Politica
Trani dritto in maggioranza
Si rafforza la maggioranza a sostegno del Sindaco Grando
Si rafforza la maggioranza a sostegno del Sindaco Grando
Con l’ingresso del Consigliere comunale Eugenio Trani e del suo gruppo “Verso Ladispoli per il Terzo Polo”, si rafforza la squadra che sostiene il Sindaco Alessandro Grando.
“La maggioranza cresce, anche in ottica futura: questo è un segnale molto importante”, ha dichiarato il primo cittadino nel comunicato ufficiale con cui veniva annunciata la decisione di Trani di sostenere, da oggi in poi, l’attuale Amministrazione.
Il consigliere di “Verso Ladispoli”, in un video pubblicato sui social del nostro Sindaco, ha spiegato:
“La mia decisione è la conseguenza di un percorso di collaborazione reciproca iniziato tre anni fa. Sono contento del passo che sto compiendo, convinto che l’Amministrazione abbia lavorato bene e dunque meriti il mio e nostro sostegno. Darò il mio contributo per continuare il buon lavoro svolto finora e mi impegnerò per provare a offrire un’ulteriore spinta alla giunta, sempre pensando all’interesse della nostra amata città e della cittadinanza tutta”.
Dopo i recenti eventi politici in città – con Forza Italia che ha sfiduciato il suo Assessore, abbandonandolo al proprio destino, e con certi dinosauri che hanno voluto riemergere per tornare in prima linea – quella di Grando sembra una mossa azzeccata.
Il gruppo che lo appoggia deve continuare a crescere, in modo tale da prepararsi al meglio per le sfide che verranno.
Del resto il 2027 non è più così lontano.

Quando stamperemo il prossimo numero di Litorale Oggi saremo già nel 2026, anno pre elettorale, fondamentale dal punto di vista della strategia politica da mettere in campo; saranno mesi che serviranno ad individuare la figura che potrà prendersi sulle spalle le responsabilità di candidarsi a governare la città quando Alessandro concluderà il suo secondo mandato e non potrà ricandidarsi.
L’ingresso di Trani in maggioranza può anche essere letto come risposta a una Forza Italia sempre più ballerina: gli azzurri ladispolani, del resto, hanno ampiamente dimostrato di sentirsi distanti dalla buona gestione messa in campo dal sindaco e dai suoi assessori.
Addirittura, il consigliere Marco Penge – capogruppo FI – in un’intervista radiofonica che a livello politico locale ha fatto molto rumore, è sembrato abbastanza incerto sulla posizione da prendere, con dichiarazioni che hanno lasciato un po’ perplessi gli ascoltatori. Tuttavia Forza Italia si dichiara solidamente in maggioranza, staremo a vedere.
Ma non siamo certo qui a provare a convincere gli amici azzurri della bontà del lavoro portato avanti dal Sindaco Grando e dalla sua Giunta. Come osservatori e cittadini appassionati di politica, proviamo semplicemente a guardare avanti e a interpretare i fatti, secondo il nostro punto di vista, soprattutto in funzione di ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro.
Appare chiaro ai più, per esempio, che la coalizione che sosterrà il prossimo sindaco di centrodestra non sarà la stessa che ha sostenuto Grando alle ultime Comunali. Alcuni, infatti, sono scesi dalla carrozza, ma tanti altri hanno deciso al contrario di salirci, portando il proprio contributo e il proprio peso politico ed elettorale.
Dunque sì, oggi certi equilibri sembrano essere irrimediabilmente mutati, ma non dimentichiamoci mai che la politica è davvero l’arte del possibile e che certe scelte, soprattutto quelle decisive, avverranno all’ultimo momento, quasi a ridosso del voto.
In tutto questo, nei bar, nei ristoranti, nei circoli e nelle piazze della nostra città, l’interrogativo gira sempre più spesso: chi sarà il nuovo Sindaco di Ladispoli?
“C’è una fila di candidati – ci spiega una fonte vicina al Palazzetto –, sia da una parte che dall’altra. Alla fine, in tanti rimarranno delusi”.
Vedremo.
Politica
Ladispoli: sinistri in discoteca. Ciarlantini e quel curioso mondo di pseudo cultura e contraddizioni
Abbiamo più volte affrontato il tema della musica, dei locali notturni e dell’intrattenimento a Ladispoli. Un tema che divide l’opinione pubblica: da una parte il diritto al riposo, il rispetto delle regole e la tranquillità dei residenti; dall’altra la necessità di offrire ai giovani occasioni di divertimento e socialità nella propria città.
Noi, su questo, abbiamo sempre avuto una posizione chiara: Ladispoli deve essere una città viva. Avere luoghi di aggregazione e intrattenimento significa anche offrire ai ragazzi alternative vicine e sicure, evitando, quando possibile, lunghi spostamenti notturni verso altre città. Naturalmente tutto deve avvenire nel rispetto delle regole. Su questo non c’è discussione.
