Politica
Ladispoli, Punta di Palo. Dopo oltre vent’anni diventa un beneficio per la città (di A. Grando)
di Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli
Una notizia importante per Ladispoli, soprattutto perché restituisce ad una zona una vocazione prevalentemente turistica e sportiva, che è quella che riteniamo più utile per lo sviluppo della città. La realizzazione di un albergo rappresenta infatti un investimento strategico: significa aumentare la capacità ricettiva della città, sostenere il turismo, creare nuovi posti di lavoro e offrire maggiori opportunità alle attività economiche del territorio. Una città che vuole crescere deve essere in grado anche di accogliere.

Ma i benefici non finiscono qui: grazie a questo accordo il Comune acquisirà gratuitamente un’area di circa 12.000 mq che diventerà un nuovo parco urbano, oltre a incassare 730.000 euro di contributo straordinario che, sommati agli altri oneri dovuti, porteranno nelle casse comunali oltre un milione di euro. In questi giorni qualcuno ha provato a raccontare questa vicenda distorcendo i fatti e annunciando la nascita di un fantomatico centro commerciale.
La realtà, però, è molto diversa. E poiché credo che i cittadini abbiano diritto a conoscere i fatti, ricostruisco di seguito tutta la storia, che nasce molti anni prima del nostro arrivo alla guida della città. Perché la storia ha una caratteristica che nessuno può cambiare: le date.
PER CHI VUOLE CONOSCERE LA STORIA E PER CHI CERCA DI RISCRIVERLA A SUO FAVORE: questa vicenda non nasce oggi e nemmeno con la nostra amministrazione. Già il Piano Regolatore Generale del 1978 destinava quell’area allo sviluppo turistico-alberghiero.
Nel 2002 venne approvato un Piano di Lottizzazione d’Ufficio con una vocazione turistica e sportiva. Quel piano, però, non venne mai attuato.
Nel 2010, durante l’amministrazione Paliotta, quella impostazione fu completamente cambiata con l’approvazione di un Programma Integrato che trasformava quelle cubature prevalentemente in edilizia residenziale e commerciale.
Nel 2016, sempre durante l’amministrazione Paliotta, il soggetto privato, avvalendosi della legge regionale sul Piano Casa, presentò la richiesta per realizzare le abitazioni, che oggi sono in corso di costruzione, all’ingresso sud della città, ottenendo i relativi permessi di costruire l’anno seguente. Quell’intervento poteva essere evitato, ma chi allora amministrava Ladispoli decise invece di autorizzarlo.
Quando nel 2017 ci siamo insediati alla guida della città abbiamo avviato una revisione complessiva della pianificazione urbanistica. Abbiamo revisionato la Variante Generale al Piano regolatore riducendo di 900.000 mq il consumo di suolo e abbiamo revocato sia il Programma Integrato del 2010 sia i permessi di costruire rilasciati nel 2017, cercando di impedire quella trasformazione urbanistica. Purtroppo il Comune ha poi perso il giudizio davanti al TAR.
Nel 2019 abbiamo quindi raggiunto un accordo con il privato, ponendo una condizione molto chiara: riportare la pianificazione verso la vocazione turistica e sportiva prevista nel 2002 e, soprattutto, ridurre di circa 50.000 metri cubi il volume edificabile rispetto a quanto consentito dalla precedente pianificazione ed eliminare la destinazione residenziale. Quell’accordo prevedeva la realizzazione di un albergo, di un impianto sportivo e di un edificio destinato ai servizi di quartiere (negozi di vicinato).
Nel corso dell’iter il soggetto attuatore ha proposto di sostituire quell’edificio con due medie strutture di vendita e l’Amministrazione ha ritenuto di accogliere tale richiesta perché non modificava gli elementi fondamentali dell’accordo raggiunto nel 2019. È stato inoltre valutato che l’originaria previsione di un edificio destinato ai servizi di quartiere fosse maggiormente coerente con un contesto urbano consolidato, mentre nell’area di Punta di Palo, esterna al centro abitato e destinata a una funzione turistico-sportiva, la previsione di due medie strutture di vendita risultasse più compatibile con il contesto territoriale e con la sostenibilità complessiva dell’intervento. Sono infatti rimasti invariati tutti gli elementi essenziali dell’accordo:
Un nuovo albergo = più posti di lavoro e turismo. Un nuovo centro sportivo = più sport e servizi. Un nuovo parco urbano = più spazi pubblici. 730.000 euro di contributo straordinario, oltre agli altri oneri dovuti = oltre 1.000.000 di euro destinato a nuove opere pubbliche.
50.000 metri cubi di edificazione in meno e nessuna destinazione residenziale = meno consumo di suolo rispetto alla pianificazione precedente.
Questo è il risultato che oggi consegniamo alla città. Noi questa vicenda non l’abbiamo creata. L’abbiamo ereditata. Abbiamo cercato di fermare una pianificazione che ritenevamo sbagliata. Abbiamo difeso le ragioni del Comune davanti ai giudici. E quando il contenzioso ci ha imposto di scegliere, abbiamo individuato la soluzione che, nelle condizioni date, garantiva il maggior beneficio pubblico per Ladispoli. È legittimo avere opinioni politiche diverse. Molto meno legittimo è raccontare ai cittadini una storia diversa da quella realmente accaduta.
Politica
Ladispoli, a Forza Italia mancano le basi. Dalla “maggioranza” una mozione in Consiglio: bocciati
Il Consiglio comunale del 16 giugno ha certificato una realtà che da tempo aleggia nei corridoi di Palazzo Falcone: nella maggioranza esiste un problema politico e Forza Italia ne è ormai il principale protagonista.

