Turismo
Ladispoli, l’entusiasmo di una città in ascesa. Le parole dell’assessore al Turismo Marco Porro
di Marco Porro, assessore al Turismo del Comune di Ladispoli
Come abbiamo già detto, anche con un pizzico di nostalgia, si è chiusa l’ultima stagione estiva per questa squadra di governo. Piazza Rossellini spegne le luci, l’impianto e cala il sipario. Il progetto turistico di questa città è nato da una visione precisa: volevamo che Ladispoli tornasse a splendere, restituendo alla città quella dignità e quel rispetto che pensavamo meritasse. Oggi, dopo questi anni, ne siamo più convinti che mai.
È stato un progetto costruito grazie al lavoro di centinaia di persone: uffici, tecnici, volontari, forze dell’ordine, operatori. Un lavoro enorme, spesso silenzioso, che ha permesso di costruire qualcosa che andava ben oltre il semplice calendario degli eventi.
Ma perché investire così tanto nei concerti? Perché quello, perché quell’altro?
Perché il nostro obiettivo, mio e del Sindaco, è sempre stato molto chiaro: rendere Ladispoli una città viva, attrattiva e soprattutto vissuta. I concerti sono soltanto la parte più visibile di un progetto molto più ampio. Le scelte possono essere criticate, le visioni possono essere diverse e ogni opinione è legittima. Ma governare significa assumersi responsabilità, lavorare con serietà e avere una visione. Investire nell’intrattenimento gratuito in piazza significa anche fare un investimento sociale e culturale. Significa restituire alle persone la possibilità di vivere la propria città, incontrarsi, stare insieme, emozionarsi. Perché il valore di una piazza non si misura soltanto dal nome scritto sul palco, ma dalle persone che riesce a riunire e dal senso di comunità che riesce a creare. In questi anni Piazza Rossellini è diventata una delle piazze più attrattive del litorale. Sul palco sono passati artisti e personaggi straordinari: dal Maestro Giancarlo Giannini a Russell Crowe, da Clementino a Elettra Lamborghini, fino a tantissimi altri artisti, tributi, band locali e spettacoli capaci di parlare a generazioni diverse. Ed è stata proprio questa trasversalità uno degli elementi più importanti del progetto: eventi per i ragazzi, per gli adulti e per gli anziani. Come quest’anno, quando abbiamo ospitato Edoardo Vianello e tantissimi signori di Ladispoli sono rimasti in piazza, incantati davanti al loro beniamino.
Per questo credo sia sbagliato ridurre tutto a un numero, a un costo o alla singola scelta di un artista. Il valore di un progetto del genere si misura anche nella capacità di creare legami e appartenenza.
Ladispoli ha costruito una parte della propria comunità proprio attraverso le serate di Piazza Rossellini. Come ha detto Montesano sul palco: “Ma quanto vale un sorriso? Quanto vale una serata spensierata con tutta la nostra gente? Quanto vale un’emozione?”.
In quelle parole c’è molto del senso di quello che abbiamo cercato di fare. Spesso gli eventi vengono misurati contando quante persone arrivano in città. Io ho una visione diversa: li misuro anche sulla base di quante persone scelgono di rimanere, di vivere la propria città, di considerare Ladispoli una scelta e non un’alternativa. E penso soprattutto ai ragazzi.
Il giorno del concerto di Anna Pepe, un progetto molto contestato da una parte della città, arrivai in piazza molto presto, la mattina, e trovai decine di ragazzi già sotto il palco. Faceva un caldo bestiale. Non venivano da chissà dove. Erano i nostri ragazzi, i nostri figli, i nostri nipoti. Piccoli Ladispolani. Mi sono seduto su una panchina e li ho guardati per un po’. Erano lì con asciugamani, radio e pallone. Ridevano, scherzavano, cantavano. Tutti insieme, proprio sotto casa loro. E i genitori erano tranquilli: tra una commissione e l’altra passavano in piazza a controllare. In quel momento ho capito davvero la forza di un progetto del genere. È stato uno dei momenti più emozionanti di tutto quello che abbiamo fatto.