Da tempo, però, il tema dell’intrattenimento musicale è entrato con forza nel dibattito politico cittadino. Sono state presentate interrogazioni, richieste di controlli e iniziative riguardanti autorizzazioni, rumore e attività degli operatori del settore. Tutto legittimo. Ma proprio per questo lo è altrettanto porre qualche domanda sulla coerenza e sull’opportunità delle posizioni di chi quelle iniziative le porta avanti.
Tra le protagoniste di questo dibattito c’è la consigliera Daniela Ciarlantini, esponente di Governo Civico. Ed è qui che nasce una situazione quantomeno curiosa. La consigliera è infatti madre di Federico, giovane imprenditore coinvolto, insieme ai propri soci, nella gestione di una discoteca presente sul territorio. Nulla di male. Anzi. La realtà è apprezzata da molti giovani e rappresenta un’ulteriore proposta di intrattenimento per il territorio. Federico e i suoi fanno un lavoro che merita di essere riconosciuto e a loro facciamo il nostro in bocca al lupo di vero cuore. Ma proprio per questo una domanda ci sembra inevitabile.
È possibile essere particolarmente rigorosi nel giudicare l’intrattenimento prodotto dagli altri operatori e, contemporaneamente, avere una presenza così vicina a un’attività che opera nello stesso settore? Non stiamo dicendo che una madre non possa aiutare il proprio figlio. Non stiamo dicendo che una consigliera non possa occuparsi dei problemi della città. E non stiamo dicendo che chi gestisce una discoteca debba essere immune dai controlli. Stiamo dicendo una cosa molto più semplice: lo stesso metro deve valere per tutti. Perché questo è ciò che chiedono gli operatori. E questo è ciò che chiedono i cittadini. Non intendiamo trasformare informazioni ricevute in accuse e non attribuiamo a nessuno finalità che non siamo in grado di dimostrare. Ma una domanda vogliamo porla. Nell’esercizio delle funzioni istituzionali, Ciarlantini ha mai richiesto documentazione riguardante attività che operano nello stesso settore di Federico?
Se la risposta è sì, sarà interessante conoscere per quale ragione e nell’ambito di quale attività istituzionale. Se la risposta è no, sarà altrettanto semplice chiarirlo da parte sua. In entrambi i casi, non vediamo quale sia il problema nel fare una domanda. Perché vigilare sull’amministrazione è un dovere dell’opposizione. Chiedere controlli è legittimo. Raccogliere le segnalazioni dei cittadini è sacrosanto. Ma la trasparenza deve funzionare in entrambe le direzioni.
E poi c’è la famosa cultura. Abbiamo spesso sentito parlare di cultura. Una parola importante, bellissima, ma che rischia di diventare un contenitore nel quale mettere tutto ciò che piace e tutto ciò che non piace. Ci chiediamo allora quale sia il modello alternativo proposto alla città. Perché a Ladispoli abbiamo visto mostre, spettacoli, concerti, teatro, eventi popolari e appuntamenti culturali di diversa natura. Dalla Biennale dell’Arte della Riviera Romana all’Orchestra Ucraina, da Giancarlo Giannini alle iniziative della Grottaccia.
Si può discutere tutto. Ma una cosa ci sembra difficile da sostenere: che cultura e intrattenimento siano necessariamente alternativi. Una città può avere un teatro e una discoteca. Può organizzare una mostra e una serata musicale. Può parlare di arte e contemporaneamente offrire ai ragazzi uno spazio dove divertirsi. Le cose possono convivere. Anzi, una città contemporanea dovrebbe riuscire a fare proprio questo.
Quello che chiediamo, quindi, è semplicemente coerenza. Se si chiedono regole, che siano uguali per tutti. Se si chiedono controlli, che valgano per tutti. Se si parla di cultura, si abbia anche il coraggio di proporre quale cultura si vuole costruire.
E se si interviene politicamente su un settore nel quale è coinvolta la propria famiglia, è del tutto normale che qualcuno possa chiedere qualche spiegazione in più. Che le attenzioni siano uguali per tutti. Perché se una discoteca è un problema, deve esserlo indipendentemente da chi la gestisce. Se un’attività deve essere controllata, deve essere controllata indipendentemente da chi ci lavora.
E se una consigliera utilizza legittimamente il proprio ruolo per occuparsi di un settore, è altrettanto legittimo chiedersi se quello stesso settore venga osservato con lo stesso metro quando riguarda i propri interessi. Questa non è una polemica. È una questione di coerenza. E la coerenza, in politica, non si misura da quello che si dice in Consiglio comunale. Si misura dal metro con cui si giudicano gli altri quando nessuno guarda.
MG


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