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Cerveteri

Umberto Polizzi scende in campo: doppia candidatura a Ladispoli e Cerveteri. L’intervista

In esclusiva per Ladispoli News, Ricky Filosa ha intervistato Umberto Polizzi, già comandante dei Carabinieri a Ladispoli e Cerveteri, oggi candidato capolista della Lista Grando Sindaco a Cerveteri e candidato anche a Ladispoli nella lista Grando.

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di Ricky Filosa

Polizzi, in un video pubblicato sui social di Ladispoli News, ha annunciato la sua doppia candidatura, spiegando le ragioni della sua scelta.

Umberto Polizzi, perché ha deciso di scendere in campo a Cerveteri?

Scendo in campo per amore nei confronti di questo territorio. Cerveteri è una città che amo da sempre. La conosco da anni, mi è rimasta nel cuore. Quando Alessandro Grando mi ha chiesto di metterci la faccia, non ho esitato un momento.

A Ladispoli si è parlato molto di sicurezza, degrado e ordine pubblico. Qual è la sua opinione?

C’è da lavorare, bisogna essere presenti e non lasciarsi sfuggire il parere e le necessità di nessuno. Continuerò a seguire questo territorio come ho fatto da comandante in entrambe le località, Cerveteri e Ladispoli, mettendomi a disposizione di tutti.

A suo modo di vedere, la risposta che il sindaco Alessandro Grando ha dato al fenomeno dei senza tetto è stata valida? L’Amministrazione ha fatto quello che era nelle sue possibilità?

Ritengo di sì. Ciò che ha fatto Alessandro Grando è quello che un sindaco può fare. Ha convocato una riunione interforze, ha scritto al Prefetto due volte e le risposte sono arrivate. Tutto quello che il sindaco poteva fare lo ha fatto senza indugiare, su questo non c’è dubbio.

Guardando invece a Cerveteri, quali sono le priorità?

Cerveteri va riqualificata in senso totale. Ha una grande ricchezza, la necropoli etrusca, che andrebbe valorizzata e sfruttata nel modo giusto. Bisogna puntare su chi arriva da Roma, sui crocieristi che sbarcano a Civitavecchia, facendo sapere loro che Cerveteri esiste e che è ricca di storia e di arte da poter ammirare. E poi bisogna guardare ai Terzi: il fatto che siano ancora senz’acqua è un disagio che va risolto prima di ogni altra cosa.

Qual è il messaggio che vuole lasciare a chi vedrà questa intervista su Ladispoli News e a chi la leggerà su Litorale Oggi?

Cercherò di essere presente sul territorio, come ho sempre fatto e credo che questo tutti me lo riconoscano. Non vogliamo lasciare indietro nessuno. Tutti i cittadini saranno in prima fila. Dobbiamo affrontare e risolvere le questioni più urgenti, rispettando le priorità e dando risposte concrete”.

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Cerveteri

Cerveteri: rilanciamo il centro storico. L’imprenditore Biagio Camicia su questione cerite

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di Juri Janko

Passeggiare oggi nel centro storico di Cerveteri significa imbattersi in un numero sempre maggiore di serrande abbassate. Negozi chiusi, locali sfitti e attività che, una dopo l’altra, hanno rinunciato a restare aperte raccontano una crisi che non è soltanto economica, ma anche sociale e culturale. Eppure Cerveteri non è una città qualsiasi. È una delle località italiane più prestigiose dal punto di vista storico e archeologico, custode della Necropoli della Banditaccia, patrimonio mondiale UNESCO, un luogo che richiama visitatori da tutto il mondo. Un patrimonio che, se valorizzato con una strategia moderna e ambiziosa, potrebbe trasformare la città in un vero polo internazionale del turismo culturale. Il problema è che un patrimonio di tale valore, da solo, non basta. Occorre costruire intorno a esso un sistema capace di generare economia, occupazione e qualità della vita. Oggi, invece, molti turisti visitano la necropoli e ripartono senza fermarsi nel centro storico, senza trovare un’offerta commerciale, enogastronomica e ricettiva all’altezza del potenziale della città.

Questa situazione produce conseguenze che vanno ben oltre il commercio. Quando un centro storico perde attività diminuisce anche il valore degli immobili. Case e locali commerciali si svalutano perché diminuisce la domanda, mentre un centro vivo, ricco di servizi, eventi e opportunità economiche diventa naturalmente più appetibile. È ragionevole ritenere che un progetto di rilancio efficace possa determinare un significativo incremento del valore del patrimonio immobiliare cittadino. In un contesto di forte riqualificazione urbana e di crescita dell’attrattività turistica, gli immobili del centro storico potrebbero acquisire un valore sensibilmente superiore rispetto a quello attuale, con stime che, in alcuni casi, potrebbero arrivare fino al 40%, naturalmente in funzione delle caratteristiche del mercato e della qualità degli interventi realizzati.

«Io credo in Cerveteri, i fatti lo dimostrano. Cerveteri è una perla che tornerà grande», sostiene Camicia. «Nel lontano 2009, insieme ad altri soci, abbiamo aperto un supermercato che poi ho ceduto agli stessi. Successivamente, con la mia famiglia, abbiamo aperto due negozi, a Valcanneto e al Tyrsenia. Lo scorso marzo, io e un altro socio abbiamo acquistato un locale commerciale nel centro storico, che stiamo cercando di adibire a startup di servizi business e ricettivi, proprio perché crediamo che una città così bella e di grande valore storico possa soltanto rialzarsi e crescere in futuro».

«Ho abitato nel centro storico per sette anni e ho tanti amici in città. Credo che le prossime elezioni saranno importanti. Serve una figura capace di mettere in campo azioni forti e mirate e di creare un piano di sviluppo immediato per la città. A mio avviso, questa figura potrebbe essere Alessandro Grando. Con le sue capacità politiche e la sua determinazione ha dimostrato cosa significa amministrare realtà complesse come Ladispoli, portando a casa risultati importanti in termini di crescita e opere pubbliche».

Ma il rilancio non può essere affidato all’improvvisazione. Serve una visione chiara, accompagnata da una capacità amministrativa forte, autorevole e determinata. Un’amministrazione che sappia programmare, attrarre investimenti, dialogare con imprese e istituzioni e prendere decisioni coraggiose.

Il turismo moderno non cerca soltanto un monumento da visitare: cerca un’esperienza completa. Vuole passeggiare in un borgo vivo, fare acquisti, fermarsi a pranzo o a cena, soggiornare una notte, partecipare a un evento, scoprire le eccellenze locali. È questa l’economia che Cerveteri può costruire. La città possiede già il suo capitale più prezioso: la storia, il patrimonio archeologico, il paesaggio e un’identità unica. Quello che manca è un progetto complessivo che trasformi queste ricchezze in sviluppo economico.

Rilanciare Cerveteri non significa soltanto aumentare il numero dei turisti. Significa creare lavoro, sostenere le imprese, far crescere il commercio, restituire valore agli immobili, migliorare la qualità della vita dei residenti e offrire nuove opportunità ai giovani, affinché possano costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove. Una città come Cerveteri non può accontentarsi di sopravvivere. Deve tornare ad ambire a essere un punto di riferimento nel panorama turistico e culturale italiano e internazionale. Le potenzialità esistono tutte. Serve la volontà politica di trasformarle in risultati concreti.

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