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Consorzio Politiche Sociali Etruria Meridionale, Gubetti e Grando compatti: “Opportunità irrinunciabile“

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I sindaci di Cerveteri e Ladispoli, Elena Gubetti e Alessandro Grando, intervengono congiuntamente per ribadire la totale sintonia istituzionale e la ferma intenzione di portare a compimento il progetto del Consorzio per le Politiche Sociali dell’Etruria Meridionale, definito dagli stessi primi cittadini come un'”opportunità fondamentale e irrinunciabile per i territori, per garantire servizi sociali di maggiore qualità, più equi, e per tutelare concretamente le famiglie fragili e i lavoratori del terzo settore”.

La presa di posizione arriva a seguito degli esiti difformi emersi nei rispettivi organismi consiliari: se a Ladispoli l’atto costitutivo ha incassato l’approvazione all’unanimità, la delibera ha subito uno stop inatteso nell’aula consiliare di Cerveteri. Un passaggio formale che i due primi cittadini intendono superare rapidamente, sgombrando il campo da ricostruzioni su presunte rivalità o divisioni territoriali e confermando la volontà di operare in stretta sinergia per il bene del comprensorio.

All’indomani delle assise cittadine, i due amministratori si sono confrontati per fissare i prossimi step operativi: già a partire dalla prossima settimana verrà avviato un tavolo di lavoro congiunto aperto ai consiglieri comunali di entrambe le città. L’obiettivo del confronto sarà quello di analizzare nei dettagli la documentazione, valutare eventuali correttivi o integrazioni e ritornare in aula per giungere in tempi brevi all’approvazione definitiva di uno strumento ritenuto strategico per l’ammodernamento dei servizi sociali locali.

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Ladispoli e Cerveteri, nuova realtà associativa. Un domani senza barriere con “A un passo da te”

Ladispoli e Cerveteri si arricchiscono di una nuova e fondamentale realtà del Terzo Settore. Nata lo scorso ottobre ma operativa a pieno regime dall’inizio del 2026, “A un passo da te” è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) fondata dall’iniziativa e dalla determinazione di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con spettro autistico. Il punto di incontro iniziale è stato lo sport, tra i campi e le palestre della Gym Ladispoli. Lì è scattata la scintilla: la consapevolezza che, per garantire un futuro migliore ai propri figli, bisognava rimboccarsi le maniche e mettersi in gioco in prima persona.

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di Nicole Ceccucci

A differenza delle tante realtà che si concentrano prevalentemente sull’età adulta, l’associazione nasce con un focus specifico sull’infanzia e sull’adolescenza. I fondatori spiegano infatti come spesso ci si preoccupi molto degli adulti con spettro autistico e meno dei bambini, perché si tende a vederli già protetti e sostenuti dalle famiglie. La loro intuizione è stata comprendere che intervenire da piccoli è fondamentale: sfruttare la plasticità cerebrale di questa età attraverso la socializzazione permette di ottenere risultati straordinari. In questo percorso, una delle chiavi vincenti è il coinvolgimento attivo di ragazzi normotipici coetanei nel ruolo di tutor, poiché lo scambio sociale tra pari risulta molto più naturale e spontaneo, stimolando una crescita reciproca e un’inclusione reale.

Nonostante la giovane età dell’associazione, i risultati ottenuti hanno già superato ogni aspettativa. Tra le prime iniziative ci sono state le domeniche di gioco in piazza a Ladispoli per far conoscere i ragazzi e abbattere i pregiudizi, oltre ai laboratori pratici e di cucina organizzati presso il ristorante Il Camoscio. All’appuntamento presso Il Camoscio hanno preso parte anche i genitori dei tutor, concretizzando un momento di inclusione e confronto fondamentale per sensibilizzare sul tema dell’autismo anche chi non lo conosce direttamente.

A luglio si è poi svolto il Progetto Mare: un centro estivo di 8 incontri presso lo stabilimento DLF, dove ogni ragazzo è stato affiancano da un assistente dedicato in rapporto 1 a 1 e da tutor coetanei per l’animazione. Un’iniziativa resa possibile grazie alla disponibilità del DLF e al contributo dei commercianti di zona, che si affianca ad altre catene di solidarietà come la recente campagna di crowdfunding legata alla sfida ciclistica dell’atleta olimpico di Ladispoli Daniele Di Stefano.

Con una comunità composta in gran parte da adolescenti, l’obiettivo principale diventa ora accompagnare i ragazzi verso l’età adulta. Come sottolineano Vanessa e Stefano, fondatori dell’associazione, il percorso parte dalla socialità per trasformarsi in autonomia e, infine, in competenze concrete. I prossimi passi prevedono infatti un corso di alfabetizzazione informatica con tutor coetanei e percorsi di formazione nel settore ristorativo, grazie alla disponibilità di diverse attività commerciali locali e di genitori pronti a mettersi a disposizioni in qualunque modo gli sia possibile.

Il traguardo più ambizioso, raccontato da Carmine e dagli altri genitori, guarda direttamente al futuro, con il sogno del co-housing: creare abitazioni condivise dove 3 o 4 ragazzi possano vivere insieme con un’assistenza personalizzata, conquistando una vita parzialmente autonoma e valorizzata dal lavoro. Le famiglie di “A un passo da te” guardano avanti con grande ottimismo, mosse dall’ingrediente più importante: l’impegno e la dedizione di genitori determinati a donare ai propri figli una vita serena e indipendente.

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