Politica
REGIONE LAZIO | 35 milioni di euro per la Blue Economy. C’è anche Ladispoli
Riqualificazione dei lungomare, sostegno delle imprese della filiera del mare, un inedito piano per l’internazionalizzazione del settore nautico e blue
La Regione Lazio rilancia la sua strategia sulla Blue Economy con un investimento complessivo che sale a oltre 35 milioni di euro, rispetto ai 27 milioni inizialmente previsti.
Le nuove risorse saranno destinate alla riqualificazione dei lungomare, al sostegno delle imprese della filiera del mare e a un inedito piano per l’internazionalizzazione del settore nautico e blue.
Nella mattinata di lunedì 8 settembre, nel corso di un incontro con i sindaci dei Comuni costieri, la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo Economico Roberta Angelilli, insieme con il presidente della Commissione Sviluppo Economico, Enrico Tiero e con la vicepresidente della Commissione Marietta Tidei, ha illustrato il pacchetto di misure che rappresenta il più ampio stanziamento mai realizzato nella Regione in favore dell’economia del mare.
La prima grande novità riguarda i Comuni costieri, che potranno contare su un ulteriore stanziamento da 10 milioni di euro per interventi di riqualificazione urbana, finanziati dalla Regione Lazio (8 milioni) con un cofinanziamento dei Comuni pari a 2 milioni. In totale, saranno investiti 24 milioni di euro per 21 progetti, tra riqualificazione degli arenili, arredo urbano, smart mobility e miglioramento dell’accessibilità.
Nel dettaglio: i primi 12 progetti (San Felice Circeo, Pomezia, Formia, Sabaudia, Fiumicino, Cerveteri, Sperlonga, Tarquinia, Ardea, Ponza, Latina, Ladispoli) sono stati finanziati con 14 milioni di euro (10 dalla Regione più 4 dai Comuni). Gli ulteriori 9 progetti (Minturno, Itri, Fondi, Nettuno, Montalto di Castro, Anzio, Santa Marinella, Civitavecchia, Gaeta) hanno ottenuto 10 milioni di euro (8 dalla Regione + 2 dai Comuni).
Arte e Cultura
Frappa: cultura, fede e territorio
Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del
Dall’emozione nel conoscere Papa Leone XIV alla rinascita del
La cultura a Ladispoli vive un momento di fermento straordinario: abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa sulle ultime esperienze che hanno portato il nome di Ladispoli e della Biennale della Riviera Romana fino al Vaticano.
Assessore, l’udienza con Papa Leone XIV ha rappresentato un momento di altissimo profilo per Ladispoli e per la Biennale. Qual è stata la sensazione più forte nel consegnare personalmente il catalogo e le opere vincitrici nelle mani del Pontefice?
“Essere ricevuta da Papa Leone XIV ha significato portare Ladispoli in un luogo universale, dove cultura, spiritualità e umanità si incontrano. La sensazione più forte è stata quella di rappresentare non solo un evento, ma un’intera comunità. In quell’istante ho percepito che la Biennale della Riviera Romana non è solo una manifestazione artistica, ma un ponte tra culture e sensibilità diverse. È stato un momento solenne e profondamente emozionante: in quelle opere c’era il lavoro, la ricerca e la voce degli artisti. E sapere che tutto questo arrivava al Santo Padre è stato motivo di orgoglio, ma anche di grande responsabilità”.

Il Vaticano ha concesso il patrocinio alla Biennale: in che modo questo legame trasforma la percezione dell’arte nel nostro territorio e quale messaggio spera che arrivi agli artisti coinvolti?
“Il patrocinio del Vaticano rappresenta un riconoscimento di altissimo valore, non solo istituzionale ma culturale e morale.
La Biennale ha ricevuto il sostegno di importanti istituzioni come il Senato della Repubblica, la Camera dei deputati, il Ministero della Cultura e la Regione Lazio. Tuttavia, il patrocinio del Vaticano ha un significato ancora più profondo: evidenzia come l’arte sappia dialogare con i valori universali. Ci ricorda che l’arte non è solo espressione estetica, ma linguaggio capace di costruire ponti, generare dialogo e alimentare speranza.
Questo cambia anche la percezione dell’arte sul territorio: non qualcosa di distante o elitario, ma uno strumento vivo, accessibile, capace di parlare a tutti. Agli artisti voglio dire questo: non state solo esponendo opere, ma contribuendo a una visione più grande. Ogni opera può essere una testimonianza di umanità, di luce e di futuro.
Per Ladispoli è una consacrazione culturale: significa affermare che anche un territorio può esprimere una visione internazionale forte e credibile”.
Passando alla realtà cittadina, abbiamo chiesto all’Assessore le sue considerazioni circa l’apertura del Cine-Teatro Massimo Freccia, un traguardo tanto atteso dai cittadini che, finalmente, potranno rivivere l’esperienza del cinema nella propria città.
Lei ha dichiarato che questo non è solo un edificio, ma uno spazio che “crea comunità”. Cosa dobbiamo aspettarci dalla programmazione di questa nuova stagione?
“Il Cine-Teatro Massimo Freccia non è solo una riapertura: è una restituzione alla città. Un luogo in cui le persone si incontrano, si riconoscono e crescono insieme attraverso la cultura. La programmazione dovrà essere plurale e viva: cinema, teatro, incontri, rassegne per giovani e famiglie, in dialogo con scuole e associazioni. Fondamentale sarà il legame con il Centro d’Arte e Cultura: non eventi isolati, ma un ecosistema culturale continuo e partecipato. Una città cresce quando i suoi spazi culturali sono vissuti, non solo aperti. Il cinema e il teatro non si guardano… si vivono.
Oggi siamo abituati a contenuti veloci e solitari, ma la sala offre qualcosa di unico: un’esperienza condivisa. Emozionarsi insieme, nello stesso momento, crea un legame che nessuno schermo domestico può restituire.
Frequentare questi luoghi significa uscire dall’isolamento e tornare a essere comunità. Significa scegliere un’esperienza autentica, fatta di presenza, ascolto e partecipazione.
Il teatro e il cinema non sono solo intrattenimento: sono strumenti di crescita culturale e civile”.cineteatro

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