Cronaca
GDF: BLITZ A FIUMICINO
Guardia di Finanza in Comune: arrestati un funzionario e un dirigente
Guardia di Finanza in Comune: arrestati un funzionario e un dirigente
Gli elementi emersi dall’inchiesta per corruzione che ha colpito il Comune di Fiumicino sembrano essere davvero inquietanti: arrestati un funzionario e un dirigente dell’Ente, mentre due assessori (di cui uno si è dimesso) e il capo di gabinetto del sindaco risultano indagati.
“Il periodo al centro delle indagini non coincide con il mandato dell’attuale amministrazione”, sottolinea su Facebook il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, che spiega come “abbiamo dato piena attuazione al Piano triennale anticorruzione, rafforzato i controlli, avviato la rotazione degli incarichi e degli affidamenti. Continueremo a garantire la massima collaborazione alla Procura”.
Al centro dell’inchiesta un presunto sistema corruttivo radicato ed esteso anche al settore delle attività produttive e culturali. Comprensibilmente, i gruppi di opposizione chiedono trasparenza e chiedono formalmente al sindaco di “informare la città sui destinatari, tipologia e natura dei provvedimenti notificati”.
I consiglieri si dicono “esterrefatti da quanto abbiamo trovato al nostro arrivo nella sede comunale, con gli agenti della guardia di finanza insediati negli uffici ed esponenti di questa amministrazione, dirigenti, funzionari e imprenditori raggiunti da provvedimenti”. Ribadiscono poi di volere “chiarezza sui nomi e nessuna ombra sull’opposizione, ma va fatto con gli atti e non a chiacchiere”.

Cronaca
IL DIBATTITO. Palme sì o palme no?
In questi giorni si è aperto il dibattito sulle palme del lungomare. L’obiezione più frequente è sempre la stessa: “Non fanno ombra”. Ma viene spontanea una domanda: quanta ombra facevano davvero le vecchie tamerici?
La risposta è semplice: ben poca. Per anni quegli alberi sono rimasti bassi, disomogenei e, in molti casi, non hanno mai sviluppato una chioma in grado di garantire una reale ombreggiatura. A questo si aggiungevano problemi fitosanitari documentati da relazioni tecniche e un altro aspetto spesso dimenticato: la resina rilasciata dalle tamerici, che sporcava costantemente pavimentazione, panchine e arredi urbani, aumentando anche i costi di manutenzione.
La scelta delle palme non nasce quindi da una questione estetica, ma da una valutazione tecnica. Sono piante che resistono meglio alla salsedine e al vento, richiedono minori interventi manutentivi, garantiscono maggiore sicurezza e rappresentano una delle essenze più adatte a un lungomare mediterraneo.
Quando si riqualifica uno spazio pubblico non si deve guardare a ciò che c’era, nè tantomeno pensare che ChatGPT abbia la soluzione a tutto, ma a ciò che funziona meglio oggi e che potrà durare negli anni. Ed è proprio in quest’ottica che la palma rappresenta una scelta razionale, sostenibile e coerente con l’identità di una città di mare.


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