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LADISPOLI | Solo rumore di fondo. L’altra visione del nostro territorio (L’editoriale di Ricky Filosa)

Criticare è legittimo. Proporre altri punti di vista per i progetti è giusto. Vigilare è sacrosanto. Ma esiste una differenza sostanziale tra il confronto serio e l’opposizione a qualsiasi cambiamento. Alla fine, piaccia o no, resteranno i fatti

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Ricky Filosa Giornalista, editore, fondatore e direttore di Litorale Oggi

di Ricky Filosa

Ci sono città che discutono perché non cambia mai nulla. E poi ci sono città che discutono perché qualcosa, finalmente, cambia davvero. Ladispoli oggi, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Perché ormai il copione è sempre lo stesso: ogni opera realizzata, ogni spazio recuperato, ogni progetto che prende forma porta con sé la solita dose di polemiche preventive, diffidenze ideologiche e critiche spesso costruite più sul riflesso politico che sul merito delle questioni.

Eppure, a lavori fatti, resta un dato semplice, quasi banale nella sua evidenza: la città continua a crescere.

È successo con il nuovo cinema-teatro. Ricordate? Polemiche infinite, dubbi, accuse, distinguo. Poi però quel cinema ha finalmente aperto le sue porte ed è già diventato un luogo vissuto e frequentato, un presidio culturale e sociale che mancava da anni.

Fa quasi sorridere vedere che persino molti tra i più severi critici dell’operazione oggi entrano tranquillamente in sala per godersi un film seduti su poltrone comode, con audio moderno e schermo all’avanguardia.

Lo stesso schema si è ripetuto con lo skate park di via Firenze. Un’altra inaugurazione, un altro intervento concreto, un altro pezzo di città restituito ai cittadini. Nel cuore di Ladispoli sta nascendo un vero polo sportivo urbano: pista ciclopedonale riqualificata, campetti rimessi a nuovo, area fitness, spazi aggregativi. E ora anche uno skate park moderno, vivo, frequentato da ragazzi, bambini e famiglie.

Ma niente. Anche qui qualcuno ha sentito il bisogno di storcere il naso. Obiezioni deboli spesso pretestuose, quasi sempre incapaci di affrontare il punto centrale della questione: prima quello skate park non esisteva, oggi sì. Ed è pieno di giovani che lo vivono. Fine della discussione.

Del resto, l’aria da campagna elettorale si sente eccome. E quando si avvicinano certe scadenze, in politica accade spesso una cosa curiosa: persino le opere pubbliche diventano un problema.

Non importa se migliorano la città, se portano servizi, se restituiscono spazi ai cittadini. Qualcuno troverà comunque il modo di trasformarle in terreno di scontro.

Così è toccato anche a Torre Flavia.

Uno dei simboli più identitari e amati del territorio, per anni lasciato in condizioni drammatiche, divorato dal tempo, dall’erosione marina e dai danni della guerra. Ora finalmente è partito un progetto concreto: 2,7 milioni di euro tra fondi PNRR e risorse comunali per restaurare la torre e trasformarla in uno spazio museale accessibile, valorizzando al tempo stesso tutta l’area circostante.

Qual era l’alternativa? Lasciare che Torre Flavia continuasse. lentamente, a crollare?

Eppure anche stavolta è partita la mobilitazione del “no”. Collettivi, comitati e associazioni orbitanti attorno a una certa sinistra ambientalista che troppo spesso confonde la tutela con l’immobilismo. È nato persino un comitato in difesa della Torre e della palude circostante. Ma difesa da cosa, esattamente?

Da un intervento che punta a salvarla? Da un progetto che riqualificherà anche l’area naturalistica circostante, con dune ripristinate e un equilibrio ambientale migliorato?

Sui social, intanto, è andato in scena il solito spettacolo contemporaneo: nel giro di poche ore, tutti esperti, tutti progettisti, tutti ingegneri strutturisti. E bastata la circolazione online di una bozza progettuale per scatenare processi sommari e sentenze definitive.

