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Sindaco Grando: “Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato di Polizia”

Firmato il contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius

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“Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato”. A farlo sapere è il sindaco Alessandro Grando, annunciando la firma del contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius, che appunto diventerà la futura sede della Polizia di Stato.

“Nonostante l’emergenza sanitaria non si fermano le procedure per l’istituzione del commissariato di Polizia nella nostra città”, sottolinea grando sui social network: “Contiamo di consegnare l’immobile entro la fine di giugno – prosegue il primo cittadino -, non appena terminati i necessari lavori di adeguamento sulla struttura di viale Mediterraneo, che ospiterà definitivamente il Comando della nostra Polizia locale”.

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Ladispoli: dai bar alle sedi è partito il toto-sindaco. Il macigno “dopo Grando”

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di Ricky Filosa

Mentre avete tra le mani questo numero settembrino di Litorale Oggi, probabilmente a Ladispoli sono già iniziati i colloqui tra le diverse forze politiche in vista delle Comunali del prossimo anno. Ve lo ricordate? Prima dell’estate il sindaco Alessandro Grando, leader indiscutisso del suo raggruppamento civico, aveva rimandato tutti a settembre. Bene, settembre è arrivato. Conclusa la pausa estiva, si riaprono quindi i tavoli politici e le trattative.

Si discuterà di programmi, alleanze e candidature. Se si troverà una sintesi, si dovrà individuare un candidato sindaco condiviso. In caso contrario, il gruppo civico di Grando, forte di otto liste, potrebbe correre da solo contro i partiti tradizionali. A complicare ulteriormente il quadro c’è l’incognita Vannacci. Cosa farà Futuro Nazionale a Ladispoli? Correrà autonomamente, come nel caso delle suppletive di Reggio Calabria, oppure sceglierà di entrare nella partita del centrodestra tradizionale? Oppure potrebbe esserci un dialogo proprio con le civiche di Grando? Gli interrogativi sono molti, così come i nomi che circolano.

Ma la poltrona di sindaco è una sola. Quanto dovremo aspettare per conoscere il nome di chi proverà a raccogliere l’eredità di Grando? Secondo le informazioni che abbiamo raccolto, ancora qualche settimana. Se settembre sarà il mese dei confronti, ottobre dovrebbe essere quello dell’annuncio. Da quel momento, inizierà una fase completamente diversa, che ci accompagnerà verso la campagna elettorale vera e propria. Tra i possibili successori di Alessandro Grando viene indicato Carmelo Augello, attuale presidente del Consiglio comunale, che rappresenterebbe una scelta di continuità con l’Amministrazione uscente.

Gira anche il nome di Margherita Frappa, assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, che potrebbe puntare a diventare il primo sindaco donna della città. Tra gli altri nomi circolano quello di Stefano Fierli, consigliere di maggioranza delegato allo Sport, e quello di Eugenio Trani, approdato qualche mese fa nell’area politica di Grando e potenzialmente in grado di portare con sé una parte del proprio consenso. Per ora, però, la sensazione è che si navighi ancora in alto mare.

Volete sapere la nostra, per ciò che può valere? Sarà difficile per chiunque ereditare questo fardello. Del resto, dopo Alessandro Grando non è semplice immaginare un successore di spessore come lui. Abbiamo imparato ad apprezzarne determinazione, capacità oratoria, carattere e, perché no, quel ricco lessico che raramente passa inosservato. Abbiamo seguito le sue vittorie, a cominciare da quella che ha interrotto il lungo predominio della sinistra a Ladispoli, e le numerose battaglie vinte in Consiglio comunale. Piaccia o non piaccia, Grando ha lasciato un segno nella politica cittadina. Per questo chi arriverà dopo di lui avrà un compito tutt’altro che semplice.

Naturalmente potrebbero esserci sorprese dell’ultimo minuto. La politica ci ha abituati a tutto. Ma, guardandoci intorno, per ora facciamo fatica a individuare un nome capace di convincerci fino in fondo. Forse alla fine prevarrà il compromesso: una figura in grado di tenere insieme più sensibilità e più pezzi della coalizione, anche se non necessariamente quella che tutti avrebbero scelto come prima opzione.

Una cosa, però, va ricordata: fare il sindaco è una cosa seria. Ci sono gli onori, ma soprattutto gli oneri. È un incarico che richiede tempo, presenza e disponibilità, sottraendoli inevitabilmente al lavoro, alla famiglia e alla vita privata. Chi avrà l’onore e la responsabilità di guidare Ladispoli sappia dunque che, dal giorno della vittoria, avrà gli occhi addosso. Dovrà affrontare problemi, critiche, emergenze e aspettative. Dovrà esserci, sempre. Perché, al contrario di ciò che potrebbe pensare qualcuno, fare il sindaco non è affatto una passeggiata.

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