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Sindaco Grando: “Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato di Polizia”

Firmato il contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius

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“Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato”. A farlo sapere è il sindaco Alessandro Grando, annunciando la firma del contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius, che appunto diventerà la futura sede della Polizia di Stato.

“Nonostante l’emergenza sanitaria non si fermano le procedure per l’istituzione del commissariato di Polizia nella nostra città”, sottolinea grando sui social network: “Contiamo di consegnare l’immobile entro la fine di giugno – prosegue il primo cittadino -, non appena terminati i necessari lavori di adeguamento sulla struttura di viale Mediterraneo, che ospiterà definitivamente il Comando della nostra Polizia locale”.

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Ladispoli. L’eleganza (si fa per dire) della consigliera Mollica che offende l’assessore Marongiu

Gli attacchi rivolti dai consiglieri Amelia Mollica Graziano e Ferdinando Cervo all’assessore al Commercio Daniela Marongiu hanno certamente fatto discutere. Più per i toni utilizzati che per i contenuti. Ma, al di là delle schermaglie politiche, c’è una domanda che merita una risposta seria: quale modello di sviluppo immagina Ladispoli per il proprio futuro?

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L’accusa rivolta all’assessore è quella di essere vicina ai piccoli commercianti e, allo stesso tempo, favorevole a nuovi investimenti commerciali sul territorio. Una contraddizione che, francamente, appare difficile da individuare. Viale Italia rappresenta l’identità commerciale di Ladispoli. È il cuore della città, il luogo simbolo del piccolo commercio, delle attività storiche, delle passeggiate e della vita cittadina. Nessuno mette in discussione questo patrimonio che va difeso e valorizzato. Ma difendere il commercio tradizionale non significa chiudere la porta a qualsiasi prospettiva di crescita.

Chi oggi decide di trascorrere un pomeriggio al Parco Da Vinci o a Euroma2 non lo fa (solo) perché manca un negozio a Ladispoli. Lo fa perché cerca un’offerta più ampia, un luogo dove passeggiare, trascorrere il tempo e vivere un’esperienza diversa. Sono migliaia gli euro che ogni fine settimana escono dal territorio comunale per finire altrove.

La vera sfida dovrebbe essere capire come trattenere una parte di quelle risorse economiche in città e anzi attrarne di nuove da fuori. Se Ladispoli riuscisse ad offrire servizi, commercio e opportunità capaci di attrarre cittadini e visitatori del comprensorio, il beneficio sarebbe diffuso. Ne guadagnerebbero le attività esistenti, ne guadagnerebbe l’indotto e ne guadagnerebbe l’intera economia locale.

Questo è davvero il punto centrale della questione. Non il cemento. Non le polemiche. Non le battute da consiglio comunale. Ma il lavoro. Per troppo tempo, lo sappiamo, Ladispoli è stata considerata una città dormitorio. Un luogo da cui ogni mattina si parte per lavorare altrove e nel quale si torna la sera. Un modello che negli anni ha mostrato tutti i suoi limiti. Ladispoli deve avere l’ambizione di diventare un polo economico capace di generare occupazione e sviluppo. È questo il cuore del dibattito che la politica dovrebbe affrontare.

Gli attacchi personali all’assessore Daniela Marongiu appaiono fuori fuoco. Si può essere favorevoli o contrari a determinate scelte, ma il confronto dovrebbe concentrarsi sulle idee e sulle prospettive per la città. All’Assessore Marongiu, donna attaccata da un’altra donna, esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

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