Politica
Sindaco Grando: “Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato di Polizia”
Firmato il contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius
“Dopo decenni di attesa Ladispoli avrà finalmente il suo commissariato”. A farlo sapere è il sindaco Alessandro Grando, annunciando la firma del contratto con la prefettura di Roma per la cessione in comodato gratuito dell’edificio di proprietà comunale di via Vilnius, che appunto diventerà la futura sede della Polizia di Stato.
“Nonostante l’emergenza sanitaria non si fermano le procedure per l’istituzione del commissariato di Polizia nella nostra città”, sottolinea grando sui social network: “Contiamo di consegnare l’immobile entro la fine di giugno – prosegue il primo cittadino -, non appena terminati i necessari lavori di adeguamento sulla struttura di viale Mediterraneo, che ospiterà definitivamente il Comando della nostra Polizia locale”.
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A Ladispoli i “sinistri” continuano imperterriti la crociata contro le piccole imprese
Ormai è certo: i “sinistri” ladispolani – e li chiamiamo volutamente così, perché i comunisti, quelli veri, hanno a cuore le attività di vicinato e le piccole imprese a conduzione familiare – sembrano interessarsi ben poco al tessuto economico della città. Per questo potrebbero essere una vera minaccia per il commercio cittadino.

Queste attività rappresentano l’economia del territorio, creano opportunità, contribuiscono al nostro PIL e danno lavoro a persone di tutte le età. Eppure, qualcuno ha interpretato il ruolo dell’opposizione come quello di uno sceriffo della città, peraltro senza alcun senso. Abbiamo assistito, in più di un’occasione, a manovre goffe e poco nobili, esposti di ogni tipo, segnalazioni e critiche pubbliche in Consiglio contro alcune imprese locali.
Da qualche anno, inoltre, osserviamo una costante strategia volta a mettere in cattiva luce soltanto certe aziende del territorio. Sicuramente è solo una coincidenza, ma si tratta spesso di attività situate nelle vicinanze delle abitazioni di qualcuno o concorrenti di qualche amico dei “compagni”.
Fermo restando che il rispetto delle regole è sacrosanto, così come lo sono i controlli delle autorità preposte, chiamate a garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi, l’accanimento, in alcuni casi, ci sembra davvero inopportuno. Le regole devono essere rispettate, così come deve essere tutelato il diritto al riposo dei cittadini. Allo stesso tempo, però, va salvaguardata la possibilità di lavorare per chi rappresenta una risorsa per il nostro territorio e aspetta la stagione estiva per realizzare la parte più consistente degli incassi, quella che spesso garantisce la sopravvivenza dell’attività durante i mesi invernali.
Purtroppo, gli sceriffi “a corrente alternata” dimenticano che dietro ogni attività ci sono famiglie, lavoratori e opportunità che non meritano di essere messe a rischio da un accanimento che potrebbe persino portare alla chiusura di un’impresa.

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