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Vuoi fai fruttare i tuoi risparmi? Intervista a Laura Di Bartolomeo, esperta di Finanza

Intervista alla consulente finanziaria di Zurich Bank, Laura di Bartolomeo, tra educazione finanziaria, fiducia e tutela del patrimonio. Laura Di Bartolomeo fa parte del Private & Wealth Management di Zurich Bank.

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di Nicole Ceccucci

Dopo aver lavorato per oltre 21 anni in una banca tradizionale, nel 2011 ha deciso di intraprendere la professione di consulente finanziario, entrando prima nella consulenza finanziaria del gruppo Deutsche Bank e successivamente, nel 2022, in Zurich Bank. Attualmente ha due studi: uno a Roma, in via Lombarda n.43, e uno a Civitavecchia in via V. Annovazzi n.15.

Laura, cosa l’ha spinta a scegliere questa professione? Ho scelto questa strada per essere vicina al cliente nel tempo e affiancarlo nelle decisioni importanti. Non parliamo solo di investimenti finanziari, ma anche di pensione integrativa, decisioni immobiliari che riguardano i figli, scelta della tipologia di mutuo più adatta alle esigenze personali e familiari, fino al passaggio generazionale. La consulenza finanziaria, nella mia visione, non è quindi un’attività limitata alla gestione degli investimenti, ma un percorso più ampio, costruito sul rapporto con il cliente e sulla comprensione delle sue necessità.

Quali sono gli aspetti più importanti del suo lavoro? In questo lavoro sono molti gli aspetti da tenere in considerazione. Per svolgerlo nel miglior modo possibile è fondamentale abbinare la conoscenza dei mercati al rapporto di fiducia con il cliente. Un punto centrale del mio metodo è l’educazione finanziaria. Per me è importante che ogni cliente comprenda ciò che sottoscrive, le caratteristiche degli strumenti scelti e i relativi rischi. La consapevolezza diventa così parte integrante della consulenza. Per questo motivo, organizzo spesso incontri direttamente con le case di gestione, durante i quali vengono affrontati temi legati ai mercati, agli investimenti e alla comprensione dei rischi.

Di recente, ad esempio, è stato organizzato un evento con la casa di gestione Pictet, che ha avuto un ottimo riscontro. Accanto agli aspetti finanziari, grande attenzione viene dedicata anche alla consulenza patrimoniale e al passaggio generazionale. In questo ambito, promuovo incontri con professionisti come notai e avvocati, per approfondire argomenti quali testamento olografo e pubblico, donazioni, mediazione, fondo patrimoniale e trust.

Nei mesi scorsi si è svolto anche un incontro con il notaio Raffaele Angelotti, molto apprezzato dai partecipanti. Eventi di questo tipo sono considerati fondamentali perché permettono di assistere il cliente in modo più completo, grazie alla collaborazione tra diverse figure professionali.

Che cosa rappresenta per lei il rapporto con il cliente? I miei clienti dicono di me che sono seria, competente e disponibile. Credo che la fiducia sia alla base di tutto: conoscere serve per capire e scegliere nel miglior modo possibile.

Una frase che riassume bene il senso del mio lavoro: accompagnare le persone nelle scelte finanziarie e patrimoniali con competenza, ascolto e chiarezza.

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LITORALEAPP: una comunità in unica un’app

Intervista a Cristian Landi, ideatore della nuova app del Litorale

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Intervista a Cristian Landi, ideatore della nuova app del Litorale

Com’è nata l’idea di LITORALEAPP? C’è stato un momento preciso in cui hai pensato: “Ok, questa app deve esistere”?

In realtà non c’è stato un solo momento preciso, ma più fattori che si sono uniti tra loro. A un certo punto mi sono chiesto, prima di tutto come cittadino: “Cosa mi sarebbe davvero utile nella vita di tutti i giorni?”. Non pensavo solo agli eventi, ma a un’app davvero informativa, capace di racchiudere tutto in un unico posto. Per esempio il calendario della raccolta differenziata con promemoria automatico che ti avvisa il giorno prima, la possibilità di cercare le attività con orari aggiornati, sapere quali farmacie sono di turno… insomma, uno strumento completo.

Qual è stato l’ostacolo più grande che hai dovuto superare per trasformare l’idea in realtà? E cosa ti ha impedito di mollare nei momenti difficili?

Quando vuoi creare un’app che contenga davvero tutto ciò che serve a una comunità, il rischio è quello di inserire troppe cose e renderla complicata. La sfida vera è stata capire cosa fosse davvero utile e cosa no, e soprattutto riuscire a rendere tutto semplice e intuitivo, adatto a qualsiasi fascia d’età. Volevo che potesse usarla con facilità sia un ragazzo che una persona più adulta, senza difficoltà. Non ho mai pensato di mollare, perché LITORALEAPP non è solo un progetto: è qualcosa che serve a tutti noi cittadini. E mi includo, perché sono il primo utilizzatore dell’app. Se funziona per me nella vita quotidiana, allora può davvero funzionare per tutti.

In cosa LITORALEAPP è diversa dalle altre app di informazioni sul territorio? Qual è la funzione di cui vai più fiero?

La differenza principale è l’aggiornamento in tempo reale. A differenza di altre app simili, su LITORALEAPP le informazioni vengono aggiornate quasi immediatamente, ovviamente dopo le dovute verifiche. Questo permette agli utenti di avere sempre dati affidabili e attuali. La mia guida è sempre stata questa: mettermi nei panni di chi la usa ogni giorno e chiedermi cosa sia davvero utile sapere in quel momento. Se devo scegliere una cosa di cui vado più fiero, è proprio questa filosofia: non è solo un contenitore di informazioni, ma uno strumento vivo, vicino alle esigenze reali della comunità.

Se potessi sognare in grande, dove vedi LITORALEAPP tra 5 anni? Un progetto locale… o il prossimo successo nazionale?

L’obiettivo è consolidare LITORALEAPP come una realtà locale solida, ma con una visione molto più ampia: espanderla progressivamente su tutto il territorio nazionale e, perché no, anche a livello internazionale. L’app è già strutturata per questo tipo di crescita: supporta più di 15 lingue, quindi non è pensata solo per i cittadini, ma anche per i turisti. Può diventare uno strumento utile per chi visita il nostro territorio e magari non aveva mai preso in considerazione l’idea di scoprire cittadine come la nostra. Il sogno è proprio questo: partire dal locale, ma creare un modello replicabile ovunque. Perché se funziona davvero per una comunità, può funzionare per molte.

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