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Ladispoli. Tanto tuonò che alla fine… piovve! (L’editoriale di Ricky Filosa)

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di Ricky Filosa

Alla fine, le dimissioni del vicesindaco Renzo Marchetti sono arrivate. Non avrebbe potuto essere diversamente. Dopo la nota con cui Fratelli d’Italia comunicava di voler ritirare la propria delegazione dalla Giunta, l’unica mossa possibile, per evitare di fare una figuraccia, era dimettersi.

Da parte sua, il sindaco Alessandro Grando ha replicato con il suo solito stile impeccabile: non un sussulto, non un singhiozzo, ma la semplice presa d’atto di una situazione che, comunque, era nell’aria già da tempo.

Più volte, infatti, nel corso della consiliatura, Fratelli d’Italia a livello locale ha dimostrato di non digerire fino in fondo questa Amministrazione, e persino questo primo cittadino. Lo si è visto nelle dichiarazioni pubbliche, sui social e a mezzo stampa, così come lo si è visto in Consiglio comunale. Alla fine, come ha ben evidenziato Grando, è l’epilogo di una storia che durava ormai da molto, troppo tempo.

Ora che succede? La poltrona da vicesindaco è vacante e potrebbe interessare a più di una persona, sapendo, tuttavia, che le elezioni sono sempre più vicine. Fino a che punto vale la pena imbarcarsi in una situazione che, comunque vada a finire, è ormai agli sgoccioli? Ma siccome non c’è limite all’ambizione umana, siamo convinti che ci sarà chi si farà coraggio e acconsentirà ad accompagnare il primo cittadino fino alla fine del percorso.

Del resto, la giunta Grando si merita di essere sostenuta fino all’ultimo giorno. Se lo merita per mille motivi, ma soprattutto perché ha dimostrato, con carattere e determinazione, che volere è potere. Che quando si vuole davvero migliorare le cose, si può fare.

È così che Ladispoli è diventata Città dello Sport, per esempio, grazie alla visione politica del sindaco e della sua Giunta. Se oggi la città può vantare due palazzetti dello sport, con un terzo in arrivo insieme a una nuova pista di atletica leggera, uno skatepark nel cuore della città, una pista ciclopedonale nei giardini di via Firenze e fitness spot dislocati in diversi punti del territorio, è anche merito di questa visione.

Potremmo affermare lo stesso per quanto riguarda gli investimenti nel settore del sociale, con un welfare che a Ladispoli si occupa davvero dei più fragili e bisognosi, oppure per ciò che riguarda eventi e spettacoli: una vera volontà politica di fare di Ladispoli un punto di riferimento del litorale laziale per quanto riguarda i concerti in piazza e i grandi eventi.

Quello del passaggio di alcuni consiglieri comunali a Futuro Nazionale è stato solo un pretesto per abbandonare la nave. Non credo che per cambiare partito bisogna chiedere permesso prima agli altri; almeno, chi lo ha fatto in precedenza non ha chiesto permesso a nessuno, com’è giusto che sia. Ma alla fine, diciamolo pure, Marchetti non ha colpe. Almeno in questo caso. È semplicemente eterodiretto, una marionetta nelle mani di Roma. Lui e tutti gli altri, infatti, non sono altro che pedine dei partiti romani. Affermare ciò non deve essere un insulto per nessuno, ma solo la constatazione di un fatto.

Più di una volta questo territorio ha pagato lo scotto di decisioni calate dall’alto senza alcun senso e convenienza. Ma chi viene da queste parti una volta a tornata elettorale per racimolare voti per le europee o le regionali, cosa ne sa delle dinamiche cittadine? Ci vorrebbe il manico, proprio quello che in questi anni è mancato. Il manico che ha avuto Grando, quando ai partiti ha ribadito più volte che questa è casa nostra, e decidiamo noi le sorti delle nostre terre. Forse proprio per questo qualcuno da Roma fa l’offeso, e prova a fare gli sgambetti come un bambino dell’asilo. Purtroppo qui però si scherza meno, perchè le decisioni si ripercuotono sulla città ed i suoi cittadini.

D’altronde, quando fai parte di un partito tradizionale, non hai tutta questa libertà di movimento. Devi chinare la testa e prendere per buone e valide le direttive che ti arrivano dall’alto. È tutta qui la differenza, per esempio, tra le liste civiche legate al territorio, come Noi di Ladispoli, Cuori Ladispolani o altre ancora: l’indipendenza, anche formale, e l’autonomia decisionale.

C’è chi è disposto a piegarsi ai diktat di Roma e c’è chi preferisce essere padrone del proprio destino nel proprio territorio.