Perché se vogliamo una città più pulita, più rispettosa, con più senso civico e con persone più innamorate del proprio territorio, dobbiamo partire dai ragazzi. Dobbiamo essere capaci di parlare la loro lingua, di capire cosa li interessa e, soprattutto, di creare per loro occasioni in cui sentirsi parte della comunità. La mia generazione, e quelle prima di noi, probabilmente hanno fallito proprio su questo. Io vengo da una generazione in cui la distanza tra ragazzi e istituzioni era enorme. Una generazione cresciuta nella Ladispoli dormitorio, quella del “non c’è niente da fare”.
Oggi possiamo provare a cambiare questa percezione. Perché una città non diventa attrattiva soltanto quando porta grandi artisti sul proprio palco. Diventa attrattiva quando riesce a costruire un rapporto con chi la vive ogni giorno. Quando un ragazzo sente che quella piazza è anche sua. Quando riconosce il proprio territorio, lo vive, lo ama e comincia a immaginare lì il proprio futuro.
Questo, per me, è il vero significato di quella che abbiamo chiamato “rivoluzione pop culturale”: non soltanto spettacolo, ma radicamento. Non soltanto turismo, ma identità. Non soltanto presenze, ma appartenenza. Per questa grande opportunità, che per me è stata una vera scuola di vita, sono profondamente riconoscente al Sindaco e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto così grande.
Ma soprattutto sono riconoscente alle migliaia di persone che in questi anni hanno affollato Piazza Rossellini. Persone diverse, generazioni diverse, che per una sera hanno scelto di stare insieme, senza distinzioni. Perché alla fine una città non la cambia un palco. La cambiano le persone che scelgono di viverla. E se oggi tanti ragazzi possono guardare Ladispoli non più come il posto dal quale andare via, ma come un posto nel quale vale la pena restare, allora quella rivoluzione pop culturale non è soltanto iniziata. È già diventata parte della nostra città.

Turismo
Ferragosto 2026, le 30 destinazioni più cercate dagli italiani: prezzi e classifica
San Teodoro conquista il primo posto. Sicilia, Puglia e Sardegna dominano la classifica Holidu, ma tornano anche tre destinazioni spagnole. Ecco le mete più care e quelle più economiche.
di Paola Venturelli
Ferragosto 2026 conferma ancora una volta la voglia degli italiani di partire, ma con una novità: dopo una classifica 2025 interamente tricolore, quest’anno tornano a farsi spazio anche alcune destinazioni estere.
La domanda, del resto, è sempre la stessa: “Dove vai a Ferragosto?”. A fornire una fotografia delle preferenze degli italiani è Holidu, portale europeo specializzato nella prenotazione di case vacanze, che ha elaborato la classifica delle 30 destinazioni più cercate per Ferragosto 2026, mettendo a confronto anche i prezzi medi per notte.
Sul gradino più alto del podio c’è una sorpresa: San Teodoro, in Sardegna, conquista il primo posto con un prezzo medio di 318 euro a notte.
San Teodoro è la regina del Ferragosto 2026
La località sarda scalza San Vito Lo Capo, che nel 2025 aveva guidato la classifica e che quest’anno scende al quarto posto. San Teodoro registra inoltre un aumento del prezzo medio rispetto ai 275 euro dello scorso anno.
Seconda posizione per Gallipoli, in Puglia, con 241 euro a notte. Un risultato significativo per la località salentina, che sale dalla sesta posizione del 2025.
Terzo posto per Porto Cesareo, sempre in Puglia, con 245 euro a notte, in crescita di due posizioni rispetto allo scorso anno. Al quarto posto troviamo San Vito Lo Capo, in Sicilia, con una media di 229 euro a notte, mentre completa la top five Palermo, con 143 euro, protagonista di un balzo in avanti dal precedente ottavo posto.
Sicilia, Puglia e Sardegna dominano la top 30
La regione più rappresentata nella classifica di Ferragosto 2026 è la Sicilia, con ben sette destinazioni. Oltre a San Vito Lo Capo e Palermo, troviamo Siracusa al sesto posto, Catania al 14°, Giardini-Naxos al 18°, Castellammare del Golfo al 25° e Capo d’Orlando al 27°.
Seconda regione più presente è la Puglia, con sei località: Gallipoli, Porto Cesareo, Vieste, Ostuni, Monopoli e Bari, quest’ultima al 30° posto. La Sardegna occupa invece il terzo posto per numero di destinazioni, con cinque mete: oltre alla capolista San Teodoro, ci sono Villasimius al 7° posto, Olbia al 9°, Alghero al 10° e Budoni al 17°. Segue la Toscana, con tre destinazioni: Castiglione della Pescaia al 23° posto, Follonica al 26° e San Vincenzo al 29°.
