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OPINIONI

Ladispoli, il governatore del Lazio Francesco Rocca all’inaugurazione della Casa della Comunità

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di Ricky Filosa

L’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità a Ladispoli rappresenta senza dubbio una buona notizia per tutto il comprensorio. Un passo avanti concreto sul fronte dei servizi sanitari territoriali, che contribuirà a migliorare l’assistenza ai cittadini e a rafforzare la rete sanitaria locale.

La presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha conferito ulteriore importanza all’evento: proprio dalle sue dichiarazioni – rilasciate in esclusiva ai microfoni di Ladispoli News – emerge un elemento che merita particolare attenzione. Rocca ha infatti parlato di una nuova pianificazione sanitaria regionale, lasciando intendere che nei prossimi anni potrebbero aprirsi scenari finora impensabili per territori che da troppo tempo attendono risposte adeguate in materia di salute pubblica.

È evidente che Casa della Comunità e Ospedale di Comunità rappresentino strutture importanti, tuttavia sarebbe sbagliato considerarle il punto di arrivo: semmai costituiscono un fondamentale punto di partenza.

Da anni Ladispoli e Cerveteri registrano una crescita costante della popolazione residente, a cui si aggiunge durante la stagione estiva un notevole incremento di presenze, creando un bacino di utenza che supera abbondantemente i centomila abitanti e che continua a fare i conti con l’assenza di un vero pronto soccorso. Per questo motivo suggeriamo alle amministrazioni comunali di Ladispoli e Cerveteri di prestare grande attenzione alla nuova fase di programmazione annunciata dalla Regione Lazio.

Se davvero si aprirà una stagione di nuova pianificazione sanitaria, questo territorio dovrà farsi trovare pronto: Ladispoli ha persino già individuato e messo a disposizione il terreno comunale per l’opera, mentre resta da capire se Cerveteri saprà farsi trovare altrettanto pronta.

L’inaugurazione di questi giorni è certamente una conquista, ma il vero obiettivo resta garantire ai cittadini del comprensorio un ospedale vero, capace di rispondere alle emergenze ed evitare ai residenti lunghi e difficili spostamenti verso altre strutture. Le parole di Francesco Rocca potrebbero rappresentare uno spiraglio concreto: sarebbe un grave errore lasciarselo sfuggire.

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OPINIONI

Corona denuncia il sistema

Tra minacce, fake news e verità scomode, Fabrizio stavolta punta in alto

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Tra minacce, fake news e verità scomode, Fabrizio stavolta punta in alto

Fabrizio Corona è tornato al centro della scena. Lo ha fatto come sa fare lui: rumorosamente, dividendo, catalizzando l’attenzione. Con il format “Falsissimo”, pubblicato su YouTube, l’ex fotografo dei vip ha scoperchiato quello che ha ribattezzato “il sistema Signorini”, attirando su di sé un’attenzione mediatica che pochi, oggi, riescono a generare.

Ora però arriva lo stop. I giudici hanno bloccato la messa in onda di un nuovo capitolo dell’inchiesta, “Il prezzo del successo”: una puntata che, secondo Corona, conterrebbe prove, testimonianze e documenti inediti non solo sul caso Signorini, ma anche su presunti retroscena che coinvolgerebbero i vertici di Mediaset.

La decisione è chiara: la puntata non può andare in onda. Appello annunciato, trasmissione congelata.

Chiamatela come volete, ma questa decisione ha il sapore della censura preventiva. In un Paese che si definisce libero e democratico, dove dovrebbero valere il diritto di cronaca e la libertà di espressione, si impedisce a qualcuno di parlare prima ancora che un tribunale accerti il falso. O la diffamazione.

Il punto sollevato dalle toghe è noto: Corona non è un giornalista. Ma qui non parla un iscritto all’Ordine, parla un cittadino. E se il diritto di parola fosse riservato solo a chi ha un tesserino, allora nessuno di noi sarebbe davvero libero di denunciare un sistema, anche quando dice di avere documenti a supporto.

La vicenda, quindi, va ben oltre Corona. Riguarda tutti. Riguarda la libertà di informare e di informarsi. E solleva una domanda inevitabile: di cosa hanno paura i vertici Mediaset? Quanto sono pesanti le chat, le foto, i video che Corona sostiene di possedere?

C’è poi il retroscena politico. C’è chi ipotizza una regia più ampia dietro l’operazione, arrivando a tirare in ballo Giorgia Meloni e una presunta strategia per colpire il mondo berlusconiano e, di riflesso, Forza Italia.

Corona nega tutto, ma rilancia una tesi che fa rumore: “È Marina che comanda nel partito”. Vero o no, il sospetto circola e alimenta il caso.

Una cosa, però, appare già evidente: quando il potere si sente minacciato, la prima reazione è chiudere la bocca a chi disturba. Succede da sempre. Succede ancora.

Fabrizio Corona ha un passato ingombrante, che a molti continua a non piacere. Ma oggi mostra un volto diverso, capace di intercettare milioni di persone. I numeri parlano chiaro: milioni di visualizzazioni in poche ore, un consenso che cresce. E mentre il sistema prova a fermarlo, lui rilancia, persino con una provocazione estrema: “Magari fondo un partito e vinco le elezioni. Poi li comando io i giudici”.

Battuta o avvertimento? Lo vedremo. Di certo, questa storia è appena cominciata.

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