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Settembre, si fa sul serio. L’altra visione del territorio (L’editoriale di Ricky Filosa)

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di Ricky Filosa

Settembre arriva sempre. Anche quando vorremmo trattenerci ancora un po’ dentro l’estate, tra serate sul lungomare, piazze piene e quel caldo che quest’anno sembrava non finire mai.

Poi guardiamo il calendario e ci rendiamo conto che è già passato tutto. Noi di Litorale Oggi non ci siamo mai fermati. Anche ad agosto abbiamo continuato a raccontare il territorio, con la nostra informazione e le nostre opinioni. Ora che tutto riparte, è tempo di bilanci. Ma soprattutto di guardare avanti. L’estate 2026 ha raccontato una città viva, capace di attirare residenti e turisti con concerti, cultura, sport e numerose iniziative.

È stata anche una sorta di prova del nove per l’amministrazione Grando. Al netto delle opinioni politiche, è difficile negare che in questi anni Ladispoli abbia costruito una propria identità sul fronte degli eventi e della promozione del territorio. Certo, governare non significa soltanto organizzare spettacoli, ma soprattutto saper affrontare i problemi: sicurezza, degrado, senza fissa dimora, movida e convivenza tra residenti, attività commerciali e turismo.

Le Guardie Giurate impiegate per un mese sono state una delle risposte messe in campo. Se saranno sufficienti lo diranno i fatti. Il vero spettacolo, però, comincia adesso. E riguarda la politica locale. Settembre 2026 significa soprattutto una cosa: Comunali 2027. Il sindaco Alessandro Grando aveva annunciato che i confronti politici sarebbero ripartiti a settembre. Bene: ci siamo.

Chi sarà il candidato sindaco del centrodestra? Le civiche che hanno sostenuto Grando troveranno un’intesa con i partiti tradizionali? Ci sarà una coalizione larga oppure ognuno correrà per conto proprio?

Fino a qualche tempo fa sembrava prevalere una netta separazione tra civiche e partiti. Negli ultimi giorni, però, qualche spiraglio sembra essersi aperto. Ancora nulla di definitivo, sia chiaro. Ma in politica una porta socchiusa può diventare rapidamente un ingresso spalancato. Bisognerà attendere ancora qualche giorno e poi probabilmente tutti i nodi verranno sciolti.

IL DOPO-GRANDO

La partita più delicata sarà inevitabilmente quella della successione ad Alessandro Grando, che non potrà puntare al terzo mandato. Chi raccoglierà il testimone? Un esponente della giunta? Un consigliere comunale? Una figura nuova capace di rappresentare l’attuale maggioranza e, magari, allargare il consenso?

Se l’obiettivo sarà garantire continuità al progetto amministrativo degli ultimi anni, è plausibile che lo sguardo possa concentrarsi proprio sulla squadra di governo e sulle civiche grandiane. Ma attenzione, siamo ancora nel campo delle ipotesi. In politica, fino a quando non arrivano le decisioni ufficiali, tutto può cambiare.

E A SINISTRA?

Anche il centrosinistra dovrà risolvere le proprie questioni interne. Divisioni, personalismi e strategie differenti non mancano. Ma sarebbe un errore sottovalutare l’avversario: le elezioni si vincono con un progetto credibile, non con la certezza di avere già la vittoria in tasca. Perché i voti non si conservano in frigorifero, ogni volta vanno riconquistati uno per uno.

NOI RACCONTEREMO LA PARTITA

Nei prossimi mesi assisteremo a una moltiplicazione di comunicati, post, dichiarazioni, candidature e alleanze. Ci sarà chi prometterà di cambiare tutto e chi difenderà tutto ciò che è stato fatto. Ci sarà chi scoprirà improvvisamente di amare Ladispoli più di chiunque altro. A tutti suggeriamo una cosa semplice: meno frasi fatte, più idee per la città. Ladispoli ha bisogno di sapere quale futuro vogliamo costruire, non soltanto chi vuole governarla.

Litorale Oggi continuerà a fare quello che ha sempre fatto: raccontare il territorio con libertà, riconoscendo i risultati quando ci sono e segnalando i problemi quando esistono. Andando sempre avanti a testa alta, forti del coraggio delle nostre idee. Cari lettori, non perdetevi i contenuti che troverete nelle pagine interne: con questo numero tracciamo un bilancio della stagione estiva che si è appena conclusa, ma allo stesso tempo guardiamo ai mesi che verranno. Un altro numero di Litorale Oggi tutto da leggere.

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