inevitabilmente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e della prevenzione. Tra i punti che destano maggiori preoccupazioni c’è il tratto dell’Aurelia all’altezza dei Monteroni, dove soprattutto durante la stagione estiva il volume di traffico cresce considerevolmente. Ci vengono segnalate frequenti inversioni e sorpassi azzardati. L’aumento dei flussi di automobili, unito alla velocità e alle caratteristiche della viabilità, rende necessario, secondo l’associazione, un monitoraggio costante della situazione.
Da qui la richiesta di valutare interventi concreti: dalla revisione e dal potenziamento della segnaletica fino a una maggiore presenza di controlli e a sistemi in grado di favorire il rispetto dei limiti di velocità.
L’obiettivo non è soltanto sanzionare chi commette infrazioni, ma soprattutto prevenire comportamenti pericolosi e rendere più sicura la circolazione.
L’attenzione dell’associazione si concentra però anche sul territorio di Cerveteri, e in particolare sul bivio tra via Aurelia e via Fontana Morella. Un punto considerato particolarmente delicato, nonostante la presenza dei semafori. È lo stesso Camicia a descrivere la situazione con parole molto dure: «Una vera roulette russa, nonostante la presenza dei semafori, con una corsa allo scadere dell’arancione e lunghe code a ridosso del nuovo Eurospin e del negozio Orizzonte».
Un’immagine che rende bene il livello di preoccupazione di chi chiede da tempo un intervento sulla sicurezza di quel tratto. La presenza della segnaletica e degli impianti semaforici, infatti, non sarebbe sufficiente, secondo l’associazione, se non accompagnata da un controllo effettivo del comportamento degli automobilisti e da una valutazione complessiva delle condizioni della strada. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi». Il punto centrale della richiesta è proprio questo: non aspettare il prossimo incidente per intervenire.
La sicurezza stradale, soprattutto su una strada come l’Aurelia, dovrebbe essere affrontata attraverso una programmazione che tenga conto dei flussi di traffico, dei punti maggiormente esposti al rischio e delle criticità che emergono nel corso dell’anno. Per l’associazione Consumatori Italiani Più Forti occorre quindi mettere in campo una serie di azioni coordinate: maggiore sicurezza, controlli più frequenti, segnaletica adeguata e strumenti di prevenzione della velocità.
Un appello che assume un peso ancora maggiore quando a essere coinvolti negli incidenti sono ragazzi e giovani automobilisti. L’Aurelia è una strada fondamentale per i collegamenti del territorio, utilizzata quotidianamente da pendolari, residenti, lavoratori e turisti. Proprio per questo, secondo l’associazione, non può essere considerata soltanto un’arteria sulla quale intervenire dopo che si è verificato un incidente.
La richiesta è dunque quella di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi» è, in sostanza, il messaggio lanciato da Biagio Camicia. Un appello rivolto ad Anas e agli enti competenti affinché vengano valutate tutte le possibili soluzioni per aumentare il livello di sicurezza della strada: dalla segnaletica ai controlli, dalla riduzione della velocità alla verifica dei punti più pericolosi. Perché dietro ogni incidente non ci sono soltanto numeri e statistiche, ma persone e famiglie. E quando sulle strade sono coinvolti anche i più giovani, la necessità di fare prevenzione diventa ancora più urgente.
Più sicurezza, più controlli, segnaletica adeguata e soprattutto prevenzione. Sono queste le richieste che tornano a essere messe sul tavolo. Ora l’auspicio dell’associazione è che l’allarme non rimanga inascoltato e che si possa intervenire sulla via Aurelia prima che sia necessario contare un’altra vittima o un altro grave ferito.
ASS. CONSUMATORI ITALIANI

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