Politica
Sindaco Grando: “Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato di Polizia”
Firmato il contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius
“Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato”. A farlo sapere è il sindaco Alessandro Grando, annunciando la firma del contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius, che appunto diventerà la futura sede della Polizia di Stato.
“Nonostante l’emergenza sanitaria non si fermano le procedure per l’istituzione del commissariato di Polizia nella nostra città”, sottolinea grando sui social network: “Contiamo di consegnare l’immobile entro la fine di giugno – prosegue il primo cittadino -, non appena terminati i necessari lavori di adeguamento sulla struttura di viale Mediterraneo, che ospiterà definitivamente il Comando della nostra Polizia locale”.
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Ladispoli. Tanto rumore per niente, la maggioranza rimane solida
Lo diciamo sempre in redazione: queste sono “menate” che interessano gli addetti ai lavori. Stavolta, però, all’orizzonte si prospettava un vero e proprio terremoto politico all’interno della squadra di Alessandro Grando. In dieci anni di governo ne abbiamo viste parecchie: scontenti, battibecchi, confronti anche accesi. Normale amministrazione.

Non possiamo però fingere di non vedere l’elefante nella stanza. Da febbraio 2025 il rapporto si è incrinato. Giorno in cui un comunicato di una coalizione, di cui Fratelli d’Italia si era fatta portavoce, ha rivendicato per i partiti un ruolo centrale nel nuovo progetto politico per Ladispoli, senza interpellare il sindaco e la componente civica. Da quel momento, una serie di sgambetti e prese di posizione ha accompagnato un progressivo allontanamento, fino a rendere evidente quanto fosse difficile costruire una collaborazione futura.
Credo che Grando abbia pregi e difetti, come tutti noi, ma una cosa è innegabile: ha sempre difeso Ladispoli come fosse casa sua, perché, di fatto, lo è. Ed è proprio questa autonomia che, probabilmente, ai vertici di partito non piace. Forse hanno bisogno di persone che rispondano senza porsi troppe domande. E forse svegliarsi una mattina e ordinare a FdI di uscire dalla maggioranza è il loro modo di dirsi addio definitivamente.
Ovviamente, l’avvicinamento di alcuni consiglieri al gruppo di Vannacci, peraltro non formalizzato in Consiglio comunale, è stato un pretesto. Come se qualcuno dovesse chiedere il permesso a un partito per aderire a un altro. Moretti, per esempio, che ultimamente simpatizza per FdI, ha forse chiesto il permesso a qualcuno? E la consigliera Panzini, che ha aderito a Noi Moderati, ha dovuto rendere conto della propria scelta? Ognuno è libero di fare ciò che vuole. L’amministrazione è un’altra cosa: si porta avanti il programma in cui i cittadini hanno riposto la loro fiducia, a prescindere dai simboli che governano. L’importante è rispettare gli impegni presi, con dignità e serietà.
Prima dei loghi siamo persone impegnate in un progetto; prima di essere politici, siamo ladispolani che curano gli interessi della città, tanto in maggioranza quanto all’opposizione. Prima di farci imporre decisioni da Roma, dovremmo ricordarci che questa è casa nostra, che percorriamo le nostre strade e parliamo con la nostra gente. Cose che, evidentemente, chi siede su una comoda poltrona da 15 mila euro al mese, in Regione come in Parlamento, rischia di non comprendere fino in fondo.
La maggioranza rimane solida e continua a lavorare con impegno. Abbiamo troppe cose da fare per lasciarci condizionare da un “terremoto” che, alla fine, non ha smosso nemmeno l’acqua di un bicchiere.
MP


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