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Si gioca a scacchi da oltre 20 anni

Un gruppo silente e molto appassionato coltiva un hobby meraviglioso

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Un gruppo silente e molto appassionato coltiva un hobby meraviglioso

Il circolo scacchistico Alvise Zichichi è presente a Ladispoli da oltre 20 anni, una cinquanti­na sono i soci che lo compongono. L’attività si svolge presso la sede nel CAC dove il venerdì sera dalle 21 e il martedì pomeriggio dalle 17 si svolgono tornei, lezioni e gioco libero.

La domenica mattina, a partire dalle ore 10, è dedicata alla scuola scacchi per bambini con istruttori federali. Il circolo svolge attività anche al di fuori della sede, organizzando in estate tornei all’aperto combinati con cene conviviali aperte a tutti per favorire la socializzazione e la diffusione del gioco.

Quest’anno il circolo ha partecipato al campionato italiano a squadre con due formazioni nel girone promozione del Lazio.

La prima squadra è riuscita a vincere imbattuta il proprio girone guadagnando la partecipazione al campionato di serie C il prossimo anno. La seconda squadra, composta per la maggior parte da bambini e ragazzi, si è classificata terza, mancando purtroppo la promozione all’ultima giornata. Comunque una grande soddisfazione per il circolo aver schierato per la prima volta una squadra della nostra scuola scacchi, gettando le basi per il prossimo anno.

Il 21 e 22 giugno si svolgerà a Ladispoli la seconda edizione di uno dei più importanti tornei organizzati nel Lazio. Presso il Blu Hotel Villa Margherita in Via Duca degli Abruzzi alfieri e cavalli, torri e regine si daranno battaglia sullo scacchiere per aggiudicarsi il titolo e i numerosi premi in palio. Per gli appassionati l’occasione di vedere all’opera tanti giocatori, per tutti la possibilità di usufruire dei servizi dell’hotel a prezzi convenzionati.

“Grazie al Circolo scacchistico Alvise Zichichi per tutto l’impegno che mette in campo per promuovere e diffondere il gioco degli scacchi nel nostro territorio e a livello nazionale, anche attraverso eventi e manifestazioni che coinvolgono professionisti e appassionati”, dichiara il delegato allo Sport del Comune di Ladispoli Fabio Ciampa.

Giornalista, editore, fondatore e direttore di Litorale Oggi, Ladispoli News, ItaliaChiamaItalia.it e Azzurro Caribe. Da anni lavora tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, con un passaggio nel governo italiano (Farnesina). Cura la comunicazione di parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni

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Daniele Di Stefano a 1000 km/h

Intervista all’allenatore ladispolano: passione e disciplina portano lontano

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Intervista all’allenatore ladispolano: passione e disciplina portano lontano

Daniele Di Stefano è un pattinatore di velocità sul ghiaccio, che rappresenterà l’Italia ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Grazie al delegato allo sport del Comune di Ladispoli, Fabio Ciampa, l’atleta ha accettato questa intervista, offrendo un ritratto dei momenti più significativi della sua carriera.

Di Stefano racconta le enormi emozioni che ha provato, quando ha avuto la conferma ufficiale della qualificazione olimpica. Per lui sarà la prima partecipazione ai Giochi, coronamento di un sogno d’infanzia, che si è intensificato negli ultimi quattro anni. Rivela di aver percepito la qualificazione già dopo le prime due gare, ma ha dovuto attendere l’ufficialità del CONI. Ammette che ancora non ha realizzato del tutto il traguardo raggiunto, ma le recenti interviste lo stanno aiutando a prendere coscienza del fatto che presto sarà al villaggio olimpico.

Tra le sue maggiori soddisfazioni, figurano le tre medaglie di Coppa del Mondo: la prima, ottenuta nel 2023/2024 e le altre due nel 2024/2025. Tuttavia, il percorso di un atleta è costellato anche da sconfitte.

“I gradini del podio sono pochi”, spiega, “e ci si chiede quando sarà il proprio turno.”

Nel 2025, Daniele ha però raggiunto un risultato storico: il record italiano nei 1500 metri, migliorando di 74 centesimi il primato di Enrico Fabris, che resisteva dal 2009. La prestazione è avvenuta sulla pista più veloce al mondo, a Salt Lake City, durante la prima tappa della Coppa del Mondo, che Daniele considera la migliore.

I suoi successi sono frutto di dedizione, viaggi e sacrifici. Fin da piccolo, i suoi genitori sono stati i suoi pilastri e i suoi primi sponsor. “Mio padre sta su una nuvola”, racconta, felice al pensiero che la sua famiglia e il suo migliore amico potranno assistere ai Giochi in Italia.

Fondamentale è stato anche il sostegno dei suoi allenatori; prima Andrea Farris, che lo ha guidato dai sette ai diciannove anni, e ora Maurizio Marchetto.

Infine, Daniele lancia un messaggio, con estrema umiltà, agli aspiranti atleti. Secondo lui, è normale ritrovarsi abbattuti, ma, se si crede davvero in un sogno, bisogna rialzarsi nel migliore dei modi.

“Io sono partito da Ladispoli, per raggiungere un sogno”, racconta, “la mia prima pista era a sei ore di macchina”. Mentre i coetanei uscivano, lui prendeva il flixbus il venerdì, pagandolo con i primi guadagni. Non esistevano scuse valide che lo potessero fermare. A chi gli diceva che stava sprecando tempo, rispondeva che sarebbe stato peggio arrivare a quarant’anni e pentirsi di non aver tentato.

In conclusione, “non bisogna mai accontentarsi, perché la vita è una”.


RAFFAELLA PERLA ESPOSITO

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