Arte e Cultura
Castel Gandolfo, grande emozione per il “Cantico di Pace”: Papa Leone XIV benedice il violino di Anastasiya Petryshak
Un momento di profonda commozione ha caratterizzato la conclusione del concerto “Cantico di Pace”, svoltosi nella serata di ieri all’interno del suggestivo Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo. Al termine dell’evento, Papa Leone XIV ha impartito la propria benedizione al violino della celebre violinista di origine ucraina e naturalizzata italiana Anastasiya Petryshak, co-protagonista della serata sul palco al fianco del maestro Andrea Bocelli.

L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla Andrea Bocelli Foundation e dal Centro di Alta Formazione Laudato Si’, ha visto la partecipazione straordinaria dello stesso Pontefice di fronte a una platea composta da giovani provenienti da numerose nazioni. L’evento ha utilizzato il linguaggio universale delle note per rilanciare un appello corale e condiviso a favore della pace, del dialogo interculturale e della solidarietà tra i popoli.

La benedizione papale allo strumento della musicista — da anni impegnata nei più prestigiosi teatri internazionali e in molteplici progetti a sfondo sociale — ha assunto un forte valore metaforico. Per Anastasiya Petryshak, il gesto compiuto dal Santo Padre rappresenta un riconoscimento dal profondo significato umano e simbolico, a testimonianza dell’impegno dell’arte e della cultura quali strumenti fondamentali di riconciliazione e speranza.
Arte e Cultura
Ladispoli, Bambole di pezza al “Summer Fest”. Intervista al gruppo più rock di Sanremo
Il “Ladispoli Summer Fest” ha portato sul palco di Piazza Rossellini tre serate dedicate alla musica italiana. Tra i protagonisti di questa edizione anche le Bambole di Pezza, band punk-rock tutta al femminile che negli anni ha costruito un’identità fortemente riconoscibile, con una dimensione live coinvolgente e una scrittura capace di raccontare il presente attraverso una prospettiva personale. Nei giorni precedenti al concerto in piazza le abbiamo incontrate per farci raccontare le emozioni che accompagnano ogni tappa del tour e il loro legame con il pubblico.
di Annalisa Piancazzo
Vi siete definite una band outsider, con un’identità ben riconoscibile e un pubblico sempre più ampio. Secondo voi cosa permette ai vostri brani di creare questa connessione? E quando avete iniziato a percepire che la vostra musica stava diventando uno spazio in cui tante persone potevano riconoscersi?
Come band teniamo molto alla nostra identità musicale. Ci sentiamo delle “outsider” perché abbiamo scelto di seguire una strada che si discosta dagli schemi stereotipati della società: siamo ragazze che hanno deciso di imbracciare degli strumenti e fare musica, in un contesto in cui la presenza femminile è ancora una minoranza. Portiamo sul palco la nostra sensibilità, e vogliamo parlare a tutte le persone che si sentono diverse in una società che tende ad omologare. Le nostre canzoni raccontano questo: affrontare le difficoltà senza piegarsi ai compromessi, trovando la forza di rialzarsi anche dopo le cadute. Il pubblico ci ha sostenute fin dall’inizio in questo nostro modo di essere, sia nella scena alternativa sia in quella mainstream. Oggi è bellissimo vedere sotto il palco generazioni diverse.
Con quale energia state affrontando questo Summer Tour 2026 e che tipo di esperienza volete costruire insieme al pubblico che incontrate?
Ogni concerto è uno scambio di energia con il pubblico e non ci sentiamo mai replicanti dello stesso spettacolo, infatti la scaletta cambia di volta in volta, adattandosi al contesto e al tipo di esperienza che vogliamo creare.
In questo Summer Tour stiamo ricevendo un’accoglienza bellissima e una delle parti più emozionanti è poter incontrare le persone alla fine dei concerti, abbracciarle e raccogliere tutto il calore che ci regalano attraverso cartelloni, disegni o semplicemente una foto insieme.
Tra le tappe del Summer Tour c’è anche Ladispoli. Conoscevate già la città?
Non ci siamo mai esibite a Ladispoli, ma tra Roma e dintorni abbiamo sempre avuto delle bellissime esperienze. Proprio a Roma abbiamo vissuto il primo grande live che ci ha fatto capire che avremmo potuto davvero fare il salto con la musica, è stato qualcosa di inaspettato. Per questo abbiamo sicuramente grandi aspettative per questa tappa. Siamo curiose di incontrare il pubblico di Ladispoli e siamo sicure che sarà un bellissimo concerto.
Qual è il messaggio che volete lasciare alle persone che saranno in piazza ad ascoltarvi?
Attraverso la nostra musica cerchiamo di portare avanti i temi in cui crediamo, dal femminismo all’importanza dell’unione tra le persone. Crediamo che, se ci fosse più capacità di collaborare, di accettare l’altro per quello che è e di riconoscere il valore delle nostre diversità, si potrebbero davvero cambiare le cose. Anche noi abbiamo cinque personalità completamente diverse e cerchiamo sempre di valorizzare questo aspetto. In questo periodo stiamo portando molto anche il tema delle relazioni tossiche: soprattutto alle donne vogliamo dire che è importante chiedere aiuto prima che sia troppo tardi. Ci sono persone che non riescono a uscire da certe situazioni da sole, e trovare il coraggio di chiedere sostegno può essere il primo passo per liberarsene.


You must be logged in to post a comment Login