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Arte e Cultura

Ladispoli, arrivederci Summer Fest. Ultima edizione targata Alessandro Grando

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di Marco Porro, assessore al Turismo di Ladispoli

Il rock e l’energia pazzesca delle Bambole di Pezza salutano il Ladispoli Summer Fest 2026. Un’edizione che, per quanto abbiamo provato a mantenere un atteggiamento disinvolto, ha avuto inevitabilmente il sapore di un pizzico di nostalgia.

Già. Il tris Rkomi, Nina Zilli e Bambole di Pezza chiude il sipario su un progetto dell’Amministrazione Grando. Partito nel 2019 con un concerto di Dolcenera, questo progetto ha assunto negli anni una forma incredibile, diventando presto uno dei cavalli di battaglia, insieme a tante altre opere, di questa squadra di governo. Io non avevo ancora la carica di Assessore, ma diedi il mio contributo all’organizzazione di quella serata che, per noi, rappresentò un anno zero. Fu proprio in quell’occasione che capimmo la potenza del progetto: l’energia generata da migliaia di persone che si ritrovano insieme a festeggiare in piazza nelle calde notti d’estate.

Poi arrivò il Covid e, finalmente, nel 2022 il Summer Fest tornò a Piazza Rossellini. Nel frattempo ero stato nominato Assessore al Turismo e agli Eventi e quel progetto aveva ormai assunto una forma più strutturata, proprio nel cuore della città. Ne abbiamo vissuti tanti, di Summer Fest. Ladispoli ha fatto degli eventi un vero e proprio strumento di identità e promozione. Lo abbiamo fatto sempre stando in prima linea, prendendoci gli applausi ma subendo anche qualche dura critica. E ci scusiamo con quella parte di cittadinanza che farebbe volentieri a meno di tutto questo, che preferirebbe una piazza silenziosa. Inevitabilmente questo tipo di movimento crea qualche disagio, e su questo abbiamo sempre lavorato con impegno per ridurlo al minimo.

La nostra visione, tuttavia, è diversa. È quella di una Ladispoli dove la gente esce di casa, partecipa e vive la città; una città in cui le attività commerciali lavorano, una città che acquista valore, dove i ragazzi non sono costretti a emigrare altrove e il territorio diventa un punto di riferimento per tutto il comprensorio. A giudicare dai risultati, credo che questo progetto abbia dimostrato di avere la prospettiva giusta.

Abbiamo perseguito questo traguardo con impegno e dedizione, mettendoci sempre la faccia e assumendoci la responsabilità delle nostre scelte, convinti di fare il bene della città e dei suoi cittadini. Del resto, come ha detto Enrico Montesano sul palco di Piazza Rossellini: “Quanto vale un sorriso? Quanto vale ritrovarsi tutti insieme in piazza per una serata di emozioni e spensieratezza?”

Proprio per questo oggi voglio dedicare questo pezzo a un amico, prima ancora che al mio Sindaco, Alessandro Grando. Chi, come me, lo conosce bene sa quanto sia stato emozionante per lui salutare dall’ultimo palco del Summer Fest l’ennesima Piazza Rossellini strapiena di gente.

Le scelte sono, indubbiamente, opinabili. L’esempio, invece, no.

Alessandro è stato un esempio di integrità, nella gestione degli eventi come in tanti altri progetti portati avanti in questi lunghi nove anni di amministrazione. Possiamo discutere della visione, del perché e del come. Ma è difficile non riconoscere la determinazione con cui ha portato avanti le proprie idee, senza barcollare mai, orgoglioso e fiero di una città che, anno dopo anno, ha risposto sempre più intensamente alla chiamata di Piazza Rossellini.

Oggi Ladispoli è un modello e le tante attività proposte in questi anni dimostrano quanto questo strumento di promozione abbia avuto un senso compiuto. Questo non significa che la nostra sia una città perfetta. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Con l’auspicio che chi arriverà dopo di noi non disperda questo patrimonio costruito nel tempo.

Per ora ci salutiamo qui.

Il Ladispoli Summer Fest è stato, senza dubbio, un capitolo emozionante della storia della nostra città. Grazie, Alessandro.

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Castel Gandolfo, grande emozione per il “Cantico di Pace”: Papa Leone XIV benedice il violino di Anastasiya Petryshak

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Un momento di profonda commozione ha caratterizzato la conclusione del concerto “Cantico di Pace”, svoltosi nella serata di ieri all’interno del suggestivo Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo. Al termine dell’evento, Papa Leone XIV ha impartito la propria benedizione al violino della celebre violinista di origine ucraina e naturalizzata italiana Anastasiya Petryshak, co-protagonista della serata sul palco al fianco del maestro Andrea Bocelli.

L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla Andrea Bocelli Foundation e dal Centro di Alta Formazione Laudato Si’, ha visto la partecipazione straordinaria dello stesso Pontefice di fronte a una platea composta da giovani provenienti da numerose nazioni. L’evento ha utilizzato il linguaggio universale delle note per rilanciare un appello corale e condiviso a favore della pace, del dialogo interculturale e della solidarietà tra i popoli.

La benedizione papale allo strumento della musicista — da anni impegnata nei più prestigiosi teatri internazionali e in molteplici progetti a sfondo sociale — ha assunto un forte valore metaforico. Per Anastasiya Petryshak, il gesto compiuto dal Santo Padre rappresenta un riconoscimento dal profondo significato umano e simbolico, a testimonianza dell’impegno dell’arte e della cultura quali strumenti fondamentali di riconciliazione e speranza.

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