Due località ciascuna per Lazio ed Emilia-Romagna. Il Lazio è rappresentato da Sperlonga, all’11° posto, e Gaeta, al 24°, mentre l’Emilia-Romagna porta in classifica Rimini al 16° posto e Riccione al 21°. Chiudono la presenza regionale Tropea, in Calabria, all’8° posto, e Lignano Sabbiadoro, in Friuli-Venezia Giulia, al 28°.
Torna la Spagna: tre mete nella top 30
La vera novità rispetto al 2025 è il ritorno delle destinazioni estere. Lo scorso anno tutte le prime 30 località più cercate erano italiane. Nel 2026, invece, entrano in classifica tre mete spagnole, tutte nella prima metà della graduatoria.
La più alta è Formentera, al 19° posto, con un prezzo medio di ben 448 euro a notte. Seguono Barcellona, al 20° posto con 330 euro, e Palma di Maiorca, al 22° posto con 386 euro a notte. E proprio Formentera è la destinazione più costosa dell’intera classifica.
Ferragosto 2026: ecco le mete più care
Se il prezzo è uno dei fattori decisivi nella scelta della vacanza, la classifica di Holidu mostra differenze molto importanti. La destinazione più costosa è Formentera, con 448 euro a notte. Al secondo posto tra le mete più care c’è Palma di Maiorca, con 386 euro, seguita da Sperlonga, nel Lazio, con 369 euro. Quarta è Barcellona, con 330 euro, mentre quinta è San Teodoro, con 318 euro a notte.
Le destinazioni più economiche
Sul fronte opposto, la meta più conveniente tra le 30 destinazioni analizzate è Catania, con un prezzo medio di 118 euro a notte, in leggero aumento rispetto ai 113 euro del 2025. Seguono Palermo, con 143 euro, Bari, con 167 euro, Siracusa, con 174 euro, e Castellammare del Golfo, con 196 euro a notte. Un dato particolarmente interessante riguarda proprio la Sicilia: quattro delle cinque destinazioni più economiche della top 30 si trovano sull’isola. Al contrario, tra le cinque mete più costose, tre sono spagnole.
La classifica completa delle destinazioni più cercate
- San Teodoro, Sardegna – 318 €
- Gallipoli, Puglia – 241 €
- Porto Cesareo, Puglia – 245 €
- San Vito Lo Capo, Sicilia – 229 €
- Palermo, Sicilia – 143 €
- Siracusa, Sicilia – 174 €
- Villasimius, Sardegna
- Tropea, Calabria
- Olbia, Sardegna
- Alghero, Sardegna
- Sperlonga, Lazio – 369 €
- Vieste, Puglia
- Ostuni, Puglia
- Catania, Sicilia – 118 €
- Monopoli, Puglia
- Rimini, Emilia-Romagna
- Budoni, Sardegna
- Giardini-Naxos, Sicilia
- Formentera, Spagna – 448 €
- Barcellona, Spagna – 330 €
- Riccione, Emilia-Romagna
- Palma di Maiorca, Spagna – 386 €
- Castiglione della Pescaia, Toscana
- Gaeta, Lazio
- Castellammare del Golfo, Sicilia – 196 €
- Follonica, Toscana
- Capo d’Orlando, Sicilia
- Lignano Sabbiadoro, Friuli-Venezia Giulia
- San Vincenzo, Toscana
- Bari, Puglia – 167 €
I dati completi, compresi i prezzi medi, il numero medio di persone e tutti i dettagli della ricerca, sono disponibili nella classifica Ferragosto 2026 pubblicata da Holidu.
In definitiva, il quadro è chiaro: l’Italia continua a essere la grande protagonista del Ferragosto degli italiani, con Sicilia, Puglia e Sardegna in prima fila. Ma il ritorno della Spagna nella top 30 segnala anche una rinnovata voglia di vacanza oltre confine.
E mentre San Teodoro si prende lo scettro di regina dell’estate 2026, Catania si conferma la scelta più conveniente tra le mete più ricercate. Per chi invece non vuole badare troppo al portafoglio, la destinazione da evitare è Formentera: 448 euro a notte per Ferragosto.

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