Marco Penge, consigliere azzurro, ha presentato due mozioni, entrambe respinte dalla maggioranza. Una di queste era stata già presentata dal consigliere circa un mese prima, salvo poi essere ritirata. Una scelta che all’epoca aveva sorpreso molti. Il motivo? Secondo quanto emerso, a Penge sarebbe stato fatto notare come, facendo parte della maggioranza e avendo un canale diretto con l’amministrazione, sarebbe stato più utile lavorare concretamente alla realizzazione del progetto anziché trasformarlo in una battaglia consiliare.
Un suggerimento che avrebbe potuto aprire una strada diversa. Invece il consigliere azzurro ha scelto di ripresentare la stessa mozione, aggiungendone una seconda, arrivando così al paradosso politico di vederle bocciare entrambe dalla coalizione di cui fa parte.
Legittimo, sia chiaro. Ogni consigliere è libero di seguire la linea che ritiene più opportuna. Ma la domanda resta: quale risultato ha ottenuto Forza Italia?
Ad oggi il partito non esprime più alcun assessore in Giunta, dopo aver cambiato per ben due volte il proprio rappresentante nell’esecutivo e aver infine restituito completamente quella delega. In questo contesto, la scelta di portare in Aula due mozioni destinate con ogni probabilità a creare attrito interno appare più come un messaggio politico che come un tentativo concreto di risolvere un problema.
Non a caso l’opposizione ha colto immediatamente l’occasione. Era inevitabile. Le minoranze hanno votato compatte a favore delle proposte di Penge, mentre Filippo Moretti – Fratelli d’Italia – dai banchi della maggioranza si è astenuto, offrendo così l’immagine di una maggioranza divisa e alimentando il racconto di una coalizione in difficoltà. Il consigliere Garau non ha perso tempo nel sottolinearlo, parlando apertamente di una maggioranza che “non c’è più”.
Il sindaco Alessandro Grando ha ricordato un principio tanto semplice quanto ineccepibile: nessuno è obbligato a restare in maggioranza. Chi ne fa parte lo fa per scelta politica. Ed è proprio per questo che oggi diventa difficile comprendere la strategia di Forza Italia.
Perché se l’obiettivo è governare, allora servono proposte, confronto e capacità di incidere nelle decisioni. Se invece l’obiettivo è marcare una distanza dall’amministrazione, allora sarebbe più onesto dirlo chiaramente ai cittadini e agire di conseguenza.
La sensazione è che da tempo gli azzurri stiano giocando una partita parallela. Accade in Consiglio comunale e accade sui social network, dove esponenti del partito attaccano frequentemente Palazzo Falcone come se Forza Italia non fosse stata parte integrante della maggioranza per l’intera consiliatura.
Viene allora da chiedersi se si stia costruendo un percorso politico alternativo in vista delle prossime elezioni o se si stia semplicemente cercando il pretesto giusto per consumare una rottura annunciata. Quel che è certo è che ai cittadini interessa poco assistere a schermaglie interne, tatticismi e regolamenti di conti: chiedono risultati, opere, servizi e risposte ai problemi quotidiani. Proprio ciò che l’attuale Amministrazione si sforza di fare ogni giorno, fin dal momento del suo insediamento.
A tal proposito, la strategia partorita, o suggerita, al consigliere Penge si è rivelata un totale fallimento. L’iniziativa ha evidenziato come, a circa due mesi dalla discussione delle mozioni presentate, non si sia mossa una foglia. Eppure il sindaco ha ribadito, anche pubblicamente, che Forza Italia ha piena facoltà e carta bianca per realizzare i progetti in questione, . L’immobilismo invece è stato totale.
E pensare che si parla persino di una Consulta degli Animali, anche se, nel testo della mozione, i distratti generali azzurri hanno inserito proposte e passaggi che sono già da tempo realtà in quella che, fino a prova contraria, è ancora la loro maggioranza.
Dopo l’invito del sindaco Grando, maggioranza e opposizione sono ancora in attesa di vedere realizzata almeno una delle due mozioni presentate, visto che dell’altra era già stata evidenziata la non fattibilità. Ma, a quanto pare, mentre la maggioranza lavora concretamente per il benessere degli animali, c’è una parte della stessa maggioranza che degli animali si ricorda solo quando fanno comodo a qualche post sui social o a un titolo di giornale. Peccato che, almeno stavolta, il piano non sembri essere riuscito granché.

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