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OPINIONI

Ladispoli. Sembra che la tolleranza dei senzatetto finisca sotto al balcone di casa nostra

Portateli dovunque, tranne qui. Il confine tra solidarietà e tolleranza del degrado è sottile, ma c’è un principio che non può essere messo in discussione: i cittadini hanno il diritto di vivere in una città decorosa, sicura e vivibile.

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di Ricky Filosa

Le immagini dei controlli effettuati dai Carabinieri nei giardini di via Claudia – pubblicate in esclusiva sui canali social di Ladispoli News – raccontano una situazione che, nelle ultime settimane, aveva alimentato le preoccupazioni di residenti e famiglie. Alcuni senza fissa dimora avevano trasformato quell’area pubblica in un luogo di bivacco permanente, con inevitabili conseguenze sul decoro urbano e sulla percezione di sicurezza di chi frequenta quotidianamente il quartiere. Non è un episodio isolato. Il fenomeno dei bivacchi in alcune zone della città è diventato uno dei temi più sentiti dai cittadini, che chiedono interventi concreti e una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio. Proprio in questa direzione si sta muovendo l’amministrazione comunale.

Nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Grando ha convocato un vertice operativo con Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza per definire una strategia condivisa. Da quell’incontro è scaturito un rafforzamento dei controlli, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del vagabondaggio e restituire piena fruibilità agli spazi pubblici. Un’azione che punta a garantire ordine e legalità, senza lasciare che situazioni di degrado si consolidino fino a diventare la normalità.

C’è poi una domanda che puntualmente torna nel dibattito pubblico: se queste persone vengono allontanate, dove andranno? È una riflessione legittima, che richiama temi sociali complessi e responsabilità che vanno ben oltre i confini di un singolo Comune. Ma è altrettanto legittimo ricordare che piazze, giardini e parchi pubblici non possono trasformarsi in accampamenti permanenti, sottratti alla libera fruizione delle famiglie, dei bambini e degli anziani.

La tutela delle persone in difficoltà è un dovere delle istituzioni, ma non può tradursi nell’abbandono del diritto dei cittadini a vivere in una città ordinata e sicura. Per questo i controlli delle Forze dell’Ordine rappresentano un segnale importante. La presenza costante sul territorio, l’intervento tempestivo nelle situazioni di criticità e la collaborazione tra tutti gli organi dello Stato sono strumenti indispensabili per prevenire il degrado e rafforzare il senso di sicurezza della comunità.

Ladispoli sta cercando di dare una risposta concreta a un problema che riguarda molte città italiane. Il messaggio che arriva dall’amministrazione è chiaro: il decoro urbano, la legalità e la sicurezza non sono slogan elettorali, ma diritti che meritano di essere difesi con determinazione.

Il lavoro, naturalmente, non è concluso. Come ha ben sottolineato il Sindaco Grando in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, serviranno continuità, controlli costanti e interventi coordinati. Ma la strada intrapresa sembra rispondere a una richiesta sempre più forte che arriva dai cittadini: quella di poter tornare a vivere serenamente i propri quartieri, i giardini pubblici e gli spazi comuni, senza che il degrado finisca per prevalere sul diritto alla sicurezza.

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OPINIONI

Ladispoli, il governatore del Lazio Francesco Rocca all’inaugurazione della Casa della Comunità

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di Ricky Filosa

L’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità a Ladispoli rappresenta senza dubbio una buona notizia per tutto il comprensorio. Un passo avanti concreto sul fronte dei servizi sanitari territoriali, che contribuirà a migliorare l’assistenza ai cittadini e a rafforzare la rete sanitaria locale.

La presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha conferito ulteriore importanza all’evento: proprio dalle sue dichiarazioni – rilasciate in esclusiva ai microfoni di Ladispoli News – emerge un elemento che merita particolare attenzione. Rocca ha infatti parlato di una nuova pianificazione sanitaria regionale, lasciando intendere che nei prossimi anni potrebbero aprirsi scenari finora impensabili per territori che da troppo tempo attendono risposte adeguate in materia di salute pubblica.

È evidente che Casa della Comunità e Ospedale di Comunità rappresentino strutture importanti, tuttavia sarebbe sbagliato considerarle il punto di arrivo: semmai costituiscono un fondamentale punto di partenza.

Da anni Ladispoli e Cerveteri registrano una crescita costante della popolazione residente, a cui si aggiunge durante la stagione estiva un notevole incremento di presenze, creando un bacino di utenza che supera abbondantemente i centomila abitanti e che continua a fare i conti con l’assenza di un vero pronto soccorso. Per questo motivo suggeriamo alle amministrazioni comunali di Ladispoli e Cerveteri di prestare grande attenzione alla nuova fase di programmazione annunciata dalla Regione Lazio.

Se davvero si aprirà una stagione di nuova pianificazione sanitaria, questo territorio dovrà farsi trovare pronto: Ladispoli ha persino già individuato e messo a disposizione il terreno comunale per l’opera, mentre resta da capire se Cerveteri saprà farsi trovare altrettanto pronta.

L’inaugurazione di questi giorni è certamente una conquista, ma il vero obiettivo resta garantire ai cittadini del comprensorio un ospedale vero, capace di rispondere alle emergenze ed evitare ai residenti lunghi e difficili spostamenti verso altre strutture. Le parole di Francesco Rocca potrebbero rappresentare uno spiraglio concreto: sarebbe un grave errore lasciarselo sfuggire.

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