C’è chi passa le giornate su Facebook a giudicare qualsiasi argomento. Gente che pretende di sostituirsi a professionisti di altissimo livello che lavorano ad un progetto monumentale, partito nel 2010, poi rilanciato dall’amministrazione Grando, studiando la soluzione migliore per salvare il nostro simbolo e preservarne l’autenticità.

Perché questo progetto, come raccontiamo in questo numero, non è una demolizione né un abbattimento: è un intervento di tutela del patrimonio culturale, all’avanguardia e proiettato al futuro, capace di restituire una Torre Flavia non semplicemente “rimessa a nuovo’~ ma finalmente valorizzata e resa pienamente fruibile.

Osservando il rendering definitivo della nuova Torre Flavia – finalmente restaurata, valorizzata e restituita alla città, che pubblichiamo in copertina viene spontaneo pensare una cosa molto semplice: Ladispoli merita di più del partito del “no”.

Criticare è legittimo. Proporre altri punti di vista per i progetti è giusto. Vigilare è sacrosanto. Ma esiste una differenza sostanziale tra il confronto serio e l’opposizione a qualsiasi cambiamento.

Alla fine, piaccia o no, resteranno i fatti. Un cinema che funziona. Uno skate park pieno di ragazzi. Una Torre Flavia salvata da un crollo inevitabile. Tutto il resto, come spesso accade, sarà solo rumore di fondo.

@rickyfilosa

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Politica

Sicurezza e decoro urbano: il prefetto dispone intensificazione controlli a Ladispoli

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di Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli

In queste ultime settimane alcune zone della nostra città sono state interessate da situazioni di degrado e da episodi che hanno comprensibilmente generato preoccupazione tra i cittadini.

𝐋’𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐞, 𝐟𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐬𝐨𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀, 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Abbiamo mantenuto un costante coordinamento con le Forze dell’ordine e, personalmente, ho rappresentato più volte alla Prefettura di Roma la necessità di rafforzare la presenza e intensificare i controlli sul territorio, con particolare attenzione alle zone maggiormente interessate dalle criticità.

𝐋𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨. Nella seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltasi ieri, il Prefetto, anche alla luce delle note che ho trasmesso nelle scorse settimane, ha disposto un’ulteriore intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza già in atto sul territorio di Ladispoli per tutta la stagione estiva, con particolare attenzione alle giornate a ridosso di Ferragosto.

È una risposta importante alle richieste dell’Amministrazione comunale e alle legittime preoccupazioni della nostra comunità.

𝐂𝐡𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐋𝐚𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞, 𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐞, 𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐨.

Parallelamente, dall’interlocuzione con le Forze dell’ordine è emersa la necessità di rafforzare anche gli strumenti a disposizione sul piano locale.

Per questo il Consiglio comunale, nella seduta dello scorso 30 luglio, ha modificato il Regolamento di Polizia Urbana, introducendo il nuovo articolo 4-bis e ampliando le aree nelle quali, ricorrendone i presupposti previsti dalla legge, possono trovare applicazione le specifiche misure previste dalla normativa nazionale a tutela del decoro e della sicurezza urbana.

Tra queste rientrano tutto il centro città, i lungomari e gli arenili, i parchi e i giardini pubblici, le aree scolastiche, i presidi sanitari, i luoghi della cultura e le aree interessate da mercati, fiere, manifestazioni ed eventi.

Abbiamo quindi messo a disposizione degli organi competenti strumenti ulteriori per intervenire concretamente a tutela del decoro, della sicurezza urbana e della libera fruizione degli spazi pubblici.

Ringrazio il Prefetto di Roma, le Forze dell’ordine e la Polizia Locale per il lavoro che svolgono quotidianamente al servizio della nostra comunità.

Su questi temi 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 e continueremo a lavorare in costante collaborazione con tutte le istituzioni competenti.

Come Amministrazione comunale stiamo lavorando anche su 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 per rafforzare la tutela del patrimonio comunale, il decoro e la piena e ordinata fruizione degli spazi pubblici.

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