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Politica

Ladispoli alza gli standard. Potenziamento del nuovo appalto per l’igiene urbana

Nuovo servizio di gestione dei rifiuti, più attenzione alla pulizia del centro e del lungomare, ma anche costi in aumento e un problema che l’Amministrazione non nasconde: senza la collaborazione dei cittadini, nessun sistema potrà mai funzionare davvero. È questo, in sintesi, il quadro emerso dall’incontro pubblico che si è svolto giovedì 1 ottobre nell’Aula Consiliare del Comune di Ladispoli, dedicato alla presentazione del nuovo servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.

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di Ricky Filosa

Al tavolo il sindaco Alessandro Grando, l’assessore Marco Pierini, rappresentanti dell’Amministrazione; presenti cittadini, associazioni e operatori commerciali. Un confronto nel quale sono state illustrate le principali novità del nuovo sistema, dalle modalità operative ai calendari, passando per i servizi destinati alle utenze domestiche e non domestiche e per gli strumenti pensati per migliorare la raccolta differenziata.

Ma, al di là delle schede tecniche e dei nuovi calendari, il tema rifiuti resta uno dei nervi scoperti della città. Grando, bisogna dargliene atto, non si è sottratto al problema.

Il sindaco ha rivendicato il lavoro svolto dagli uffici e dai tecnici, ma ha anche ammesso che c’è ancora molto da fare. Soprattutto in alcune zone della città, dove la qualità della pulizia urbana deve essere ulteriormente rafforzata. Centro cittadino, lungomare, spiagge e manutenzione dell’erba sui marciapiedi sono stati indicati come alcuni dei settori sui quali intervenire con maggiore attenzione.

Insomma, l’Amministrazione non considera il lavoro concluso. Anzi. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il servizio e renderlo più efficace proprio nei punti maggiormente esposti agli occhi dei cittadini e dei visitatori. Poi c’è il capitolo, tutt’altro che secondario, dei costi. La Regione Lazio ha comunicato un aumento della tariffa legata allo smaltimento dell’indifferenziato, con effetto retroattivo. Una voce che inevitabilmente finisce per pesare sui conti e sulla gestione del servizio. Nel 2026 è stato quindi necessario aggiornare i costi anche alla luce delle tariffe degli anni precedenti. Una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più pesanti: il Comune ha chiesto infatti di non concentrare tutto il maggiore costo sull’anno in corso, prevedendo una parte del pagamento nel 2027.

Non esattamente una buona notizia per chi deve amministrare un servizio già particolarmente delicato e costoso. C’è un altro punto sul quale l’Amministrazione ha voluto mettere i puntini sulle “i”: la responsabilità non può essere sempre e soltanto del Comune.

Ladispoli viene spesso descritta come una città sporca, degradata, sommersa dai rifiuti. Una rappresentazione che il sindaco contesta, pur dichiarandosi per primo insoddisfatto quando il servizio non funziona come dovrebbe.

Il problema esiste, le segnalazioni dei cittadini sono numerose. In alcuni casi, ha spiegato Grando, la criticità può essere legata a una pulizia effettuata troppo velocemente. Ma c’è anche un’altra questione, forse ancora più difficile da risolvere: l’inciviltà. Quanto può fare un’Amministrazione se una parte dei cittadini continua a comportarsi come se gli spazi pubblici non appartenessero a tutti noi, come se tutti noi non dovessimo prendercene cura? Il riferimento è anche alle attività commerciali. Cartoni e rifiuti lasciati all’esterno dei negozi non sono certamente un bel biglietto da visita per la città e rendono più complicato il lavoro degli operatori.

Il concetto espresso dall’Amministrazione è semplice: il Comune deve fare la propria parte, migliorare i servizi, aumentare i controlli e intervenire dove necessario. Ma anche cittadini e commercianti devono fare la loro. E’ la stessa linea che abbiamo messo nero su bianco nel numero di settembre di Litorale Oggi.

Perché si può cambiare il gestore, modificare i calendari, aumentare gli interventi, potenziare la pulizia. Ma se qualcuno continua a lasciare rifiuti dove capita, il problema si ripresenta il giorno dopo. Il nuovo servizio parte dunque con una sfida precisa: migliorare concretamente la qualità dell’igiene urbana e, contemporaneamente, cambiare anche alcune abitudini. Ladispoli vuole una città più pulita. Ma per ottenerla serviranno mezzi, organizzazione, controlli e personale. Servirà anche una cosa molto meno tecnologica e molto più semplice: il senso civico.

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Ladispoli. Tanto rumore per niente, la maggioranza rimane solida

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Lo diciamo sempre in redazione: queste sono “menate” che interessano gli addetti ai lavori. Stavolta, però, all’orizzonte si prospettava un vero e proprio terremoto politico all’interno della squadra di Alessandro Grando. In dieci anni di governo ne abbiamo viste parecchie: scontenti, battibecchi, confronti anche accesi. Normale amministrazione.

Non possiamo però fingere di non vedere l’elefante nella stanza. Da febbraio 2025 il rapporto si è incrinato. Giorno in cui un comunicato di una coalizione, di cui Fratelli d’Italia si era fatta portavoce, ha rivendicato per i partiti un ruolo centrale nel nuovo progetto politico per Ladispoli, senza interpellare il sindaco e la componente civica. Da quel momento, una serie di sgambetti e prese di posizione ha accompagnato un progressivo allontanamento, fino a rendere evidente quanto fosse difficile costruire una collaborazione futura.

Credo che Grando abbia pregi e difetti, come tutti noi, ma una cosa è innegabile: ha sempre difeso Ladispoli come fosse casa sua, perché, di fatto, lo è. Ed è proprio questa autonomia che, probabilmente, ai vertici di partito non piace. Forse hanno bisogno di persone che rispondano senza porsi troppe domande. E forse svegliarsi una mattina e ordinare a FdI di uscire dalla maggioranza è il loro modo di dirsi addio definitivamente.

Ovviamente, l’avvicinamento di alcuni consiglieri al gruppo di Vannacci, peraltro non formalizzato in Consiglio comunale, è stato un pretesto. Come se qualcuno dovesse chiedere il permesso a un partito per aderire a un altro. Moretti, per esempio, che ultimamente simpatizza per FdI, ha forse chiesto il permesso a qualcuno? E la consigliera Panzini, che ha aderito a Noi Moderati, ha dovuto rendere conto della propria scelta? Ognuno è libero di fare ciò che vuole. L’amministrazione è un’altra cosa: si porta avanti il programma in cui i cittadini hanno riposto la loro fiducia, a prescindere dai simboli che governano. L’importante è rispettare gli impegni presi, con dignità e serietà.

Prima dei loghi siamo persone impegnate in un progetto; prima di essere politici, siamo ladispolani che curano gli interessi della città, tanto in maggioranza quanto all’opposizione. Prima di farci imporre decisioni da Roma, dovremmo ricordarci che questa è casa nostra, che percorriamo le nostre strade e parliamo con la nostra gente. Cose che, evidentemente, chi siede su una comoda poltrona da 15 mila euro al mese, in Regione come in Parlamento, rischia di non comprendere fino in fondo.

La maggioranza rimane solida e continua a lavorare con impegno. Abbiamo troppe cose da fare per lasciarci condizionare da un “terremoto” che, alla fine, non ha smosso nemmeno l’acqua di un bicchiere.

MP

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